Alain Prost è convinto che l’attuale campione del mondo in carica non sia un pilota scorretto, anzi: “Austria? Incidente sfortunato”
La tripletta di gare appena conclusa con le tappe di Spagna, Austria e Gran Bretagna ha riportato al centro della discussione lo stile di guida ‘aggressivo’ di Max Verstappen su cui si sono espressi praticamente tutti tra cui anche Alain Prost. Infatti sembrerebbe che il campione olandese abbia sfoggiato nuovamente una certa ruvidezza nei duelli che lo aveva caratterizzato nei primi anni della sua carriera e nell’epica stagione 2021, anche se in realtà questa caratteristica è semplicemente stata nascosta dall’evidente superiorità tecnica della sua vettura.
Soprattutto nel GP d’Austria, Verstappen si è ritrovato al centro di molteplici polemiche per l’incidente in curva 3 con Lando Norris, che si stava giocando la sua seconda vittoria in carriera dopo quella di Miami di quest’anno. Sfortunatamente il contatto tra i due ha costretto l’inglese al ritiro e facendo precipitare Verstappen in quinta posizione, con una penalità di 10 secondi.

La visione del pilota francese
Ad esprimere la propria visione è stato anche il quattro volte iridato Alain Prost, intervistato da L’Equipe in merito agli atteggiamenti tenuti in pista da Verstappen.
Tuttavia secondo il Professore è sbagliato additare l’attuale stella della Red Bull come un pilota scorretto:
“Non credo che ci sia stato un aggressore e una vittima – ha detto Prost, tornado su quanto accaduto al Red Bull Ring – sono d’accordo con il verdetto che Max sia stato il principale responsabile. È stato penalizzato, ma credo che si sia trattato soprattutto di uno sfortunato incidente di gara. Verstappen si è spostato leggermente a sinistra, ma non credo che il contatto sia stato intenzionale. Si tratta di pochi centimetri e anche Lando avrebbe potuto spostarsi di qualche centimetro e andare sopra i cordoli“.
Inoltre il numero 1 della griglia è stato anche criticato per i famigerati ‘cambi di direzione’ in frenata.
Però, anche su questo punto Prost è stato molto più ‘permissivo’ rispetto alla valutazione di certi addetti ai lavori:
“Le penalità non dovrebbero essere comminate in base alla reputazione, ma ai fatti non è così strano che si cerchi di chiudere il gap a sinistra quando la curva successiva va a destra. È così che si impedisce a qualcuno di superarti e questo accade da quando esistono le corse. Sì, Max è un pilota molto duro. Questo è nel suo DNA e non cambierà. Ma questo lo rende anche così forte e non dovrebbe pagare il prezzo della sua immagine di duro. Ayrton Senna e Michael Schumacher avevano la stessa reputazione di piloti aggressivi“.

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