Bene Norris, che chiude al comando le FP2 del GP d’Ungheria. Rebus Verstappen, male Leclerc: un incidente mette il monegasco fuori dai giochi dopo appena 15 minuti.
Seconda sessione di Prove Libere all’insegna del caldo torrido: temperatura dell’asfalto di 48°C, temperatura dell’aria di 31°C. Le condizioni metereologiche costringono i piloti del Circus a scendere in pista con gomma media o hard, rispettivamente compound C4 e C5. Gli unici a prediligere la mescola dal bollino bianco, almeno nelle fasi iniziali della sessione, sono i due alfieri McLaren.
Il primo giro di riscontri cronometrici premia Pérez, che ferma il cronometro sul 1:18.568 e conquista la prima posizione momentanea. Subito dopo Verstappen, a 156 millesimi dal compagno di squadra. È proprio l’olandese il centro dell’attenzione in casa Red Bull, dal momento che gli ingegneri austriaci hanno preferito testare sulla monoposto numero 1 il corposo pacchetto di aggiornamenti riguardante l’aerodinamica del retrotreno. Alle spalle delle due Red Bull, almeno nel primo quarto d’ora di Prove Libere, le due Mercedes di Russell e Hamilton, a circa due decimi dall’olandese. Quinto tempo incoraggiante per Ricciardo, che precede Sainz di 4 centesimi, mentre Norris non va oltre il settimo tempo. Da segnalare anche la buona prestazione delle due Williams, con Albon e Sargeant a 7 decimi dal riferimento di Pérez.
A 20 minuti dall’inizio delle Prove Libere la sessione è momentaneamente interrotta dall’incidente di Leclerc. Il monegasco mostra un eccesso di confidenza verso il cordolo di curva 4 e perde quindi il controllo della propria monoposto, urtando le barriere a bordo pista. Pilota illeso nonostante la violenza del botto e mezzi pesanti prontamente in azione per liberare la pista dai detriti e dalla Ferrari incidentata.
Le lancette del cronometro continuano a scorrere e la sessione riprende a mezz’ora dallo sventolio della bandiera a scacchi, riducendo di 10 minuti il tempo a disposizione delle scuderie per testare gli assetti sulle rispettive monoposto. Al rientro in pista molti piloti decidono di montare gomma soft e dare inizio alla simulazione delle qualifiche, sfruttando le condizioni dell’asfalto favorevoli e, a detta di Mario Isola, molto simili allo scenario del sabato.
Pèrez regala il secondo brivido della sessione innescando una momentanea bandiera gialla, mentre Russell su rossa si dimostra subito abbastanza veloce mettendo a segno il primo miglior tempo con gomma soft: 1:18.294, 69 millesimi in meno rispetto il compagno di squadra. È però di un altro pianeta Norris, che ferma le lancette sull’1:17.788 rifilando oltre mezzo secondo al connazionale Mercedes. Non da meno Verstappen, che nel suo giro lanciato su gomma rossa si porta in seconda posizione, a 2 decimi e mezzo da Norris. Continuano a stupire Albon (P9 davanti Alonso), Ricciardo (P8) e Magnussen, in sesta posizione.
Negli ultimi 15 minuti di FP2 Norris ritorna in pista su gomma hard e fa siglare tempi sul 24 alto, mostrando un passo gara abbastanza solido. Lato Verstappen (media) le notizie sono più altalenanti: dopo qualche tornata in modalità metronomo sul 24 basso, l’olandese alza i propri tempi di percorrenza attorno l’Hungaroring chiudendo un giro addirittura sul 27, per poi ritornare a un ritmo decisamente più accettabile nelle fasi dinali dello stint. Nel complesso il long run della Red Bull numero 1 è più lento di quello di Pérez, a parità di mescola. Anche Sainz, su gomma gialla, mostra una media temporale abbastanza alta inanellando una serie di tornate sul 24.6, chiudendo l’ultimo crono sul 24.9. Molto simili i tempi di Hamilton, con l’inglese che addirittura chiude un giro in 1:25.043. Migliore, invece, il ritomo di Magnussen e Ricciardo, entrambi sul 24.3 con gomma media, confermando le buone impressioni relative alle Haas e alle Racing Bulls.
Di seguito la classifica finale delle FP2 del GP d’Ungheria allo sventolio della bandiera a scacchi.

