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WRC | Il Post-Rally – Lettonia: Di nuovo Kalle! E Neuville rischia…

Kalle Rovanperä vince dove ha iniziato la carriera, mentre Thierry Neuville ora rischia. Ne parliamo nel nostro Post-Rally.

Lettonia, che bella sorpresa!

Il Rally di Lettonia è stato una bella sorpresa. Si presentava in calendario come uno dei tanti rally veloci su sterrato del Nord Europa. Eppure, gli organizzatori hanno saputo imbastire un bello spettacolo. L’essere riusciti a non ripetere la stessa manfrina delle speciali che vengono corse sia alla mattina che al pomeriggio ripetendo il loop, creando così le condizioni per una continua incognita, ha contribuito e non poco allo spettacolo.

Se ci pensiamo, quando è stato l’ultimo rally in cui abbiamo visto così poche speciali ripetersi anche il pomeriggio? Ecco. Già questo è bastato per dare una ventata di aria fresca. Un plauso anche ai fan lettoni, molto caldi, e alle strade attorno a Liepāja che, già collaudate nell’ERC, non hanno deluso.

Rally1

Allora, andiamo per ordine. Kalle Rovanperä.

È stato il pilota più in vista del rally? No. È stata la sua miglior prestazione in carriera? No. Ed è questo che deve in qualche modo incutere quantomeno soggezione. Perché il buon Kalle ha vinto il suo terzo rally della stagione, secondo di fila, e soprattutto tagliato il traguardo delle 200 prove speciali vinte in carriera.

Diviso per 50 rally corsi in top class, fa una media di 4 prove speciali vinte in ogni rally disputato. E, di questi tempi, significa quasi un quarto di rally. Solo questo basta per rendere l’idea di ciò che ci aspetta dal 2025 in poi (e di quello che in realtà abbiamo già visto nel 2022 e nel 2023). Ma tornando alla Lettonia, il finlandese ha guidato la classifica dall’inizio alla fine. Vero, non ha rifilato distacchi giganteschi e in qualche momento non è stato il più veloce. Ma non ha sbagliato nulla e ha portato a casa, quasi in scioltezza, la vittoria.

Sébastien Ogier. Il francese è sempre lì e, a giudicare come ha guidato, senza prendersi troppi rischi, come un pilota che pensa al mondiale. Infatti, chi ha fatto più punti in questo weekend è stato lui, ed ora, pur essendo Part-Time, è a 28 punti dal leader Neuville. Un pensierino al campionato lo sta facendo? È difficile dirlo, anche perché l’impresa è molto, molto ardua. Probabilmente sta guidando così per dimostrare ancora qualcosa e per aiutare Toyota nella lotta a Hyundai. Ma si sa, i piloti sono come i leoni, quando sentono odore di sangue difficilmente si tirano indietro.

Sul gradino più basso del podio c’è Ott Tänak, che all’ultimo soffia il 3° posto al povero Martinš Sesks (di lui ne parliamo dopo) e si prende il Super Sunday, accorciando moltissimo sul compagno Neuville e mettendogli ora pressione. L’estone, c’è da dire, non è stato superlativo, ma ha comunque fatto meglio delle altre Hyundai portato a casa tanti punti che lo aiutano nella lotta al mondiale.

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Il suo compagno di squadra Thierry Neuville (8° alla fine della gara), invece, ha faticato tanto nel pulire la strada il venerdì e, vista la classifica del rally, anche nelle altre giornate. L’ordine di partenza è un alibi a metà, perché in tanti in passato hanno vinto pulendo. Ok, l’effetto in Lettonia era ampliato, ma la sensazione è che si potesse fare di più. Inutili, e anche un po’ stucchevoli, le polemiche e i piagnistei sul road order e sui piloti Part-Time. Ora la pressione su di lui si è alzata e non poco. Il gap sul secondo in classifica è di soli 8 punti e ora si entra in una fase caldissima della stagione. Serve dare una risposta perché, ora più che mai, ogni punto conta.

Non pervenuto Esapekka Lappi, la terza Hyundai e quindi parliamo della terza Puma. Martinš “Rally” Sesks. Il lettone, alla sua seconda presenza in Rally1 (e nel WRC) e alla prima sulla Puma ibrida stava per mettere il sigillo su un weekend storico portandosi a casa (e in casa) il podio. Invece, la Puma colpisce ancora e il differenziale mette il povero Martinš KO prima della Power Stage. Si salvano i punti ma non il podio, che sfuma dopo un weekend dove ha tra l’altro colto la prima vittoria in prova speciale.

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Sesks ha sfoggiato una velocità impressionante unità a capacità di PR che hanno conquistato tutti i tifosi del WRC. Non solo va forte, dunque, ma pure le dichiarazioni a fine prova sono uno show. Sorriso sempre stampato in faccia alla Craig Breen e consapevolezza (unita a leggerezza) di essere veloce. Speriamo che trovi posto nel mondiale, perché una lotta tra lui e Rovanperä sarebbe manna dal cielo per questo sport.

Restando in casa Ford, troviamo un’altra volta in Top 5 un solidissimo Adrien Fourmaux. Che piova, che nevichi, che faccia caldo o che faccia freddo, il francese è sempre lì ed è diventato ormai una bella costante. Manca ancora quello step in più, come abbiamo sempre detto. Non benissimo invece Grégoire Munster, che ora in classifica ha gli stessi punti di Sesks, 22. Già questo dato basta per dire che, probabilmente, non sta facendo abbastanza. Però aspettiamo il finale di stagione per vedere se è cresciuto oppure no.

Chi ci manca? Ah sì, Elfyn Evans e Takamoto Katsuta. Il buon Elfyn si avvicina anche lui a Neuville, ma la sensazione è che stia lentamente perdendo la possibilità di lottare per il mondiale. Costantemente meno veloce dei compagni Part-Time, il gallese fatica a trovare la quadra e nonostante non vada piano resta sempre a distanza. Lo aspettiamo al varco della Finlandia, uno dei suoi terrendi di caccia. Se sarà veloce, un pensierino per il titolo iridato lo si può fare. Katsuta invece ha fatto il suo, anche se, per la verità, quest’anno ci si aspettava un passettino in avanti rispetto al 2023, e il buon inizio di stagione non ha avuto seguito.

Rally2

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Parliamo adesso di Rally2. Oliver Solberg ha letteralmente dominato la categoria, anche lui sulle strade che l’hanno visto debuttare su una macchina da rally come Kalle Rovanperä. Si sapeva che sarebbe stato il favorito, ma stare davanti per tutto il rally non è semplice. Anche se lui ci ha abituati a questo tipo di performance, e dunque non dovremmo più sorprenderci più tanto. Ora è primo nel mondiale con 3 punti di vantaggio rispetto a Sami Pajari (che ha lo stesso numero di gare disputate a punti) e a 15 punti da Yohan Rossel che in Lettonia non ha corso e che ha a referto solo 4 rally.

Un pensierino per il mondiale può e deve farlo, e la vittoria arriva al momento giusto. Ora testa bassa e continuare così. Stesso discorso per Pajari, ancora a podio e anche lui in lizza per una chance iridata. Buono il 2° posto di Mikko Heikkilä, mentre in top 5 anche Gus Greensmith e Nikolay Gryazin, due pezzi grossi che non hanno fatto segnare punti e che comunque danno segnali positivi per le prossime gare.

Molto buona anche la prestazione di Fabrizio Zaldivar. Il paraguayano sembra essere un altro pilota rispetto all’anno scorso, forse più maturo e consapevole dei propri mezzi. Finalmente qualche sprazzo di velocità anche da parte di William Creighton, campione Junior WRC nel 2023 che sta continuando il suo percorso di crescita facendo il suo primo acuto.

Altra buonissima prestazione per l’italiano Roberto Daprà, che continua nel migliore dei modi il suo percorso nel WRC-2 e va a punti di nuovo. Ora è in top 20 in classifica generale, l’asticella si sta alzando sempre di più. Bene così.

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