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WRC | Top e Flop – Rally di Lettonia 2025

Un Kalle Rovanperä tornato ufficialmente in modalità extraterrestre. Eroico Mārtiņš Sesks, il migliore di M-Sport. Tänak, unico lampo in un weekend disastroso per Hyundai. Top e Flop della gara baltica.

Top WRC Rally1

Kalle Rovanperä 

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In Polonia, ma soprattuto in Lettonia siamo tornati ad assistere ad un Kalle Rovanperä imprendibile. I lampi di classe mostrati dal bicampione del mondo in carica in queste ultime due uscite ufficiali nel Mondiale Rally, sono state da vero e proprio fuoriclasse della categoria. Dall’alto del suo carattere di ghiaccio, tipico dei nordici, mantiene sempre una calma invidiabile e provvede nell’immediato a scavare un solco profondo ed invalicabile tra sé ed il resto del Mondo. Lui fa sembrare tutto facile. Un Rovanperä, dunque, troppo perfetto per essere commentato. Il finlandese vince nella terra dove tutto ebbe inizio, senza dare alcuna possibilità di replica ai suoi avversari. Impeccabile!

Sébastien Ogier

A conti fatti, è stato proprio il campionissimo francese, ad uscire dal rally di Lettonia con il maggior numero di punti conquistati (23), in virtù del nuovo e scandaloso criterio di assegnazione dei punti iridati. Pur arrivando secondo, il transalpino è stato più costante in tutte e tre le fasi del rally, cosa che gli ha consentito di ottenere un bottino di punti più ricco del vincitore finale della gara. Bella la battaglia con Sesks per la piazza d’onore. Regolato solo da un fantastico Rovanperä, per il resto il francese ha guidato secondo ed in solitaria per tutto il weekend. Guardingo!

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Mārtiņš Sesks

Il vero protagonista del Rally è lui! Solo un’avaria tecnica ancora sconosciuta lo ha privato di un meritatissimo podio davanti al suo pubblico. In terra lettone, Mārtiņš ha demolito gran parte della concorrenza, dovendosi arrendere solo al cospetto dei due mostri sacri Rovanperä ed Ogier.

Sesks ha, inoltre, colto l’occasione per portarsi a casa non una, bensì due prove speciali del suo amato Tet Rally Latvia. E non erano di certo crono banali, poiché Mārtiņš ha vinto il primo passaggio sulla prova di Tukums, la più lunga di tutto il rally, dall’alto dei suoi 27.56 km di lunghezza. Non contento, però, il ragazzo di Liëpaja, ha immediatamente bissato il successo di Tukums, strappando un altro clamoroso scratch nella speciale successiva, la numero quattro, battendo, nuovamente, Rovanperä per soli 6 decimi di secondo.

Impietoso, il confronto diretto in casa Ford M-Sport, con i due piloti ufficiali Fourmaux e soprattutto Munster, letteralmente umiliati dal talento di Mārtiņš e con il super boss Millener costretto addirittura a chiedergli pubblicamente perdono per la scarsa affidabilità della Puma Rally1 che lo ha tradito alla prima curva dell’ultima crono, facendogli perdere il podio. Si presenta ai nastri di partenza del Rally di Roma Capitale come uno dei favoriti, anche se si correrà su asfalto, superficie che non lo aggrada particolarmente. Eroico!

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Ott Tänak

Il migliore per distacco di Hyundai. Ott Tänak ha dimostrato ancora una volta a tutti la sua classe sopraffina. In un weekend disastroso per la casa coreana, dove la I20 Rally1 sembrava veramente essere almeno due gradini sotto il livello di rendimento di Toyota, l’estone si è dannato l’anima al volante. Incurante del terribile crash nel Rally d’Estonia di appena tre settimane prima, Tänak ha combattuto contro tutti.

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Clamorosa la rimonta su Mārtiņš Sesks alla domenica dove il pilota di Kärla ha recuperato quasi 16 secondi in 3 prove sul talento lettone per poi agguantare il podio in extremis anche grazie al problema di Sesks. Con la solida prestazione ottenuta in Lettonia, coronata dall’ennesimo successo nella classifica della Super Sunday, Ott si è riportato a sole 8 lunghezze dal compagno di colori e leader del Mondiale Neuville. La caccia è iniziata e proseguirà senza ombra di dubbio tra poco più di una settimana in Finlandia. Lottatore!

Flop

M-Sport

Il fallimento è generale in casa M-Sport, Sesks escluso! La Puma mostra evidenti limiti di prestazioni, affidabilità e mancanza di un adeguato sviluppo. Il tutto è, almeno in parte, giustificabile dalla mancanza del pieno supporto economico da parte di Ford, che limitandosi ad una sorta di patrocinio sulla squadra di Malcolm Wilson, non da la possibilità alla vettura di progredire sul piano tecnico, come, invece accade per Hyundai e Toyota, che essendo costruttori ufficiali possono contare su risorse economiche, pressocché, infinite.

In Lettonia l’onore della casa dell’ovale blu è tenuto in alto da Mārtiņš Sesks, mentre Fourmaux annaspa nell’anonimato con solo qualche sporadico lampo in prova, ma pur sempre rimanendo coriaceo al volante. Capitolo a parte, invece, per Munster, che ha dimostrato ancora una volta la sua immaturità per un palcoscenico come il WRC, concludendo nuovamente ultimo, lontanissimo dai primi.

Il dato che di più spaventa è che Munster, in 8 gare, sia riuscito a conquistare solo 22 punti, gli stessi ottenuti da Sesks in appena due gare, una delle quali conclusa in settima posizione, arrivando al traguardo con un semiasse spaccato. Che sia arrivato il momento per Munster di andare a farsi le ossa in WRC2 e seguire lo stesso processo intrapreso da Fourmaux l’anno scorso? Amorfi!

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Thierry Neuville

L’unica attenuante che si può concedere al pilota belga è l’effettivo pesante svantaggio subito nel pulire la strada a tutti. I fondi lettoni erano veramente scivolosi e per Neuville era quasi come guidare sulle uova. Parafrasando l’opinione del Campione Italiano Rally in carica, Andrea Crugnola, a parti invertite, anche Rovanpera avrebbe sofferto non poco a partire per primo su fondi del genere.

Giustificazioni a parte, la prova di Neuville non è stata da pilota che si sta giocando un Mondiale. Sbaglia spesso e nei momenti meno opportuni, come nel corso dello shakedown iniziale nel quale, per poco, non pregiudica la sua gara in un fosso, o come durante la Power Stage conclusiva quando ad una curva dal termine, arriva lungo, “inciampando” con il posteriore su un terrapieno, lasciando per strada preziosi decimi di secondo che, alla fine, non gli consentiranno di primeggiare nella classifica dei tempi della prova che forniva punti extra. Ora la sua leadership è sotto attacco. Sopraffatto!

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Elfyn Evans

Rally a toni chiari e scuri anche per l’altro pretendente al titolo, Elfyn Evans. Gara amorfa anche per lui! Sotto le chiappe si ritrova un vero e proprio strumento di distruzione rallistica come la Yaris Rally1 eppure, incredibilmente, non riesce a sfruttarla a suo vantaggio come fanno, invece, i suoi compagni di colori Rovanpera ed Ogier.

Anche lui ha l’attenuante della posizione di partenza al day 1, ma poi per il resto la sua gara è piuttosto anonima. Anche lui sbaglia in Power Stage e rischia di finire fuori dai punti, se non fosse per il provvidenziale aiuto di Rovanpera che alza il piede e lo fa risalire tra i primi 5 più veloci. Rimane ancora fortemente in corsa per il titolo solo per grazia ricevuta. Annebbiato!

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Takamoto Katsuta

A questo punto, dopo cinque stagioni nella massima serie non ci meraviglieremmo se Toyota iniziasse a dubitare sulla permanenza del simpatico Taka nel WRC. Pilota veloce, ma terribilmente falloso. Sembrerà una follia, ma a Takamoto sembra proprio mancare quella caratteristica inclusa nel suo cognome, necessaria a questi livelli per poter eccellere. Anche in Lettonia il nipponico ha sbagliato in maniera grossolana quando si trovava a ridosso del podio, arrivando lungo dopo l’ingresso in una chicane e centrando un albero, danneggiando il powersteering, che lo ha costretto ad alzare il piede. Pasticcione!

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