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Kimi Antonelli: “Ho in mente solo la Formula 1”

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In un’esclusiva intervista a Motorsport.com, il pilota italiano ha fatto una panoramica sul suo passato e sul sogno al quale sta lavorando: la Formula 1.

In una lunga ed inedita intervista concessa a Roberto Chinchero di Motorsport.com, Andrea Kimi Antonelli ha parlato di vittorie, Formula 2, Test con la Mercedes e della sua aspirazione, la Formula 1. Il ragazzo, ancora per poco 17enne e dal futuro florido, è al primo anno di Formula 2 ed ha già vinto due gare (la Sprint a Silverstone e la Feature Race in terra magiara).

Le parole di Andrea Kimi

Tra gli argomenti dell’intervista ci sono i momenti salienti in macchina con la Mercedes del 2022 per i test.
“Ero nella sede Mercedes di Brackley, ma in quel momento forse non ho realizzato bene il tutto. Poco dopo, durante i test prestagionali in Bahrain, mi sono state comunicate le date e a quel punto mi son detto: ‘Beh, guiderai davvero una monoposto di F.1!’.

Riguardo all’entrata nell’abitacolo di una F1, Andrea Kimi ha risposto così:

“Sicuramente è stata una grande emozione. Inizio col dire che vedere così tante persone intorno alla macchina ti impressiona, è qualcosa a cui un giovane pilota non è abituato. L’emozione mi ha accompagnato anche nel primo giro, eravamo a Spielberg e le condizioni non erano delle migliori, diluviava e nel pomeriggio ha anche nevicato! Poi il secondo giorno la pista è migliorata e sull’asciutto sono emerse le prestazioni, potenza, decelerazione, carico aerodinamico, pazzesco”.

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Chinchero ha poi chiesto delle informazioni sui debriefing e su tutto quello che concerne l’aspetto legato al rapporto tra pilota e ingegnere.

“Appena scendi dalla macchina vedi tutti questi ingegneri che sono intorno a te…ma, faccio un passo indietro. Quando al mattino sono arrivato in pista appena ho aperto la porta del box e sono rimasto di sasso nel vedere quanta gente era presente, tra ingegneri e meccanici, il tutto per far girare una sola monoposto. Sono stato colpito dal numero di ingegneri presenti intorno alla monoposto, professionisti a cui devi saper rispondere quando ti pongono domande e a cui devi fornire un sacco di informazioni. Aggiungo che nel mio caso ci ho messo poco ad abituarmi, ora mi sembra già tutto normale”.

Antonelli ha avuto la possibilità di affrontare anche giri di qualifica e simulazioni di passo-gara, ecco le sue impressioni:
“Sensazione incredibile. Nel mio caso non è stata la mescola più tenera ad impressionarmi, da quel punto di vista già in F.2 ci si abitua al cambio di grip, ma proprio la monoposto in sé. La differenza che senti tra la macchina carica e scarica è davvero grande”.

E ancora: “Finora abbiamo portato avanti un lavoro abbastanza standard. Durante il long-run mi è stato chiesto di modificare un po’ l’utilizzo della batteria, ma tutto è stato abbastanza naturale. Anche con l’ibrido senti tanta differenza tra simulazione di qualifica e gara, nei long-run non spendi tutta la carica della batteria, mentre nel giro veloce viene spremuto tutto il più possibile. Sui rettilinei quando giri a serbatoi pieni senti che la velocità ad un certo punto si stabilizza perché scatta la ricarica, mentre in qualifica continua a spingere, raggiungi velocità maggiori e devi tenere presente che arrivi ad approcciare le curve più forte del solito”.

Il rapporto con Mercedes

In queste parole KImi Antonelli ha descritto il rapporto che ha con la scuderia Mercedes, di cui è pilota di Academy da 5 anni:
“L’aspetto positivo di una relazione già abbastanza lunga è che la squadra ha avuto modo di conoscermi e farsi un’opinione anno dopo anno. A volte ne abbiamo parlato, mi hanno sempre detto che conoscono bene ciò di cui sono capace, sento la loro fiducia, e questo aspetto mi gratifica e mi carica allo stesso tempo. Il percorso che abbiamo fatto in questi cinque anni è stato molto bello, mi hanno aiutato tanto e mi stanno ancora aiutando. Il supporto è cresciuto nel tempo, dallo scorso anno, ad esempio, è subentrata anche la preparazione fisica. Ma uno degli aspetti che apprezzo di più è sentire il supporto della squadra nei momenti difficili, fa davvero la differenza. Sono molto, molto contento di essere parte della famiglia Mercedes”.

Queste le parole di Kimi riguardo al boss di Mercedes, Toto Wolff, e al loro rapporto:
“Molto bello e non solo professionale. Nei momenti difficoltà gli chiedo aiuto, non lo nego, e lui cerca sempre un modo per darmi fiducia. Ti faccio un esempio: a Silverstone dopo la deludente qualifica in F.2 ho deciso di chiamarlo perché era un momento un po’ difficile. Abbiamo parlato molto e quella conversazione mi ha ridato fiducia, il giorno dopo ho vinto ed è stato davvero bello vederlo sotto il podio. Sono molto contento del rapporto cha abbiamo”.

Le parole di Kimi sull’incontro con Russell
“Sì, l’ho conosciuto, ma non ho avuto la possibilità di trascorrere molto tempo con lui. I piloti titolari F.1 sono molto impegnati e non hanno tempo a disposizione, ma sicuramente ho molto rispetto per George”.

Formula 2 e altro nel futuro di Antonelli…

Kimi ha avuto modo di parlare delle proprie vittorie in F2 e delle sensazioni ad esse legate:
“La prima vittoria è sempre speciale, a Silverstone, si, ero emozionato. Quel successo è arrivato dopo tante difficoltà, quindi mi sono tolto un peso. In Ungheria dopo aver tagliato il traguardo ho sentito una grande soddisfazione, ero ancora un po’ emozionato ma la cosa più importante è stata che sia io che la squadra abbiamo dimostrato di poter tenere un buon passo e di saper gestire al meglio una gara”.andrea kimi antonelli prema ra

Chinchero ha poi chiesto se il passaggio da F.Regional a F2 sia stato difficile. Così Kimi:
“È un salto grosso, confermo, ma si può fare. Ci sono tanti aspetti da tenere in considerazione, ad esempio, il lavoro comporta l’analisi di molte più informazioni, anche in gara, la procedura di partenza, il warm-up degli pneumatici, tutti i dettagli che fanno molto la differenza in un campionato come la Formula 2. Quindi sì, confermo che il salto è notevole, però alla fine grazie ai test e soprattutto al giusto supporto del team riesci a sentirti a tuo agio”.

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In tutta l’intervista, Antonelli ha elogiato a più riprese il suo attuale compagno di scuderia in PREMA, Oliver Bearman, definendolo: “compagno forte e di grande aiuto”

Il pilota nativo di Bologna ha poi confermato come stia duramente lavorando ad un unico piano, quello di entrare in Formula 1.

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