La Feature Race di F2 a Budapest ha emesso un verdetto chiaro sul futuro del pupillo di Toto Wolff. L’Italia è pronta a crescere il suo futuro ragazzo d’oro.
Sull’onda delle emozioni che solo certe melodie possono evocare, il rombo dei motori nella classe cadetta ha intonato, per la seconda volta quest’anno, l’inno di Mameli. L’evento però è stato specialissimo. In primis, perché arrivato durante una gara di domenica, e non nelle “propedeutiche” Sprint-race del sabato, come accaduto precedentemente. Ancora, perché a regalarci questa forte emozione è colui che appare come inevitabile stella futura della Formula 1, ormai fortemente legato alla Mercedes.
Acuto italiano
Nato nella patria dei motori, l’Emilia Romagna, Andrea Kimi Antonelli, classe 2006, ha un cuore enorme ed una stoffa incredibile. Non solo perché, come sembra dai risultati ottenuti, il suo futuro sembra floridissimo. Kimi Antonelli, o semplicemente Andrea, è un ragazzo che, con passione e dedizione, sta realizzando quel sogno, custodito nel cassetto sin da piccolo. Gli errori, le gioie, tutto è stato ed è tutt’ora stimolo a migliorarsi. Non una semplice accettazione passiva di un inizio di annata complesso. Andrea, maggiorenne tra un mese, si è adattato da subito e ha risposto da campione nel mondo dei grandi.

La vittoria a Silverstone, durante la Sprint Race sotto la pioggia, aveva già mostrato qualche bagliore di luce, piccoli lampi che hanno preceduto il tuono impetuoso di Budapest. In terra magiara, Antonelli non ha sbagliato un colpo. In gara ha guidato, come in un’orchestra, il suo team.
Lui, 17enne, maestro per un pomeriggio.
“Audantes fortuna iuvat”, e il calcolatore Kimi è diventato così vincitore di una gara in Formula 2.
Grazie, Andrea Kimi Antonelli
“Quando competi a livelli alti devi fare tanti sacrifici, prima di una competizione c’è sempre tanta preparazione, continua dura te la competizione ma non è intensa come l’inizio. Concilio lo sport con lo studio portandomi dietro i libri nei weekend o quando sono in aereo.”
La forza di Andrea, ragazzo prima di essere ottimo pilota, è proprio in queste parole qui. Il non essere distaccato dalla realtà, attento alla dimensione e al ruolo che riveste nella società, tutte qualità che lo rendono speciale perché vero, non artificiale o costruito.
“Sarebbe bello correre in F1 l’anno prossimo, in Italia c’è tanta euforia, ma onestamente non so se sono pronto.” Sempre una dimostrazione di placida lucidità, non una frase fuori posto e tanto self-control nei suoi modi. “Il ragazzo si farà”, e ne siamo tutti convinti.
Corri Andrea, perché è quello per cui sei nato. Non lasciare che siano altri a decidere del tuo futuro. Sogna Antonelli, sogna!
Un vecchio saggio, vedendolo per la prima volta in TV, fuori dall’abitacolo, bardato nella tuta rossa ha esclamato: “Ayrton”, con una voce spezzata dall’emozione. Negli occhi tuoi, Andrea, il vecchio saggio ha rivisto i successi e la fame del suo idolo.
Che la notevole somiglianza con l’immenso Ayrton Senna non sia freno, ma auspicio di grandezza per te, Andrea Kimi Antonelli. Ci troverai qui, ad apprezzare le tue prodezze in pista.


