kimi antonelli alla guida della mercedes

2024: Nel segno dell’Italia che avanza

Posted by

Kimi Antonelli, Leo Fornaroli, Gabriele Minì: 3 nomi che sentiremo tante volte in futuro, la speranza di un Italia protagonista nei prossimi anni

Kimi Antonelli, Leo Fornaroli, Gabriele Minì: 3 nomi che sentiremo tante volte in futuro, la speranza di un Italia protagonista nei prossimi anni
Credits: Immagine di Formula1.it

Facciamo un passo indietro nel tempo: sin dalla nascita della Formula 1, l’Italia è sempre stata tra i paesi più rappresentativi della massima categoria del Motorsport sia per circuiti e squadre, ma anche per piloti.

Nel passare degli anni al volante delle auto di F1 si sono susseguiti numerosissimi piloti di nazionalità italiana, capaci di vincere talvolta anche il campionato del mondo (vedi Farina ed Ascari) e svariate gare; l’ultimo a riuscirci fu Giancarlo Fisichella al Gran Premio di Malesia 2006, ben 18 anni fa.

Sì, perché dall’inizio del nuovo millennio la cultura del Motorsport in Italia sta andando via via svanendo, almeno sotto il punto di vista dei piloti: l’ultimo italiano a disputare un Gran Premio è stato Antonio Giovinazzi nel 2021, prima di passare alla Formula E.

Il 2024, però, ha portato una ventata di aria fresca dopo anni di semi-vuoto, e siamo nuovamente pronti a renderci protagonisti dei palcoscenici più emozionanti della Formula 1: se prendiamo in considerazione le tre categorie più importanti a livello europeo in quanto concerne le monoposto, l’Italia si presentava ai nastri di partenza della stagione 2024 con 3 piloti: Andrea Kimi Antonelli in Formula 2, Leonardo Fornaroli e Gabriele Minì in Formula 3.

Kimi Antonelli, Leo Fornaroli, Gabriele Minì: 3 nomi che sentiremo tante volte in futuro, la speranza di un Italia protagonista nei prossimi anni

Il 2024 dei nostri italiani

Il primo, che non ha ancora terminato la stagione in quanto la F2 si fermerà ad Abu Dhabi così come la F1, sta vivendo un’annata più che positiva; è vero, il giovane del programma Mercedes (di cui fa parte fin da quando era bambino) si è approcciato alla Formula 2 come uno dei prospetti più interessanti, capace di vincere ogni campionato da lui corso fino a quel momento e forte di aver saltato la F3 per passare direttamente nel team F2 di PREMA al fianco di Oliver Bearman…ma chi si sarebbe mai aspettato una doppia vittoria tra Silverstone e Budapest?

Kimi Antonelli, Leo Fornaroli, Gabriele Minì: 3 nomi che sentiremo tante volte in futuro, la speranza di un Italia protagonista nei prossimi anni

Per quanto riguarda gli altri due invece, la stagione di Formula 3 appena conclusa è stata una delle più combattute di sempre: si è arrivati nel round finale di Monza con 4 piloti a contendersi il titolo (tra cui appunto Leo e Minì).

Come ben sappiamo, il titolo è finito nelle mani di Fornaroli in un finale al cardiopalma che lo ha visto battere il rivale con un sorpasso all’ultima curva dell’ultimo giro. Il pilota della Trident è riuscito nell’impresa di concludere il campionato al 1° posto senza aver vinto neanche una gara, dimostrando come la costanza sia un aspetto fondamentale di queste categorie e come evitare gli errori possa risultare fondamentale.

Kimi Antonelli, Leo Fornaroli, Gabriele Minì: 3 nomi che sentiremo tante volte in futuro, la speranza di un Italia protagonista nei prossimi anni

Minì, dal canto suo, vanta una vittoria nella Feature Race di Monaco (la seconda consecutiva se guardiamo anche al 2023) e diversi podi, frutto della indiscutibile velocità. Il campionato del palermitano, ex campione della F4 Italiana, non si può dire di certo negativo e le aspettative sono state del tutto rispettate.

Kimi Antonelli, Leo Fornaroli, Gabriele Minì: 3 nomi che sentiremo tante volte in futuro, la speranza di un Italia protagonista nei prossimi anni

I piani del 2025

Kimi è riuscito a convincere definitivamente Toto Wolff, guadagnandosi un posto in F1 al fianco di George Russell in Mercedes in sostituzione niente meno che del 7 volte campione del mondo Sir Lewis Hamilton ad appena 18 anni. Tra i tre, oltre ad essere probabilmente il più talentuoso, è quello che sembra aver più margine e possibilità di vittoria (almeno a breve termine) unendosi ad una scuderia che non può far altro che aiutarlo a crescere e migliorare sebbene le elevate aspettative che rischiano di mettergli eccessiva pressione addosso.

Fornaroli è, d’altro canto, già sicuro di un posto in Formula 2 il prossimo anno dopo il recente annuncio del suo passaggio in Invicta Racing, team che già la passata stagione si era assicurata il vincitore del campionato di Formula 3 (Gabriel Bortoleto). Per quanto riguarda Minì, infine, un suo passaggio in Formula 2 dopo un’annata così positiva è praticamente certo, ma manca ancora l’ufficialità…magari proprio col team PREMA, che si libererà sia di Antonelli che di Bearman nel 2025 e con il quale il pilota dell’Academy Alpine ha già corso durante questa stagione.

Kimi Antonelli, Leo Fornaroli, Gabriele Minì: 3 nomi che sentiremo tante volte in futuro, la speranza di un Italia protagonista nei prossimi anni

La critica all’eccessiva invidia dell’italiano medio

Per terminare un editoriale sinora più che oggettivo, mi permetto di concludere con un pensiero personale, una critica costruttiva a ciò che circonda il mondo del Motorsport in Italia.

Più volte negli ultimi mesi ho letto tante, troppe critiche ad ognuno dei 3 piloti in questione sui social; la domanda che sorge è…ce n’è davvero bisogno? Non dico che sia necessario tifare tutti e 3 perché i gusti personali sono sacri ed inattaccabili, ma trovo assurdo spargere odio su piloti che danno all’Italia intera la speranza di un futuro vincente in Formula 1.

Quando si parla di Kimi, sono centinaia i feedback negativi di chi lo considera un sopravvalutato, figlio di papà o montato: chi parla non conosce il lato personale del ragazzo, sempre pronto a mettersi in discussione, umile e dedito al lavoro con fine il miglioramento personale. Se consideriamo poi come il giovane emiliano abbia appena compiuto 18 anni, trovo alquanto ridicolo che a muovere pensieri negativi siano, spesso e volentieri, persone ben più grandi. È vero, Kimi deve ancora dimostrare tanto, ma tanto altro lo ha già dimostrato e non si trova in Mercedes se non per meriti…diamo tempo di ripagare la fiducia datagli.

Quando si parla di Leo e Minì, invece, le critiche son meno ma pur sempre presenti: iniziando da chi urla allo scandalo per la mossa di Mansell, passando a chi lo critica per aver guadagnato il titolo senza aver vinto neanche una gara e finendo a chi continua a paragonarli ad altri piloti con esempi alquanto ridicoli.

Chiedo, cari tifosi, di metter (passatemi il termine) da parte “l’invidia” e supportare i nostri giovani che, stavolta sì, siamo sicuri che ci toglieranno tante soddisfazioni in futuro. Passiamo oltre le simpatie personali, dimostriamoci tifosi dei piloti italiani.

Rispondi