Il giovane pilota piacentino, Leonardo Fornaroli, vince in maniera clamorosa, il campionato di F3 2024 dopo non aver vinto neanche una gara, ma dimostrando di avere un gran passo e soprattutto una grande costanza di rendimento lungo tutta la stagione.
L’attuale C.T. dell’Italvolley femminile, il leggendario Julio Velasco, fresco di medaglia d’oro ottenuta alle ultime Olimpiadi di Parigi, alla guida delle temibili ragazze della pallavolo, è solito ripetere un’importante frase da lui stesso coniata: “Chi vince festeggia, chi perde spiega!”. Mai proverbio fu più azzeccato per descrivere quanto fatto da Leonardo Fornaroli, in questa stagione di F3. Tante, infatti, le malelingue abbattutesi sulla sua figura, rea di aver vinto questo campionato più per inadempienze e regalie altrui piuttosto che per bravura personale.
Ci dispiace deludervi, ma non è assolutamente così perché, a conti fatti, il buon Leonardo in questi istanti, starà stappando un buon magnum di Champagne, come nuovo campione della F3, (primo italiano a vincere questa competizione da quando essa è stata istituita nel 2010) mentre gli altri 29 piloti della griglia sono lì, a leccarsi le ferite e a spiegare le ragioni dei propri insuccessi.

“Magari si vede poco, ma si sente tantissimo!”
Leonardo Fornaroli non sarà certo, almeno per il momento, uno di quei piloti in grado di rubare l’occhio con prestazioni roboanti e schiaccianti, ma è uno di quei piloti dotati di un tale livello di concretezza e freddezza al volante che per un ragazzo di appena 19 anni è assolutamente impressionante.
Se guardiamo ai suoi risultati in stagione, infatti, noteremo come il piacentino sia sempre stato in scia dei migliori e di come non abbia quasi mai vanificato le occasioni createsi davanti a lui quando qualcuno del gruppo di testa andava in tilt. Lui è quasi sempre rimasto al suo posto mentre i suoi più diretti avversari: Minì, Lindblad, Browining, a turno, sparivano inspiegabilmente dalle zone alte della classifica. Giri a vuoto questi, che nel bilancio di fine stagione sono pesati come un macigno sulla classifica di questi tre piloti.
Il trionfale epilogo di stagione
Doverosa premessa. Molto probabilmente Fornaroli avrebbe vinto il campionato anche arrivando quarto al traguardo, data la squalifica post gara del suo connazionale e rivale nella corsa al titolo, il palermitano, Gabriele Minì.
Ma è altrettanto chiaro che i veri campioni le vittorie gradiscono di gran lunga, guadagnarsele sul campo di battaglia senza sperare sistematicamente nelle sfortune altrui, talvolta mettendo a rischio anche il lavoro di un anno intero. Ed è proprio quello che ha fatto il piacentino ieri nel corso dell’ultimo giro della stagione quando la matematica virtualmente lo relegava al secondo posto della generale per un solo punto.

La gara
Se vogliamo dirla tutta ieri i tre pretendenti al titolo, Fornaroli, Minì ed il britannico Luke Browning non si sono risparmiati e forse, presi anche dall’emozione e dalla paura di non farcela, dettata soprattutto dalla loro giovane età e dall’inesperienza nel gestire situazioni da dentro o fuori come quella di ieri, hanno commesso qualche errore più o meno veniale di troppo.
La gara però non ne ha risentito in termini di spettacolarità. Anzi probabilmente si candida ad essere delle Feature Race di F3 più belle di sempre. Tanti errori e stravolgimenti di fronte che hanno ben presto eliminato Browning dalla corsa al titolo, con l’inglese costretto a rimontare ed annaspare nell’anonimato dei bassifondi della classifica.
Con l’uscita di scena di Browning, la questione titolo si riduce al duello tra due italiani, Minì e Fornaroli, su suolo italiano. Fornaroli finisce lungo all’Ascari e va in difficoltà, Minì ne approfitta e si mette davanti al piacentino. Per vincere il palermitano, scuola Alpine, deve fare 5 punti in più del rivale. Davanti la fuga solitaria di Sami Meguetounif che andrà poi a vincere in scioltezza la gara. Nel frattempo risale il gruppo l’australiano Mansell che nel corso degli ultimi giri, attacca e sopravanza prima Fornaroli e poi Minì, issandosi al secondo posto. Il palermitano però si riporta davanti a Mansell nel penultimo giro tornando virtualmente campione.
L’ultimo giro
Fornaroli sapeva bene che se non si fosse sbarazzato di Mansell, avrebbe consegnato il titolo a Minì e nell’ultimo giro il piacentino si danna l’anima pur di provare a portarsi davanti al guastafeste australiano.
Ci prova subito alla Roggia, ma finisce lungo ed è costretto ad accodarsi. Davanti a loro Minì si esibisce in una continua e antisportiva danza sui rettilinei nel tentativo di spezzare la scia ai suoi avversari. Quel continuo moto ondoso sui rettilinei da potenziale alleato di Minì si trasformerà, ben presto, nel suo carnefice. Già perché la pista fuori traiettoria è molto polverosa e Mansell nel tentativo di seguire la scia del palermitano in uscita dall’Ascari, sporca le gomme arrivando in Parabolica Alboreto senza grip.

Nel frattempo Fornaroli riesce a trovare un pertugio tra lui e Mansell e ci si fionda coraggiosamente e senza indugi. L’australiano poi fa il resto, finendo fuori traiettoria senza grip per via delle coperture sporche e aprendo un autostrada per Fornaroli verso la gloria nel 2024 FIA F3 Championship.

Le parole del piacentino
“Sono riuscito a strappare il titolo nell’ultima curva dell’ultima gara…. All’inizio della stagione sapevamo di avere il potenziale, ma ci siamo detti che sarebbe stato difficile lottare per il titolo. Non posso crederci”, ha detto il nuovo campione di F3.
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