Thierry Neuville vince il Rally dell’Acropoli e ora può sognare in grande! Disastro Toyota e mezzo disastro Ogier. Ecco il Post-Rally!
Il Rally dell’Acropoli, come sempre, ci ha regalato sorprese. Ad esempio, una bella vittoria di Thierry Neuville, un bel beef al vertice e un nuovo talento estone in rampa di lancio. Ne parliamo, con un po’ di ritardo questa volta, nel Post-Rally.
Piccola premessa

Prima di sviscerare i team e i piloti, c’è da dire qualcosa su questo rally. È brutto che solo 3 Rally1 arrivino al traguardo? Sì. È brutto che i piloti abbiano così tanti problemi? Sì. Ma questo è il rally. Questo sport è fatto anche, e soprattutto, di colpi di scena come quelli dell’Acropoli e anzi, forse non c’è stata pubblicità migliore del rally greco in questo senso.
Cosa ne ricaviamo? Beh, che forse 9 Rally1 sono poche? Che potrebbero venire reintrodotti i Remote Services dei quali si sta già ampiamente discutendo? Che l’intero sistema va ripensato? Ecco, più che concentrarsi su “Che brutto tutti che si ritirano”, forse bisognerebbe guardare altrove. Voi giochereste a calcio senza una porta? Certo che no. E dunque rally così, ad eliminazione fanno, e devono fare parte del WRC. Dove non sempre vince chi va più veloce, ma vince anche chi ha l’approccio migliore, chi cura bene la macchina. E vengono premiate le auto più affidabili oltre che veloci.
Rally1 (perché uno, quasi, ne è rimasto)

Lo abbiamo detto prima, lo diciamo di nuovo. Ma che Acropoli è stato? Andiamo per ordine.
Vittoria stra-mega-iper-super meritata di Thierry Neuville. A parte il venerdì mattina, è sempre stato tra i più veloci, e una volta al comando non ha sbagliato nulla. È stato veramente il più veloce? Probabilmente no, ma come detto non sempre vince il più veloce. Vince anche chi non sbaglia, e lui non ha sbagliato nulla, guidando pure sui problemi della sua i20 che al venerdì ha deciso di andare per mezza giornata a 3 cilindri. Ciliegina sulla torta, non ha ceduto ai giochetti mentali di Ogier e ha guidato da campione. Bravo bravo.
Adesso il belga ha 34 punti di vantaggio in classifica sul primo inseguitore, e ha ipotecato in parte il mondiale. Mondiale a cui Sébastien Ogier rischia di dover dire addio troppo presto. Il francese ha guidato da dio il venerdì, salvo poi ritrovarsi con problemi al turbo che l’hanno frenato e non poco. Un errore, qui, di Toyota, dato che anche ad Evans è capitato lo stesso guaio e al francese non hanno sostituito la componente per precauzione. Poi, alla domenica, un errore nella Power Stage ha messo a rischio anche i 13 punti conquistati al sabato.

Si potrebbe quasi dire karma, visto che il buon Séb è entrato in modalità campionato e ha inscenato un vero e proprio mind game con Neuville a colpi di “Forse deve imparare a guidare per primo sulla strada invece di piangere” e “Mi piace Ott“. Alla fine non è riuscito ad entrare nella testa del belga, facendo quasi una magra figura visto il cappottamento nell’ultima prova. Però Ogier è vivo e ha preso il finale di stagione sul serio. Ora l’impresa è difficile, ma mai darlo per morto.
Chi è fuori dai giochi, invece, è Elfyn Evans che in Grecia ha vissuto un vero e proprio weekend horribilis tra forature e altri problemi. Ora è a 52 punti da Neuville, il che lo mette fuori dalla lotta al titolo quasi matematicamente. Era partito bene, il weekend, per Takamoto Katsuta che però ha dovuto abbandonare la lotta per qualcosa di importante già il venerdì per un incidente. Peccato perché la velocità c’era, ed ha pure vinto una prova speciale.
Sul podio insieme a Neuville anche Dani Sordo, sempre sul pezzo quando si tratta di rally difficili come questo, e Ott Tänak che ritorna ad essere secondo nel mondiale ma paga due forature. La velocità, anche questa volta c’era, ma probabilmente non è il suo anno e lo si vede.
Adrien Fourmaux, invece, aveva il passo per vincere ma come per Katsuta la rottura di una sospensione ne ha spento i sogni di gloria. Qua sì che è stato un vero peccato, perché è la dimostrazione che il francese è cresciuto e che è pronto a vincere. Manca solo un piccolo pezzo e ci siamo.
Non pervenuto Grégoire Munster, mentre Jourdan Serderidis ha fatto la comparsata come al solito.
Rally2

Anche nel Rally2 non si sono sprecati in quanto a colpi di scena. Sami Pajari vince davanti a Robert Virves ma solo per colpa della prima speciale vinta. Il finlandese e l’estone, infatti, dopo 300 Km hanno terminato il rally con un distacco di…0.0 secondi. Sami ha forato nell’ultima prova, riducendo il vantaggio con Virves che è andato vicinissimo a vincere un rally corso con l’aiuto finanziario dei sostenitori dell’estone. Sarebbe stata una bella storia, che bella lo è stata comunque visto il risultato. Robert merita di correre ancora. Pajari, invece, si avvicina a Solberg in campionato a parità di rally corsi.
3° Yohan Rossel che rimane in corsa per il mondiale e viene frenato da una foratura. Il francese ha una gara in meno rispetto a Solberg e Pajari, e 25 punti di distacco che possono benissimo essere colmati. Bene anche Kajetanowicz e Fabrizio Zaldivar, 4° e 5°. Benissimo, invece, Roberto Daprà che termina il suo 2024 con un 7° posto e un 10° posto in classifica assoluta che fino all’anno scorso gli sarebbe valso un punto nel mondiale WRC. 24 i punti totali conquistati, non male per un rookie. Anzi!
Junior WRC

La gara la vince Norbert Maior, ma il campionato lo vince Romet Jürgenson. Il giovane estone sbanca il Junior WRC ed è il primo pilota della FIA Rally Stars ad affermarsi nella categoria. Una bella annata dove ha dimostrato di essere veloce, sulle orme dei suoi più quotati connazionali. Ora lo aspettiamo al varco del WRC-2.
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