Carlos Sainz è stato richiamato dai commissari di gara dopo la seconda sessione di prove libere (FP2) a Baku, a seguito di un episodio con Sergio Perez. Negli ultimi minuti della sessione, Sainz ha rallentato improvvisamente in curva 13, costringendo Perez a compiere una manovra evasiva per evitare un potenziale contatto.
Carlos Sainz e Sergio Perez sono stati convocati dai commissari al termine della sessione per discutere dell’incontro ravvicinato che hanno avuto durante le FP2. Sebbene situazioni simili, se avvenute durante le qualifiche, possano portare a una penalizzazione in griglia, i commissari hanno optato per un semplice warning a Sainz. Questo è stato considerato sufficiente dato che l’incidente si è verificato durante una sessione di prove libere, dove le investigazioni per “impeding” non sono comuni a meno che non vi sia un serio rischio di pericolo.
Durante la discussione, Sainz ha spiegato che il suo rallentamento è stato causato da una serie di allarmi comparsi improvvisamente sul cruscotto della sua vettura. Questi l’hanno distratto in modo significativo. Lo spagnolo ha ammesso di aver visto Perez avvicinarsi, ma ha sottovalutato la velocità con cui l’altra monoposto si stava avvicinando, nonostante gli avvertimenti ricevuti dal suo team via radio.

I commissari hanno riconosciuto che Sainz ha cercato di spostarsi per evitare Perez, ma con un ritardo frazionale. Perez, dal canto suo, ha dichiarato che, nonostante abbia dovuto rallentare e deviare leggermente, aveva una buona visibilità dell’incidente. Non ha mai sentito che ci fosse un reale pericolo.
Al termine della sessione, Perez ha registrato il secondo miglior tempo, mentre Sainz si è piazzato quarto. L’episodio ha attirato l’attenzione, ma si è concluso senza gravi conseguenze, con entrambe le vetture pronte per continuare il weekend di gara senza ulteriori penalizzazioni.

