Prima di qualsiasi pensiero o commento sul weekend di Singapore mi sembra doveroso un appunto: mai nessuno deve permettersi di spiegare ad un Ferrarista cos’è la speranza e come incassare una bella sberla.
Detto questo, dopo un ottimo venerdì, quando il gioco ha iniziato a farsi serio, la Ferrari è mancata. Un sabato dove nel box Ferrari tutto è parso troppo fragile, perché si poteva e doveva lottare per la vetta, ma anche stavolta, alla prova del nove, la SF-24 non è passata.
E come da Baku, il team di Maranello riparte con l’amaro in bocca, con la consapevolezza di aver sbagliato, senza nemmeno riuscire ad avvicinarsi a quella perfezione che, in un campionato come questo, serve per vincere.

Errori e sbavature che si tramutano così in punti persi, facendo svanire qualsiasi fantasia sul mondiale costruttori, nonostante la gara di domenica sia stata gestita in maniera impeccabile.
Per quanto la McLaren sia la miglior vettura in pista, la SF-24 aggiornata si è mostrata per adesso sul pezzo, in attesa della prova di Austin, dove il circuito più tradizionale saprà dire se veramente Ferrari è riuscita a trovare uno dei bandoli delle matasse che l’attanagliano.
Ps: dichiarazioni post gara di Leclerc, false o meno, utili o no, lo rendono sempre più uomo squadra, anzi, bandiera di questo Cavallino.

