Il matrimonio tra Adrian Newey e Aston Martin non è stato certo un colpo di scena in grado di lasciare a bocca aperta. La generosa offerta arrivata dal team di Lawrence Stroll (assumerà, infatti, il ruolo di Managing Technical Partner e azionista del team) per il genio progettista, non poteva essere rifiutata. E così la prossima e curiosa collaborazione inizierà ufficialmente nel 2025, anno in cui, tuttavia, l’ingegnere di Stratford-upon-Avon, comincerà a lavorare per la vettura del 2026. Quest’ultimo che rappresenterà l’anno della rivoluzione dei regolamenti tecnici. E nel frattempo?
A quest’ultima domanda ha provato a dare una risposta Fernando Alonso: il pilota spagnolo, che all’ufficialità di Newey in Aston Martin aveva commentato: “Per me sarà un’opportunità incredibile a livello professionale lavorare con Adrian e continuare ad indossare questo colore verde di cui sono orgoglioso. Inoltre, dal punto di vista personale sarà fantastico lavorare con lui, perché puoi imparare tante cose”, spera al contempo di poter migliorare la situazione attuale.

Dopo il promettente inizio 2023, dove sembrava essere la prima inseguitrice della Red Bull, l’Aston Martin è poi nuovamente scivolata indietro nelle classifiche. La situazione attuale la vede al 5° posto nel costruttori con 86 punti. E seppur proprio Alonso campeggi nella metà della classifica piloti (nono a 62 punti), la situazione non è delle migliori con Stroll undicesimo a 24.
LA CARICA DI FERNANDO ALONSO, IN ATTESA DI ADRIAN NEWEY
Alonso, all’emittente tv spagnola Dazn, ha provato a suonare la carica per una risalita: “Penso che l’obiettivo del 2026 sia nella mente di chiunque in Aston. C’è grande speranza con l’arrivo di Adrian Newey, Enrico Cardile e altri nomi importanti. Il team avrà un futuro che appare luminoso. Ma quello che stiamo facendo in questo momento non è buono abbastanza. Dobbiamo assicurarci di cambiare passo nel 2025”.
Lo stesso pilota ha confermato il suo rendimento: “Io sto facendo tutto il possibile per far fronte alla mancanza di velocità. Abbiamo fatto tanto lavoro tra Baku e Singapore. Stiamo cercando di mettere il massimo impegno nel miglioramento della macchina, ma ci rendiamo conto che in pista i miracoli non si possono fare e che c’è bisogno dell’aiuto della gente in fabbrica in termini di sviluppo della monoposto. Sfortunatamente gli aggiornamenti non hanno funzionato come dovevano mentre i nostri rivali sono riusciti a migliorare molto più di noi. È abbastanza semplice”, ha concluso Alonso, conservando speranze per la sua Aston Martin.

