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WRC | Il Post-Rally – Cile: Kalle regna, e Neuville gode

Kalle Rovanperä vince in Cile, davanti al compagno Elfyn Evans; Neuville è giù dal podio, ma non si rattrista. Lotta rovente, invece, nel WRC-2.

Con la conclusione del Rally del Cile, finisce anche la stagione degli sterrati. 4 vincitori diversi, con un netto predominio di Toyota su quelli veloci, mentre la Hyundai si dimostra più affidabile su quelli lenti.

Rally1

Kalle Rovanperä è il trionfatore in Cile, in quello che è l’unico evento americano nel mondiale. Un rally che – a detta sua – non aggrada totalmente le sue caratteristiche di guida. Infatti, Kalle è un pilota enorme quando corre nei paesi a lui cari, come quelli sul Baltico e la Finlandia, con strade iper-veloci. Ma nei rally un po’ più lenti, non è proprio la stessa cosa.

La velocità media del Cile non è certamente simile a quella dell’Acropolis o della Sardegna, ma neanche simile a quella della Finlandia o della Lettonia. Eppure, Kalle dimostra che non è campione in carica per caso. Dopo un venerdì un po’ sottotono, al sabato pomeriggio ha ingranato la marcia giusta, riuscendo a prendere la testa della gara. Il finlandese ottiene la quindicesima vittoria in carriera, dopo che gli era stata strappata in Finlandia. Lo rivedremo nell’evento finale in Giappone, poiché salterà il CER.

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A chiudere il podio, ci sono i due piloti che dovevano necessariamente vincere: Elfyn Evans e Ott Tänak. La presenza di Kalle non ha permesso ad entrambi di guadagnare troppi punti su Neuville. Infatti, Tänak ha accorciato solo di 5 punti sul belga, portandosi a -29, mentre Evans adesso è davvero troppo lontano, a -46. Il gallese aveva iniziato la stagione degli sterrati da primo oppositore di Neuville, ma adesso è diventato il terzo.

Elfyn aveva concluso il venerdì in testa, per poi essere scavalcato da Rovanperä al sabato. Finisce in seconda posizione, sì, ma il gallese rimane troppo poco efficace alla domenica, dove vengono assegnati ben 12 punti.

Tänak, invece, non è andato oltre la terza posizione, guadagnando complessivamente 5 punti sul compagno leader del mondiale. Al CER, l’estone deve sperare in qualche problema sulla i20 del belga, altrimenti è possibile che il mondiale finisca con una tappa d’anticipo, come lo scorso anno.

Neuville sta amministrando ogni singola prova con grandissima attenzione già da diverse tappe, riuscendo a non commettere quegli errori che durante la sua carriera lo hanno spesso condannato, concludendo in quarta posizione in Sud America. Al rally del centro Europa, dovrà mettere a segno un solo punto in più di Tänak per diventare campione. Altrimenti, il match-point definitivo lo avrà in Giappone. La situazione sembra davvero delle migliori per Thierry, considerando che in questi due rally ha già vinto negli ultimi due anni.

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In quinta posizione c’è il solidissimo Fourmaux, che dimostra sempre di più come può essere un pilota da mondiale. Il francese ha subito una penalità di un minuto al venerdì, a causa di problemi all’alternatore. Le voci di un suo passaggio in Hyundai diventano sempre più accese, anche considerando che in M-Sport, per il prossimo anno, sembrano pronti Sesks e Munster.

In sesta posizione c’è Sami Pajari, rookie schierato da Toyota. Una prova di apprendimento per il giovane finlandese, il quale era a 10 secondi dalla vetta al venerdì. La velocità non manca, e adesso è ora di piazzarlo su una Rally1 in anticipo, così come i giapponesi hanno fatto con Rovanperä nel 2020, per poi essere ben ricompensati solo due anni dopo.

L’ultima delle Rally1 in top 10 è quella di Munster. Il lussemburghese aveva sorpreso al venerdì, finendo la giornata in top 5. Ma nei giorni seguenti, non ha rispettato il passo delle prime prove, scendendo sempre di più in classifica. Da questo weekend in poi, Grègoire ha ufficialmente iniziato la sua seconda stagione nel WRC, avendo debuttato proprio in Cile lo scorso anno.

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Le tre Rally1 che non sono riuscite ad arrivare in top 10 sono quelle di Ogier, Lappi e Sesks: una per costruttore.

Il francese ha avuto una foratura al venerdì, mentre stava spingendo come un matto, per poi rompere la sospensione al sabato mattina. Seb prenderà poi tutti i punti disponibili della domenica, ma dovendo dire probabilmente addio alla lotta per il nono titolo. Un peccato, considerando l’impresa che poteva diventare, avendo corso 3 gare in meno.

Lappi è probabilmente all’addio dal WRC, e non è stato il saluto migliore che si possa immaginare. Errori su errori, per poi ritirarsi alla penultima prova. Anche per lui un gran peccato, vista la sua vittoria in Svezia ad inizio anno.

Sesks ha corso senza l’unità ibrida, e i tempi nelle prove ne hanno fortemente risentito. Il lettone si è ritirato al venerdì pomeriggio dopo 2 forature, una di troppo considerando che aveva solo una gomma di scorta. Nessun errore particolarmente importante al sabato e alla domenica, dimostrando come anche a lui va necessariamente dato un sedile ufficiale.

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Rally2

Se nel WRC il campionato è ormai indirizzato e ben definito, non si può dire certamente lo stesso nel WRC-2. Dei tre in lotta per il mondiale, due hanno corso in Cile, ossia Solberg e Rossel, mentre Pajari userà il Giappone come sua ultima gara per prendere punti, dopo aver corso nel WRC con la Rally1.

Fino al sabato pomeriggio, Solberg stava dominando, e vincendo la gara avrebbe ottenuto anche il titolo mondiale. Ma poi, una foratura cambia tutto, e viene messo giù dal podio, per concludere in quarta posizione. La vittoria è dunque stata ereditata dal rivale Yohan Rossel, il quale al CER dovrà arrivare quarto per essere davanti al figlio d’arte. Ma, a sua volta, dovrà aspettare il risultato di Pajari in Giappone per sapere chi è campione.

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Intanto, Solberg ha fatto ricorso sulla vittoria di Rossel, poichè il tempo automatico assegnato al francese nella prova in cui proprio lui ha forato, secondo lui, è troppo “veloce”. Non sembra che la Federazione cambierà il risultato finale, dunque a Solberg tocca solo pregare, nelle ultime due tappe.

La classifica – cortissima – vede Solberg a 123 punti con nessun altro rally da disputare; Rossel a 111 con il CER da disputare, e Pajari a 108 col Giappone da disputare. Al francese serve una quarta posizione per essere davanti allo svedese, mentre a Pajari un podio.

La lotta c’è, è viva, e ci accompagnerà fino all’ultima tappa in Giappone.

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