Gli organizzatori del gran premio di Austin, in programma nel weekend del 18-20 ottobre, hanno lavorato sodo per ovviare ai problemi relativi ai track limits dello scorso anno, vediamo quali solo stati gli interventi più importanti.
La pausa autunnale non è ancora finita ma la Formula 1 inizia già a guardare in direzione Austin.
Il circuito americano è ormai presenza fissa del mondiale da 13 anni.
L’unica volta che non si è corso in Texas è stata solo nel 2020, a causa del Covid.
Negli anni ci sono stati diversi adattamenti del tracciato, soprattutto relativi al manto stradale che a causa del sottosuolo argilloso tende a muoversi e spostarsi, andando a creare i fastidiosissimi avvallamenti.
Nel 2023 il problema principale, come in tanti altri circuiti del calendario, sono stati i numerosissimi track limits.
Le grandi vie di fuga presenti nel circuito infatti, spingono i piloti a spingersi spesso oltre i limiti nell’esasperata ricerca della prestazione.
Così come altri circuiti, come ad esempio il Red Bull Ring in Austria, anche il Circuit of The Americas in Texas ha dovuto adattarsi quindi alle esigenze della Formula 1.
Il tentativo è ovviamente quello di limitare il numero delle infrazioni dei track limits.

I cambiamenti apportati al COTA
Oltre ad una nuova riasfaltatura totale, sempre volta al migliorare il tema degli avvallamenti, le operazioni sul circuito sono state numerose.
Nello specifico, sono state aggiunte in più arti della pista, nuove strisce di erba, di ghiaia finta (incollata, come quella presente a Zandvoort) e telecamere aggiuntive.
Queste ultime sono state necessarie a seguito del reclamo dalla Haas verso alcuni avversari dell’anno scorso.
Il reclamo era accompagnato dalle immagini provenienti dall’on-board camera e, proprio perché mancavano le registrazioni di telecamere fisse sulla pista che potessero dimostrare le violazioni senza alcun dubbio, la commissione non ha potuto far altro che respingere il reclamo.

I maggiori interventi sono stati fatti proprio nelle curve 6,13,14,15 che erano le curve che più hanno creato problemi in passato.
Più precisamente, in queste curve sono state posizionate strisce di erba larghe un metro e mezzo per delimitare meglio i track limits.
Inoltre, nella curva 11, il tornante che precede il lunghissimo rettilineo del secondo settore, è ora presente la ghiaia “falsa”.
Si tratta della ghiaia incollata con la resina che evita di sporcare la pista qualora un pilota dovesse passarci sopra.

Il problema della convivenza tra Formula 1 e Moto Gp
Le modifiche apportate al circuito americano sono state definite da Bobby Epstein, capo del circuito di Austin, “un esperimento” in quanto il COTA cerca di accontentare sia la Formula 1 che la MotoGp.
“È difficile. Quando sulla stessa pista corrono Formula 1 e MotoGp, uno vuole la ghiaia in un’area in cui l’altro non la vuole.” ha affermato.
“Non puoi avere entrambe le cose e non puoi mettere e togliere la ghiaia e l’asfalto e sperare che rimanga impermeabile quando hai l’argilla sotto.” ha commentato, sottolineando anche le difficoltà legate al sottosuolo argilloso che il circuito texano affronta da sempre.
Come ultima cosa, Epstein ha tenuto a sottolineare come la riasfaltatura di tutto il circuito renda la pista molto diversa.
Riferendosi alla valutazione molto negativa data da Verstappen nel 2023, ha detto che vuole sentire qualcosa di positivo dai piloti. “Sono sicuro che sentiremo : ‘questa è una pista completamente nuova. È fantastico’.”


