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Liberty Media… i problemi continuano!

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Liberty Media, già al centro di una controversia negli Stati Uniti, potrebbe ora trovarsi a dover affrontare un nuovo fronte politico in Europa.

La Commissione Europea sta valutando una denuncia presentata dall’europarlamentare belga Pascal Arimont. Quest’ultimo ha sollevato dubbi sulla legittimità delle operazioni di Liberty Media sotto il profilo delle leggi sulla concorrenza.

Arimont ha presentato una mozione formale che accusa Liberty Media di violare le normative europee sulla concorrenza, in particolare a causa della recente acquisizione dell’86% di Dorna, la società che detiene i diritti del MotoGP. Secondo l’eurodeputato, questa mossa potrebbe portare Liberty Media a detenere una posizione dominante non solo nella Formula 1, ma anche nel mondo delle due ruote, creando di fatto un monopolio nelle principali competizioni motoristiche.

Liberty Media, già al centro di una controversia negli Stati Uniti, potrebbe ora trovarsi a dover affrontare un nuovo fronte politico in Europa.
Pascal Arimont

Il dibattito si è acceso dopo che Alejandro Agag, cofondatore della Formula E, ha avvertito sui rischi di una concentrazione eccessiva di potere nelle mani di Liberty. Agag ha sottolineato che questa fusione potrebbe avere conseguenze rilevanti per le trattative con le emittenti televisive, preoccupazione che potrebbe spingere la Commissione Europea a esaminare attentamente l’accordo.

D’altro canto, Greg Maffei, CEO di Liberty Media, ha replicato con sicurezza, affermando che l’azienda rispetta le normative e che non si tratta di una fusione tra MotoGP e F1. Tuttavia, le preoccupazioni rimangono, e Arimont ha chiesto un’indagine per garantire una concorrenza leale e proteggere i consumatori.

Il tema della concorrenza nella Formula 1 non è nuovo. In passato, la Commissione Europea ha già agito in casi simili, come nel 2006, quando costrinse CVC Capital a vendere la propria quota di MotoGP per evitare il controllo su entrambi i campionati. La decisione su questa nuova questione spetta ora al Commissario Europeo per la Concorrenza. Con il cambio di leadership previsto a dicembre, il caso potrebbe diventare un’importante sfida per la futura commissaria, Teresa Ribera.

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