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Leclerc, il ragazzo tutto cuore

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Leclerc, 27 candeline e un solo desiderio. Il Predestinato Charles, Marc, Hervé, Perceval Leclerc. Charles Leclerc fa sognare i Tifosi.

Semplicemente Charles Leclerc, che ha firmato un contratto a vita con la Ferrari, torna a far sognare i tifosi e a mettere fine a tutte quelle voci che sono circolate su di lui in questo periodo di stop, lunghe, lunghissime settimane di stop che hanno riguardato però solo la pista. I giornali, la stampa, i social non si sono mai fermati, tutti dicevano la stessa cosa. “Leclerc doveva guardare altrove”, “Leclerc si brucerà la carriera”, “Leclerc non doveva rinnovare”; ma mentre queste voci rimbombano sempre più forte, lui dimostra ancora una volta che non guarda da nessun’altra parte se non a Maranello e così esprime il suo desiderio: “Unico obiettivo diventare campione del mondo, ci penso dalla mattina alla sera”. Lui super, iper, mega amante della rossa, zittisce tutti.

“Io voglio vincere con Ferrari” questo dice Charles e continua a ripeterlo allo sfinimento. Nient’altro nella sua testa.

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Un desiderio vivo mai sbiadito, mai ingiallito, mai cancellato dal tempo o dalle delusioni che viene espresso davanti alle candeline oggi come 27 anni fa. Per lui c’è sempre stato solo questo.

Perché lui non se ne è mai andato e non lo fa di certo ora, arrivato in punta di piedi nel 2019 si è preso tutto mettendo quasi all’angolo un quattro volte campione del mondo come Sebastian Vettel, facendolo sembrare “vecchio”, “bollito”, “ormai andato”. C’è stato negli anni più duri della storia del Cavallino, ha dovuto combattere con una macchina che faceva fatica a stare anche nei primi dieci, portandola al limite, a volte compiendo veri e propri capolavori e facendo emozionare i tifosi, altre sbagliando e prendendosi tutte le critiche di chi lo vedeva sopravvalutato, il “Predesfigato” dicevano.

Ha saputo aspettare, ha saputo pazientare e si è preparato per farsi trovare pronto, sempre.

Perché Charles rappresenta la Ferrari, Charles è la Ferrari, come in matematica quando si dice che scambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Ecco, qui è la stessa cosa: leggi Charles, leggi Ferrari e leggi Ferrari, leggi Charles. Un binomio perfetto che non può essere scomposto. Non c’è persona più di lui che possa oggi ricoprire questo ruolo, leader della squadra, ragazzo immagine del team che ha un solo sogno: vincere con la Rossa.

Lui deve vincere con Ferrari, deve diventare campione del mondo con Ferrari. Per quel bambino che guardava la macchina rossa girare per le strade di Monaco, per quel ragazzo che è cresciuto a pane e cavallino, per quel pilota che al solo guardare la sua macchina rossa ha gli occhi lucidi, per questi occhi lucidi che sanno brillare anche quando sembra tutto perso, per quei colori cha da sempre ha voluto portare, per quella tuta che ha da sempre voluto indossare, per Jules che gli ha aperto le porte di Maranello e per papà Hervé che lo ha sempre sognato sul tetto del mondo vestito di rosso.

Per quel sogno, il suo sogno, il loro sogno e che oggi è diventato anche il nostro sogno.

Perché Charles Leclerc ancora prima di correre da pilota Ferrari, corre da Tifoso.

Charle Leclerc indica il Cavallino

Porta in alto l’immagine del Cavallino, alza la bandiera e indica con sguardo fiero quello stemma tanto amato quanto sofferto. Proprio quello stemma che si trova all’altezza del cuore. Perché è tutta una questione di cuore.

Ragazzo tutto cuore che non molla mai.

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