Leclerc e il futuro: determinazione senza illusioni

F1 | GP degli Stati Uniti: storica doppietta Ferrari ad Austin. Ahi Norris, penalizzato dopo la lotta con Max…

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Ad Austin, in Texas, è dominio Rosso: Leclerc e Sainz firmano un 1-2 Ferrari da favola, precedendo al traguardo Norris. L’inglese, penalizzato, cede posizione a uno stoico Verstappen, autore di una difesa da manuale. A punti anche Hulkenberg, Lawson e Colapinto.

Allo spegnimento dei semafori subito grande bagarre tra Verstappen e Norris, preludio di un movimentato GP degli Stati Uniti. Il pilota McLaren parte bene ma deve subito fare i conti con un avversario ostico, Verstappen, che allarga la traiettoria in curva 1 e tenta di guadagnare posizione sul pilota inglese. Tra i due litiganti gode Charles Leclerc, che imbuca il poleman e il numero 4 conquistando agevolmente la leadership del Gran Premio. Partenza a fionda delle due Ferrari, con Sainz che ha addirittura l’opportunità di conquistare un momentaneo 1-2, senza però riuscire davvero a impensierire il Campione del Mondo in carica.

Sin dalle fasi iniziali la gara risulta essere particolarmente movimentata, con un contatto tra Albon e Ocon – catalogato come incidente di gara – e l’uscita di pista di Lewis Hamilton, che pianta la propria Mercedes nella ghiaia di curva 19. Bandiere gialle e Safety Car in pista al terzo giro e per un totale di 2 giri. L’episodio di Hamilton scompiglia i piani di Charles Leclerc, che prima dell’ingresso della vettura di sicurezza aveva accumulato un discreto vantaggio su Verstappen, quel tanto che basta per non regalare DRS alla Red Bull numero 1. Al rientro della Safety, tuttavia, il monegasco riesce quasi subito a ricostruire quel delta “cuscinetto” sull’inseguitore, portandosi subito a oltre 2 secondi dopo appena 4 giri.

Attimi di apprensione per Carlos Sainz, che al 9° giro lamenta odore di benzina nell’abitacolo e una generale perdita di potenza costata, nel complesso, almeno 2 secondi di distacco dal leader della gara. L’anomalia rientra quasi subito e dai giri successivi lo spagnolo riesce a tornare a un ritmo ottimale, macinando tornate sul 38 alto. Tempi molto simili a quelli di Verstappen, secondo, mentre Leclerc continua a spingere sul 38.4, dimostrando un passo nettamente migliore se paragonato a quello degli inseguitori.

Il primo pilota ad aprire la danza dei pit stop è Albon, al 4° giro, a causa del contatto con Ocon; il primo pit stop “strategico” è però quello di Zhou, che nel corso del 14° giro si ferma ai box per montare un nuovo set di gialle. In queste fasi di gara occhi puntati su Lawson, il primo dei 4 piloti su gomma hard: i tempi del neozelandese sono abbastanza alti, sul 41.6, ma non troppo dissimili da quelli di Norris (che gira sul 40.3) e Piastri (che gira sul 41.1).

E, a ben vedere, neanche troppo diversi da quelli del gruppo di testa, ormai assestato su crono superiori al minuto e 40. L’unico constantemete sotto il muro dei 40 è proprio Leclerc, in modalità metronomo sul 39.5.

Nel corso del 18° giro arriva anche la sosta di Magnussen, che rientra in pista su gomma dura e ingaggia una bataglia con Albon, che ha vita facile a causa del vantaggio di mescola e della gomma sicuramente più calda. Una tornata dopo è il turno di Gasly e Tsunoda, anche loro su gomma bianca: per il francese un duro ritorno nelle retrovie (P16) dopo oltre un terzo di gara passato in P6, alle spalle delle McLaren. Nel mentre la direzione gara commissiona una penalità di 5 secondi a Russell per aver costretto fuori pista Bottas.

A 21 giri dallo spegnimento dei semafori la situazione ai vertici della classifica risulta essere invariata, con Leclerc ancora stabilmente al comando del Gran Premio con un vantaggio di quasi 9 secondi su Verstappen. Terzo Sainz, davanti alle due McLaren di Norris e Piastri. La situazione cambia proprio al 22° giro, quando lo spagnolo entra ai box per montare gomma bianca e provare l’undercut su Verstappen. La Ferrari numero 55 rientra in pista in P5, davanti Pérez: fondamentale, in tal senso, tenere posizione sul messicano, cosa che lo spagnolo riesce a fare in maniera egregia grazie al giusto tempismo della chiamata del muretto.

Non risponde subito alla tattica Verstappen, che decide di rimanere in pista così come il resto del gruppetto di testa fino al 26° giro, quando l’olandese rientra ai box per montare gomma dura. Il numero uno della Red Bull rientra in pista in P5, davanti il compagno di squadra e comunque dietro Sainz, che ha un vantaggio di 4.4s. Un giro dopo si ferma anche Leclerc, che rientra in terza posizione dietro le le due McLaren: anche per il monegasco è gomma bianca, mentre per le due monoposto di Woking è momentaneo 1-2.

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Sono proprio le due McLaren di Norris e Piastri a godere dell’attenzione dei più in queste fasi della gara. I due alfieri di Woking rispondono alle soste di Verstappen e delle Ferrari con due giri sul 39.0, mostrando comunque un passo costante sul 39.5 nonostante pneumatici vecchi di 30 giri. L’idea del muretto Papaya è creare un delta considerevole e puntare a una strategia a singola sosta, nonostante l’incombenza di due Ferrari, specie Leclerc, non molto distanti.

È proprio Leclerc a farsi ingombrante negli specchietti di Piastri nel corso del 32° giro, riuscendo subito a sbrigare la “pratica australiana” e portandosi a caccia di Norris. L’inglese, però, viene chiamato ai box per montare gomma bianca, e quindi la leadership della gara torna nuovamente nelle mani di Leclerc nel giro di poche curve. Una tornata dopo è il turno di Piastri, con Sainz a beneficiare della sosta del pilota McLaren.

Dopo 37 giri di fuoco arriva il pit stop di Lawson, che rientra in P12 davanti Tsunoda con gomma gialla. Gara superba per il neozelandese che, grazie alla strategia a singola sosta, riesce a sfruttare i pit stop del centrogruppo portandosi in zona punti. Gara magistrale per Colapinto, anche lui tra le prime 10 posizioni. Nel mentre Russell continua a proseguire con lo stesso set di gomme con cui ha iniziato la gara, fermandosi solo al 42° giro per montare gomma media.

Ai vertici della classifica, nel mentre, Leclerc suona la carica continuando a girare con un passo sensibilmente migliore degli avversari, aprendo un varco di oltre 6 secondi sul compagno di squadra e di 12 su Verstappen. L’olandese, terzo, deve ora guardarsi le spalle dagli attacchi di Norris, revitalizzato da una mescola più fresca di 6 giri.

La battaglia si intensifica nel corso del 45° giro, quando l’inglese comincia a farsi sotto al leader del mondiale. Il numero 4 ha una chanche concreta appena due tornate più tardi, quando riesce a sfruttare a suo vantaggio il DRS per colmare il gap con Verstappen e tentare un assalto alla Red Bull numero 1: l’olandese chiude il portone e resiste per altri 6 giri, prima di dover cedere agli attacchi di una McLaren sicuramente più veloce, ma con poca cattiveria.

Nel completare il sorpasso Norris infrange i track limits – raggiungendo peraltro il limite consentito dal Regolamento – e riceve una penalità di 5 secondi: con Verstappen a meno di 4 secondi dall’inglese, il sorpasso del numero 4 è praticamente inutile.

Con il sorpasso di Norris e la successiva penalità si chiude di fatto il Gran Premio degli Stati Uniti, che termina con una straordinaria doppietta Ferrari che in terra texana mancava dal 2006. Sul podio anche Verstappen, che torna a sollevare un trofeo dopo 8 gare di astinenza. Quarto Norris, penalizzato, davanti il compagno di squadra Piastri. Grande sesto posto di Russell, che limita i danni della partenza dalla pit lane, ma le vere sorprese di giornata sono la nona posizione di Lawson – a punti nella gara di ritorno in Formula 1 – e la decima di Colapinto. Di seguito la classifica al termine del GP degli Stati Uniti.

Ad Austin, in Texas, è dominio Rosso: Leclerc e Sainz firmano un 1-2 Ferrari da favola, precedendo al traguardo Norris. L'inglese, penalizzato, cede posizione a uno stoico Verstappen, autore di una difesa da manuale. A punti anche Hulkenberg, Lawson e Colapinto.
Classifica finale del GP Stati Uniti 2024.

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