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Hasta Siempre Scuderia Sainz

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Carlos Sainz ha disputato quello che è stato probabilmente il miglior weekend della sua carriera. Ma Ferrari poteva raccogliere più di quanto fatto in Messico?

È stato il weekend di Carlos Sainz. Il pilota spagnolo, fin dal venerdì, ha dimostrato di essere particolarmente a suo agio sul circuito messicano. Il #55, sfruttando anche una sessione in più rispetto al suo compagno di squadra, è stato il vero numero 1 della Ferrari in Messico.

Una prestazione degna di nota quella di Carlos Sainz. Una prestazione che ha spinto i più svegli a chiedersi: ma davvero Sainz non aveva altre alternative a Williams? I più maliziosi, invece, suggeriscono: ma Ferrari aveva davvero bisogno di prendere Hamilton? (Spoiler, sì. E si potrebbe scrivere un articolo a parte solo su questo).

Sottolineando ancora una volta il grande weekend di Carlos Sainz, vogliamo spingerci in una riflessione più profonda che provi a dare una risposta (che probabilmente già conoscete) sul perché lo spagnolo il prossimo anno correrà in Williams e non in un top team. Perché nessun top team l’ha cercato? La risposta, fredda e cinica, è molto più semplice di quanto può sembrare. A chi interessa un pilota che in vita sua è stato sempre considerato un buon pilota ma che ultimamente vuole atteggiarsi a numero 1 senza avere i numeri per farlo? Dichiarazioni, team radio. Ma la realtà cosa dice? Che prima di Austin erano 15 sessioni di fila che finiva alle spalle di Leclerc. Non buttiamoci fumo negli occhi.

Carlos Sainz ha disputato quello che è stato probabilmente il miglior weekend della sua carriera. Ma Ferrari poteva raccogliere più di quanto fatto in Messico?

Ma sei proprio un leclerchinoooooo

Arrivati a questo punto molti di voi mi avranno già etichettato come un “leclerchino”, come va di moda ultimamente sui vari social. Se non siete tra questi, potete continuare la lettura. Cosa c’è che non va? Cosa c’è di Carlos Sainz che non piace? Che fin da quando è arrivato in Ferrari, sono pochissime le volte che ha corso realmente per Ferrari. Sì, ha corso con la tuta, con la divisa. Ma non con la testa. La testa è rivolta al bene principalmente di Carlos Sainz. Alla scuderia Sainz. E no, l’attenuante che va via a fine anno non tiene. Perché é sempre stato così.

Ad esempio… Cosa è successo al via ieri? Sainz si è preoccupato di Verstappen o di andare a chiudere il suo compagno di squadra? Riflettete, riguardate le immagini. L’obiettivo di Sainz resta sempre e solo uno: finire davanti a Leclerc, a tutti i costi. In Ferrari servono due piloti che corrano per il bene della Ferrari. Ma andiamo avanti.

Carlos Sainz ha disputato quello che è stato probabilmente il miglior weekend della sua carriera. Ma Ferrari poteva raccogliere più di quanto fatto in Messico?

Tutte quelle richieste in radio, di rallentare Leclerc. Perché? Il team non sa cosa deve fare che deve essere Carlos Sainz a preoccuparsi di tutto ciò?

“Eh ma lui lo sta facendo il lift and coast? Non mi pare che lo stia facendo e tiriti e tiritu”. Nel momento in cui entri in lotta per il titolo Costruttori, i piloti Ferrari devono agire come team. Se Leclerc non ha avuto problemi, perché chiedergli di rallentare fino a perdere quasi 10 secondi nel primo pit? Per evitare di entrare in lotta? Non sapremo mai se Leclerc abbia affrontato problemi al motore o meno. Ma se così non fosse, a furia di chiedere lift and coast ti sei perso la seconda posizione e hai regalato 6 punti a McLaren.

Ma del resto, di Sainz non siamo sorpresi. Lo conosciamo bene. È un grande pilota, molto forte. Sempre più in crescita. Ma fin quando continuerà a correre per la Scuderia Sainz, e non per il team per cui corre, non avrà tanta fortuna. Signori si nasce. Non si diventa.

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