In Brasile si è infranto definitivamente il sogno mondiale di Lando Norris. Ora è il tempo di riflettere e di capire – insieme al suo team – cosa non ha funzionato. Il rischio è di rimanere incompiuto.
Sembrava impossibile dopo le qualifiche di domenica mattina parlare di mondiale concluso. Del resto, Lando Norris iniziava il GP del Brasile con un differenziale ipotetico da Max Verstappen di soli 19 punti. Un sogno. Un’occasione. Mettiamo subito le mani avanti: immaginare che il pilota olandese potesse finire fuori dai punti ad Interlagos, dopo quanto abbiamo visto, è utopia allo stato puro. Tuttavia, Lando Norris ha sprecato l’ennesima occasione di un 2024 ricco di alti e bassi.
Ma parliamoci chiaro, senza troppi giri di parole. Lando Norris è questo. Un ottimo pilota, con pregi e difetti. Molto veloce in qualifica, molto veloce sul passo gara. Ma ogni tanto si perde. Cosa gli manca? La costanza. Non solo nel corso di una stagione, ma anche nel corso di un singolo weekend. Vive di fiammate. Di colpi.
Ed è un po’ nel DNA di Lando Norris, che dopo aver vinto la F3 Europea nel 2017 si è un po’ perso. Sì, è spesso stato nei vari gruppi di testa dei vari campionati in cui ha partecipato. Ma non ha più vinto. Basti pensare che prima della vittoria a Miami, la sua prima in F1, non vinceva una gara da ben 6 anni. Un’eternità per un pilota.

Il futuro non è tutto rose e fiori
Chi spera in un Lando Norris campione del mondo un giorno, probabilmente può cominciare a mettersi l’anima in pace. Lo ribadiamo ancora: il pilota è veloce, ma è materiale da campione del mondo? Francamente, non ci sentiamo di mettere il britannico tra coloro che in futuro potranno vincere un campionato. Da maggio, McLaren è spesso stato il team migliore: ma Norris non è riuscito a mettere realmente pressione a Verstappen. E il materiale per avvicinarsi un po’ di più in classifica c’era.
Il 2025 potrebbe essere l’ultima grande chiamata per Lando Norris: McLaren potrebbe essere veloce fin da subito, ma tutto lascia presagire ad un’altra stagione in cui non ci saranno dominatori incontrastati. L’impressione é che, in questo momento, Norris sia dietro ad un paio di piloti in griglia. Il prossimo a stargli davanti con costanza potrebbe essere il suo stesso compagno di squadra, che al terzo anno in F1 sarà chiamato a dimostrare qualcosa in più. E sarebbe un’altra sfida.
Il presente però, ci dice che Norris – e McLaren stessa – hanno avuto un’occasione. Ma non si sono fatti trovare pronti. E allora i dubbi sono leciti: riuscirà Norris a fare mai quello step in più? La sensazione é che possa rimanere un eterno incompiuto. La velocità, da sola, non basta.

