Ferrari in Qatar

Tra parole e detriti la certezza Leclerc

Nel mappazzone andato in scena a Losail, dietro ad un sontuoso Max Verstappen, che con la nona vittoria stagionale dimostra di non essere alla guida di una vera e propria carriola, dopo le parole del post Las Vegas, zitto zitto un impeccabile Leclerc termina al secondo posto.

Certo, un secondo posto regalato da Lando Norris, in vena di elargire omaggi nel weekend qatariota. Una sorpresa che lascia aperto ancora un piccolo spiraglio per la rincorsa Ferrari al titolo costruttori, un’impresa se così fosse, un titolo che nel caso non andrebbe alla miglior vettura del lotto. Il che fa capire che sorta di guazzabuglio sia stato questo campionato mondiale.

Ma tra gli strascichi delle polemiche di settimana scorsa e le preoccupazioni verso il futuro ferrarista Hamilton, resta solo la certezza Leclerc. Che non sa imporsi sul muretto, non ha la malizia tipica del campione, Verstappen è di un altro livello, ma che in Qatar sale sul suo dodicesimo podio stagionale.

Nel mappazzone andato in scena a Losail, dietro ad un sontuoso Max Verstappen, che con la nona vittoria stagionale dimostra di non essere alla guida di una vera e propria cariola, dopo le parole del post Las Vegas, zitto zitto un impeccabile Leclerc termina al secondo posto.

In tutto questo complice la penalità inflitta a Norris, reo di non aver rallentato di fronte ad una doppia bandiera gialla, il pilota monegasco si porta a soli 8 punti dal secondo posto nella classifica mondiale. Nulla di che, una blasfemia per chi cita alla lettera del parole del Drake, indice comunque del lavoro e delle qualità di Leclerc, vicinissimo a chi fino a poche gare fa veniva visto come lo sfidante di Max Verstappen.

Parole che dicono tutto e nulla, forse basterebbe ricordarsi di Monza 2019, al primo anno in rosso ed il secondo in F1, o di come in Brasile sia stato l’unico a tener testa a Verstappen, ma probabilmente nemmeno serve spiegare Leclerc a chi non può capirlo.

Godiamoci allora l’ultima gara della stagione, senza aspettative mondiali, i cuori dei ferraristi sono già abbastanza sotto stress, ma in fin dei conti sognare non costa nulla.

ps; ma da quando i pezzi che vengono persi dalle vetture si lasciano in pista? Il teatro dell’assurdo.

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