Ventun punti di distacco all’ultima gara della stagione dal team che a partire da Miami ha messo in pista quella che complessivamente è stata la vettura migliore. Un impresa quasi impossibile per Ferrari, resa ancor più dura dalla doppia penalità subita da Leclerc tra venerdì e sabato.
Nelle dichiarazioni del post qualifica Charles Leclerc aveva sottolineato quanto la situazione fosse dura, ma che allo stesso modo ci avrebbe creduto fino alla fine. Non avrebbe potuto dire altrimenti, in fin dei conti è un pilota Ferrari, è il suo lavoro quello di correre e trovare le parole giuste, anche quando a queste parole non ci si crede fino in fondo. Invece no, invece Leclerc ci credeva davvero, voleva quel titolo costruttori che a Maranello manca dal 2008, ed il suo sguardo, il suo volto una volta sceso dalla sua SF-24 sono l’immagine più chiara di quanto Leclerc a quella pazza rincorsa ci credeva realmente.

Da diciannovesimo a terzo, ottavo dopo il primo giro, non servono altre parole per descrivere la domenica del pilota monegasco.
Una gara alla Leclerc in fin dei conti, classe infinita a buttare il cuore oltre l’ostacolo. Non potevamo aspettarci altro, i campioni sono questo, perché anche se non è andata come sperato, non si può recriminare niente al numero 16 ferrarista.
Le basi, per quanto si parli di un nuovo telaio e nuove sospensioni, sembrano solide in vista del 2025, un sette volte campione del mondo sta per approdare alla corte di Maranello, e Leclerc ha dimostrato ancora di essere una certezza, una colonna portante per Ferrari.

