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FE | Il nuovo Attack Mode all’azione: promosso o bocciato?

Nei test pre-stagionali e prima della gara stessa, piloti e team definivano il nuovo Attack Mode come “un punto di svolta” che avrebbe alterato radicalmente le strategie delle gare, ma nessuno si attendeva una differenza così abissale.

Durante gli ultimi due anni dell’era Gen3, i piloti spesso utilizzavano entrambi gli Attack Mode il prima possibile, a causa della scarsa efficacia. Ma nella prima gara della Gen3 Evo, a San Paolo, tutto sembra essere cambiato.

Infatti, Nick Cassidy, dopo essere sceso ai margini della top 10, è diventato il primo pilota con le nuove auto della Gen3 Evo ad attivare la modalità da 350 kW al settimo giro e, armato di potenza extra, il vantaggio prestazionale che offriva era chiaro immediatamente. Cassidy è passato in testa nel giro di una sola tornata, senza aver incontrato quasi nessuna resistenza da parte di coloro che aveva superato.

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Il parere dei piloti

Edoardo Mortara, finito in quinta posizione a San Paolo, ha commentato così riguardo il nuovo Attack Mode:

“La cosa che mi piace dell’Attack Mode di quest’anno è che c’è una netta differenza tra le due modalità [350 kW e 300 kW] e la differenza è così grande che ti dà la possibilità di attaccare e salire di posizioni. Ho la sensazione che nelle passate stagioni a volte si utilizzasse l’Attack Mode più per difendersi. Ora è molto più un Attack Mode che ti darà la possibilità di attaccare gli altri.

“Penso, come pilota, che lo renda effettivamente migliore e meno caotico. La cosa che ho potuto vedere è che quando i piloti si rendevano conto che stavi arrivando in Attack Mode, ti lasciavano quasi passare perché non ha senso combattere contro qualcuno che ha un vantaggio così grande.”

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I dubbi di Cassidy e di Buemi

Nick Cassidy, invece, avverte che l’Attack Mode potrebbe trasformarsi in una specie di proiettile fortunato:

“Dobbiamo stare attenti sul fatto che le gare non siano vinte per fortuna. Vogliamo ancora che vinca la macchina migliore, vogliamo fare un grande spettacolo, vogliamo intrattenimento. Questo è il mio punto di vista, quello di un pilota, ma spero che il giorno in cui saremo i più veloci in qualifica e in gara e faremo una buona strategia vinceremo, e ora sembra molto difficile. Dobbiamo stare attenti al fattore fortuna che probabilmente ci sarà questa stagione.”

Sébastien Buemi, invece, ha così chiarito come si tratti di un rischio da prendersi:

“Se li lasci per la seconda parte di gara e hai una safety car, con tutti che sono raggruppati, e hai ancora un Attack Mode, potrebbe cambiare le sorti della gara, potendo sorpassare un bel po’ di piloti. Ma se parti troppo tardi, se non riesci ad utilizzare l’Attack Mode prima della fine della gara, vieni squalificato. Quindi sarà di nuovo un compromesso tra quanto rischio vuoi correre.

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