Quando sette Titoli Mondiali non bastano a saziare la fame di vittoria: la seconda vita di Michael Schumacher in Formula 1 come pilota Mercedes.
Con il quarto posto conquistato al termine del Gran Premio del Brasile e il rimpianto di un Mondiale perso per soli 13 punti, il 22 ottobre 2006 si concluse definitivamente l’avventura di Michael Schumacher in Ferrari e, più in generale, in Formula 1. A fare da cornice all’addio del tedesco, numeri da capogiro: sette Titoli Iridati, 91 vittorie, 68 pole position e decine di record, alcuni dei quali sono ancora imbattuti.
Punto di riferimento per le nuove leve di piloti, il Kaiser si ritirò nel 2006 come il miglior pilota della sua generazione e, in termini di numeri assoluti, come uno dei più grandi nella storia della Formula 1, nonché l’uomo che ha riportato la scuderia di Maranello sul tetto del mondo dopo un digiuno di 21 anni.
Schumacher Mercedes: non escludo il ritorno
Nessuno avrebbe però immaginato che l’addio del tedesco dal mondo della Formula 1 nel 2006 sarebbe stato un semplice arrivederci. “Non escludo il ritorno”, celebre massima di Franco Califano, è forse la frase che meglio descrive il momento in cui Schumacher, contro ogni pronostico, nel 2010 accettò l’offerta Mercedes e fece ritorno nella massima serie automobilistica. La casa di Stoccarda, al rientro in Formula 1 dopo 55 anni di assenza grazie all’acquisto del titolo sportivo e delle infrastrutture Brawn GP, necessitava di una guida esperta da affiancare al giovane e promettente Nico Rosberg, al suo quinto anno in Formula 1 dopo le quattro stagioni condotte in Williams, e aveva individuato in Schumacher la figura perfetta per i propri piani.

Il Kaiser, dal canto suo, non aveva mai abbandonato completamente il Circus, rimanendo legato agli ambienti Ferrari anche dopo il suo ritiro. Nel 2007, Schumacher assunse il ruolo di superconsulente per la scuderia di Maranello, mentre nel 2008 fu nominato terzo pilota e collaudatore. Nel 2009, si presentò l’opportunità di sostituire Felipe Massa, ferito in un incidente durante le qualifiche del Gran Premio d’Ungheria, ma a causa dei postumi di un infortunio subito da Schumacher durante un test in moto all’inizio dello stesso anno, il suo ritorno in gara non fu possibile e il ruolo fu affidato a Luca Badoer.
Ma fu proprio l’ambizioso progetto Mercedes a stimolare la fame di vittoria del campione tedesco e a causarne il suo rientro in pista in qualità di pilota ufficiale, secondo voci di corridoio foraggiato anche da Ross Brawn, suo ingegnere ai tempi Ferrari ed ex proprietario della Brawn GP.
Il 2010 di Schumacher in Mercedes
Il ritorno di Michael Schumacher in Formula 1 nel 2010, dopo un’assenza di tre anni, non fu privo di difficoltà. La Mercedes W01, vettura con cui il tedesco tornò a gareggiare, non era all’altezza delle aspettative, rivelandosi di gran lunga meno competitiva rispetto alle auto dei top team del momento – Red Bull, Ferrari e McLaren. Le difficoltà si riflettono nei risultati ottenuti durante l’annata, con Schumacher che in gara non fu mai in grado di salire sul podio pur avendolo sfiorato in più occasioni.
Tra i migliori risultati sicuramente si annovera il Gran Premio del Belgio, che il tedesco concluse in settima posizione dopo essere scattato dalla P21 in seguito a una penalità dovuta al celebre episodio con Barrichello in Ungheria. In Corea invece, tra la pioggia battente, il tedesco diede nuovamente prova delle proprie capacità di guida sul bagnato, conquistando un quarto posto sull’inedito circuito di Sud Jeolla.

Schumacher concluse il campionato al nono posto con un totale di 72 punti, quasi la metà dei 142 raccolti invece da Rosberg, chiudendo la stagione al nono posto nel Campionto Piloti. Per la prima volta nella sua carriera il tedesco disputò un Mondiale senza collezionare un podio o una vittoria, un record negativo in una carriera costernata da traguardi importanti.
Il 2011 e il 2012 di Schumacher in Mercedes
Anche il biennio 2011-2012 fu avaro di risultati positivi per Michael Schumacher, che proprio a inizio 2011 aveva rinnovato il proprio impegno in Mercedes nonostante voci di corridoio lo volessero in uscita dalla scuderia tedesca.
La Mercedes W02, vettura nata con l’obiettivo di riscattare i deludenti risultati del 2010, soffriva di carenze aerodinamiche e di potenza, precludendo a Schumacher e Rosberg la possibilità di ottenere risultati di rilievo e gareggare ad armi pari con le scuderie migliori del Circus. Nonostante le difficoltà intrinseche, Schumacher seppe ugualmente regalare lampi di talento durante la stagione, come il quarto posto ottenuto in Canada al termine di un Gran Premio combattuto e strategicamente perfetto. Anche nel 2011 Schumacher terminò la stagione senza podi o vittorie, ma con un complessivo di 76 punti e un’ottava posizione nel Campionato Piloti. Minore il margine rispetto al compagno di squadra, che invece collezionò appena 13 punti in più al tedesco.
La stagione 2012 rappresenta invece l’apice dell’esperienza di Schumacher in Mercedes. Al volante della W03 il tedesco seppe regalare momenti di pura classe, come l’ultima Pole Position conquistata tra le strade del Principato di Monaco – poi commutata in una P6 in seguito a una penalità collezionata in Spagna – e l’ultimo podio conquistato a Valencia, in occasione del GP d’Europa. Nonostante i numerosi ritiri condizionarono molto il magro bottino di 49 punti che il tedesco accumulò al termine della stagione, il 2012 rappresenta per Schumacher la miglior stagione in Mercedes in termini di prestazioni assolute, nonché l’ultima avventura del Kaiser nella massima serie automobilistica.


