Brawn GP Formula 1 2009

Il 2009 della Brawn GP: una stagione irripetibile

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La singolare parabola della Brawn GP in Formula 1: dall’ascesa nel 2009 alla scomparsa nel giro di una stagione, passando per i due Titoli Mondiali.
 

Può una scuderia rilevata all’asta per la cifra simbolica di una sterlina non solo esordire in Formula 1, ma anche conquistare entrambi i Titoli Mondiali, Piloti e Costruttori, dominando la prima metà della stagione? La risposta è sorprendentemente affermativa: è la singolare parabola della Brawn GP, scuderia nata dalle ceneri Honda, che nel 2009 sbaragliò la concorrenza di team ben più blasonati come Ferrari e McLaren consentendo a Jenson Button di conquistare il suo primo e unico Titolo iridato in Formula 1.

Brawn GP Formula 1 2009
BGP 001 durante un pit stop.

 

Le origini della Brawn GP

A ben vedere, la storia della Brawn GP affonda le proprie radici nel lontano 1968, quando Ken Tyrrell fondò l’omonima scuderia iscrivendola al campionato di Formula 1 prima in qualità di team cliente, poi diventando a tutti gli effetti un costruttore. Nel giro di tre decenni la scuderia inglese raccolse un totale di 23 vittorie in 430 gare disputate, conquistando un Mondiale Costruttori e due Titoli Piloti, prima di precipitare, nel 1998, in ingenti difficoltà finanziarie che costrinsero Ken Tyrrell a cedere il titolo sportivo della sua creatura alla British American Tobacco, la quale trasformò il team in una vetrina per i propri interessi commerciali dando vita alla BAR (British American Racing).

La neonata BAR operò dal 1999 fino al 2005, anno in cui nuove normative sulle sponsorizzazioni legate al tabacco costrinsero Honda, che fino a quel momento era stata solo partner tecnico degli inglesi, a rilevare la totalità della scuderia, compreso il titolo sportivo e gli stabilimenti di Brackley. Honda partecipò per tre stagioni ottenendo come unico risultato di rilievo una vittoria nel piovoso GP d’Ungheria 2006, cui fecero seguito due campionati anonimi nelle stagioni successive.

Nuovamente sull’orlo di ristrettezze economiche, al nel dicembre 2008 i nipponici decisero di cedere il titolo sportivo della scuderia e di abbandonare il Circus, lasciando le strutture di Brackley sull’orlo dell’oblio. I giapponesi sarebbero poi rientrati in Formula 1 sette anni dopo, con il fallimentare progetto delle Power Unit turbo ibride montate da McLaren nel biennio 2015-17, prima di tornare nuovamente sul tetto del mondo con Red Bull, ma questa è un’altra storia.

 

Ross Brawn, l’ancora di salvezza della Brawn GP

Il titolo sportivo della precedente Honda Racing F1 rimase per diverse settimane sul mercato, attirando l’interesse di vari potenziali investitori. Tra dicembre 2008 e gennaio 2009 circolarono diverse voci su possibili acquirenti, tra cui il magnate messicano Carlos Slim Helú, il costruttore francese Peugeot e il gruppo Virgin capitanato dall’imprenditore britannico Richard Branson. Nessuna di queste ipotesi trovò però fondamento e, a poche settimane dall’inizio del Mondiale 2009, il rischio di non iscrizione al campionato per l’ex scuderia Tyrrell era oltremodo concreto.

In questo scenario di incertezza, l’intervento salvifico arrivò quasi inaspettatamente da Ross Brawn, Team Principal Honda e uno degli artefici dei cinque Campionati consecutivi vinti da Michael Schumacher in Ferrari. Dopo aver lasciato Maranello nel 2006, dove aveva contribuito a riportare il Cavallino Rampante sul tetto del mondo dopo 21 anni di attesa, Brawn era approdato in Honda nel 2007, assumendone il comando negli ultimi due anni di attività sportiva. In seguito alla decisione dei giapponesi di abbandonare la Formula 1, l’ingegnere britannico tentò di trovare possibili acquirenti per le strutture della scuderia, senza però riuscire nel suo intento.

Consapevole del potenziale tecnico della monoposto già sviluppata per il 2009, che ben si adattava al nuovo regolamento, Brawn decise di rilevare il titolo sportivo della scuderia e le infrastrutture di Brackley, investendo su un progetto senza certezza di ritorno. Brawn acquistò il team per la cifra simbolica di un dollaro, con l’ufficializzazione dell’operazione annunciata il 27 febbraio 2009, una settimana prima dell’inizio dei test pre-stagionali, dando così vita al mito della Brawn GP.

Brawn GP 2009
BGP 001 ex Honda RA109, prima e unica monoposto della Brawn GP.

 

Il 2009 della Brawn GP: da zero a cento in 23 giorni

Dal probabile oblio alla gloria in meno di tre mesi. Poche settimane per trasformare la vecchia Honda, “Cenerentola” della Formula 1 e habitué dei bassifondi della classifica, in una scuderia dominante, in grado di laurearsi regina del Campionato Costruttori vincendo sei delle prime sette gare stagionali – otto gare su sedici in totale. In poco più di 20 giorni, da un’incertezza totale riguardo alla sua partecipazione al campionato, il team di Brackley si trovò a sbancare la Formula 1, sbaragliando la concorrenza di team ben più blasonati come Ferrari e McLaren.

La stagione cominciò sotto la migliore delle stelle, con i test prestagionali di Barcellona e Jerez che misero in evidenza l’incredibile passo della BGP 001. Button e Barrichello, piloti ufficiali per la Brawn GP, inaugurarono il 2009 con una straordinaria vittoria nel GP d’Australia, completata dal secondo posto del brasiliano. Fu la prima di quattro gare interamente dominate dalla scuderia britannica, che complessivamente raccolse otto vittorie durante la stagione. Jenson Button ne conquistò sei nelle prime sette gare, costruendo un vantaggio in classifica che si rivelò incolmabile per i suoi rivali.

A Valencia, nel GP d’Europa 2009, fu invece Barrichello a riportare il team sul gradino più alto del podio, tornando al successo dopo 85 gare di digiuno. Il brasiliano replicò l’impresa due gare dopo, trionfando a Monza e precedendo il compagno di squadra in quella che, di fatto, è l’ultima doppietta per la Brawn GP, nonché l’ultima vittoria di Rubens Barrichello in F1.

Rubens Barrichello GP Italia 2009 Brawn GP
Rubens Barrichello e Jenson Button regalano l’ultima doppietta alla Brawn GP, Gran Premio d’Italia 2009.

 

Da Brawn GP a Mercedes, un’eredità targata Brackley

La BGP 001 si rivelò una monoposto semplicemente superiore al resto della griglia, nonostante le ristrettezze economiche con cui era stata concepita. Frutto del genio di Jörg Zander e Loïc Bigois, autori del tanto performante quanto discusso doppio diffusore, la prima e unica Brawn GP della storia della Formula 1 non solo consentì alla scuderia di Brackley di conquistare l’unico Titolo Costruttori della sua storia, ma permise anche a Jenson Button di coronare il sogno di una carriera con il suo primo e unico Titolo Piloti. Una stagione irripetibile, piena di prime volte e di record infranti, entrata di diritto nella leggenda della Formula 1.

L’avventura della Brawn GP si concluse al termine del 2009, quando le strutture di Brackley e il 75% del titolo sportivo vennero rilevate dal gruppo Mercedes-Benz per 170 milioni di dollari. I tedeschi, che fino a quel momento avevano solamente fornito motori alla Brawn GP, tornarono in Formula 1 sotto il nome di Mercedes, segnando il rientro della casa tedesca come costruttore a tutti gli effetti dopo un’assenza di oltre 50 anni. La line-up del team per il 2010, composta dal giovane Nico Rosberg e dal sette volte campione del mondo Michael Schumacher, fu l’inizio di una nuova era per la scuderia di Brackley, propiziatoria al grande capitolo Lewis Hamilton che sarebbe stato scritto dal 2013 in poi.

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