Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha respinto con ironia e fermezza le pesanti accuse lanciate dal suo rivale alla presidenza, Tim Mayer, definendolo “disconnesso dalla realtà della FIA”.

FIA, siamo ad un punto di non ritorno…

Posted by

Arriva l’ennesimo crac da parte della FIA, che con l’ultima normativa sulle sanzioni per il linguaggio inappropriato si mette sempre più in cattiva luce.

Ben Sulayem ne ha combinata un’altra delle sue: la FIA ha rivisto le sanzioni, già ampiamente criticate durante la stagione scorsa, per il linguaggio inappropriato da parte di piloti, dirigenti e organi affiliati alla Federazione, arrivando a vere e proprie stangate per chiunque vada a violare i nuovi codici.

Di come è cambiato il Regolamento Sportivo ne abbiamo già parlato oggi, ma ora diventa fondamentale fare chiarezza, per quanto sia una missione impossibile, sulle ultime scellerate mosse dell’organo governativo della F1, oltre che di campionati di rilievo mondiale come WEC e WRC.

Una parola fuori posto costa il Mondiale

Scordiamoci i lavori socialmente utili di Verstappen in Ruanda o le leggere multe comminate a Leclerc per qualche parolaccia durante la conferenza stampa o durante i team radio.

La Federazione con il nuovo codice sportivo ha deciso di rendere tutti i piloti degli attori, che rischiano la loro performance sul “palco asfaltato” per una frase sbagliata rispetto al copione che il presidente Ben Sulayem vuole far recitare.

Oltre tutto, alla nuova gestione delle indagini per cattiva condotta finanziaria da parte della Federazione, ora sotto il controllo del presidente stesso e del capo del Senato, si aggiunge anche una caccia alle streghe per qualsiasi termine, protesta o comportamento ritenuto contro la FIA sotto ogni punto di vista.

max verstappen red bull racing

Come se le controversie sul fondo da un milione e mezzo creato proprio dal presidente emiratino non fossero bastate, si è passati dal vessare i piloti con lavori socialmente utili alla concreta possibilità di far buttare una rincorsa al titolo Mondiale per non aver rispettato la finta bella immagine che Ben Sulayem vuole dai piloti.

Si parte con una multa da almeno 30 mila euro per la prima violazione, per passare all’allontanamento da ogni zona riservata agli eventi per addirittura sei mesi! Se contiamo che, stando alle notizie sul web, Oliver Bearman percepirà da Haas uno stipendio di mezzo milione, capiamo subito che la Federazione può letteralmente mandare in rosso i conti dei piloti più giovani o in squadre con meno potere economico.

Aggiungiamoci poi la variabile Verstappen, tra i più propensi a uscite considerate cattive da parte della FIA, ed ecco che il quadro si incasina ancora di più nel caso in cui l’olandese si veda strappati dei punti iridati cruciali per il titolo.

Che si prendano dei commissari fissi ad ogni gara con tutte queste multe…

Eh no, il caro Ben Sulayem ha detto che prendere dei commissari a tempo pieno, evitando così la crew di steward a rotazione, costerebbe troppo per le casse dell’ente governativo dovendo prima formare una squadra di persone da zero.

Il presidente a quanto pare preferisce avere bufere e controversie addosso ad ogni gara piuttosto che rendere le decisioni per le penalità più omogenee e regolari, il tutto per preservare soldi e farsi il fondo presidenziale (che a cosa serva non lo capiremo mai, ma abbiamo delle idee).

A Dicembre si tornerà a votare per l’elezione del presidente della FIA, e vedremo se quel milione e mezzo messo da parte magicamente sparirà nel nulla come sono sparite nel nulla tutte le accuse per interferenza nel Gran Premio d’Arabia 2023 o come la denuncia a Toto e Susie Wolff per conflitto d’interesse, prontamente ritirata appena Sulayem si è trovato con le spalle al muro.

toto wolff team principal and

Comunicazione sempre più stringente

Il Regolamento Sportivo Internazionale nel suo Articolo 13 fondamentalmente non è cambiato nel suo essere, ma cambia radicalmente il modo in cui la FIA fa pesare le parole in tutto il documento.

Cambiando da “non accettato” a “inammissibile” sembra quasi che la Federazione voglia colpevolizzare e mettere alla gogna una ricerca di giustizia da parte dei team, dirigenti, piloti o chiunque altro, e questo non riguarda solo la F1, ma qualsiasi campionato gestito dalla FIA.

In tutte le modifiche di linguaggio, giusto per restare in tema perché gli altri devono sempre essere attenti a quello che fanno ma non l’organo più importante, l’Articolo 13.7.7 ora vieta definitivamente ogni protesta contro le decisioni degli steward, ad eccezione dei casi in cui vengano scoperti dettagli non disponibili al momento della decisione.

Questo rende ancora più difficile la vita alle squadre nel caso di una penalità non conforme ai precedenti episodi, con lo spettro di scelte sempre più incomprensibili e senza logica durante i vari weekend di gara.

Questo è l’ultimo episodio di una serie durata ormai da Dicembre 2021 dove Ben Sulayem, con le sue dichiarazioni, lascia poco spazio alle idee e pensieri di chi gli sta attorno, passando dalle critiche per i messaggi politici alla gestione della Federazione che “non deve essere tra gli affari dei piloti”.

Serve una class action della GPDA per fermare tutto questo

Sicuramente la Grand Prix Driver Association (il sindacato dei piloti capitanato da Vettel e Wurz) è già al lavoro per un comunicato congiunto che rivela tutta la frustrazione per i nuovi cambiamenti al codice etico.

In maniera velata, alcuni team stanno già portando avanti una critica alla FIA sui vari social, come dimostra il post su Threads di Red Bull Racing che vi lasciamo come immagine.

Red Bull protesta contro le decisioni della FIA

La situazione sta diventando insostenibile per chiunque, con i piloti stanchi di dover dosare con il contagocce le loro parole per evitare sanzioni pesantissime.

La FIA rischia così di far diventare tutto il motorsport sotto il suo controllo un palcoscenico dove, dopo lo spettacolo principale in pista, i piloti e chiunque altro sia tra le fila della Federazione deve indossare una maschera per tutto il resto del tempo.

L’ambiente diventerà presto invivibile, molti inizieranno probabilmente a ribellarsi alle nuove regole e da lì scoppierà il caos vero e proprio.

Nella speranza che a Dicembre non si commetta l’errore di rivotare di nuovo Ben Sulayem come presidente della Federazione, aspettiamo movimenti dagli organi di protesta per mettere fine a questo scempio.

Fuori Pista consiglia:

Lewis Hamilton, per quel rosso lì

Helmut Marko: “Verstappen batterebbe Hamilton anche con una Red Bull mediocre”

Seguici sui nostri canali social se sei un appassionato del motorsport e vuoi seguire tutte le news! Siamo anche su Instagram e Telegram! Tutto gratuito e tutto a disposizione. Buona continuazione su Fuori Pista!

Rispondi