La storia della prima vittoria in Formula 1 di Fernando Alonso, arrivata nel GP di Ungheria 2003, quando lo spagnolo era ancora al volante della Renault.
Agli occhi di tutti gli appassionati di oggi, Fernando Alonso è il veterano per eccellenza. Alla tenera età di 43 anni, lo spagnolo si appresta infatti a cominciare la sua ennesima stagione in Formula 1, e non sembra avere ancora nessuna intenzione di ritirarsi.
C’è stato però un momento, solo relativamente lontano nel tempo, in cui Fernando era una giovane promessa su cui la neonata Renault aveva appena scommesso: il riferimento è ovviamente al 2003, anno in cui lo spagnolo ha ottenuto la sua prima vittoria in Formula 1 in Ungheria. Scopriamo insieme la storia di quella gara!
Le premesse
Dopo l’esordio in Formula 1 sotto l’ala protettrice di Giancarlo Minardi nel 2001, Alonso riceve un’offerta da Flavio Briatore, che vede in lui la giusta figura per portare la nuova Renault ai massimi livelli. La scelta è piuttosto difficile: sebbene la scuderia francese promette di essere ben più competitiva della Minardi, lo spagnolo dovrebbe accontentarsi di svolgere solamente il ruolo del collaudatore nel 2002, puntando a guadagnarsi un posto da titolare per l’anno successivo.
Ma ad Alonso il coraggio nel prendere scelte difficili non è mai mancato. Perciò il giovane asturiano opta per aspettare pazientemente la primavera del 2003, in cui ha finalmente la sua prima chance in una vettura quantomeno di centro gruppo. Il talento dello spagnolo emerge sin dalle prime uscite: dopo aver conquistato il podio alla seconda gara in Malesia, si ripete in Brasile e nella sua Barcellona. A questo punto, la prima vittoria sembra essere già diventata solamente una questione di tempo.

L’occasione
Il momento tanto atteso arriva in Ungheria, tracciato sul quale è sempre stato molto importante farsi valere in qualifica. Alonso non ha problemi in questo senso: il sabato è decisamente la sua giornata, in quanto la sua Renault fa registrare il miglior tempo con oltre 2 decimi di vantaggio su Ralf Schumacher. In seconda fila si piazzano Webber e Montoya. Il giorno dopo, Fernando capisce sin dall’inizio che è l’occasione attesa per così tanto tempo è arrivata.
Al via, lo spagnolo mantiene senza problemi il comando della corsa. Alle sue spalle, però, Ralf Schumacher e Webber creano scompiglio: il tedesco incappa in un errore e scivola a fondo gruppo, mentre l’australiano è impegnato a difendersi dagli attacchi di piloti più veloci di lui, tra cui Barrichello e Raikkonen, facendo perdere loro tempo prezioso nella battaglia per la vittoria. Alonso è così libero di prendere il largo sul resto del gruppo sin dal primo stint, costruendosi un vantaggio di sicurezza non indifferente.
Giro dopo giro, il ritmo imposto alla gara dal pilota della Renault è sempre più infernale. Nessuno è in grado di replicare i suoi tempi, e il distacco nei confronti degli inseguitori aumenta tanto da permettere ai meccanici della scuderia francese di effettuare la seconda sosta senza perdere alcuna posizione in pista. A quel punto la vittoria non è più in discussione. Non è più un miraggio, ma è diventata un obiettivo concreto.

Negli ultimi passaggi, il giovane Alonso ha il tempo di togliersi un paio di sfizi non indifferenti come il doppiaggio del compagno di squadra Trulli e di quel Michael Schumacher che gli avrebbe dato molto più filo da torcere giusto qualche anno dopo. Poi, dopo 70 giri percorsi ad un ritmo inavvicinabile, ecco che arriva la bandiera a scacchi: Fernando e la Renault sono sul gradino più alto. Raikkonen chiude in P2 ad oltre 16 secondi, mentre le Williams di Montoya e Ralf Schumacher ne pagano oltre 35 al leader. Al traguardo, i piloti a pieni giri sono solamente 6: un autentico dominio.
Trionfando senza rivali sotto il sole di Budapest, l’asturiano riportava la vittoria alla Renault per la prima volta dal 1983, diventando contemporaneamente il più giovane vincitore della storia della Formula 1 all’età di 22 anni e 26 giorni. Di fatto, in quel 24 agosto 2003 Alonso e la sua squadra hanno gettato le primissime basi per il periodo più vincente della loro storia, il biennio 2005-2006.


