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Chapman: L'”assemblatore” inglese che tenne testa a Ferrari

È difficile, quasi impossibile trovare un uomo nel mondo dell’automobilismo che abbia avuto una vita paragonabile a quella di Enzo Ferrari. Se vogliamo forzare un paragone però, potrebbe di certo venire in mente il fondatore della Lotus Colin Chapman.

Enzo Ferrari chiamava “assemblatori” o “garagisti” quei costruttori che erano entrati in F1 allestendo un telaio e comprando un motore, con una facilità che ad oggi è inimmaginabile e che per certi versi non è un pro. Molti di questi “garagisti” però gli fecero molto male, primo fra tutti Colin Chapman. Un precursore nel mondo delle auto, che ha iniziato prima come pilota capendo poi che non fosse la sua strada e diventando costruttore, grande carisma. Questa descrizione potrebbe appartenere ad Enzo Ferrari, ma invece no: anche Colin Chapman aveva queste caratteristiche.

Colin Chapman Lotus

 

Colin Chapman in Formula 1: Pilota prima, Costruttore poi

Dopo essersi laureato in ingegneria all’University College di Londra, Chapman iniziò a gareggiare per la fine degli anni ’40 in competizioni locali. Era solito usare delle vetture costruite da lui su modelli Austin 7 modificati, che successivamente avrebbero portato alla nascita delle prime Lotus. Negli anni ’50 la sua carriera da pilota prese una buona piega, vedendolo partecipare anche ad alcune gare internazionali come eventi di F2 e sport prototipi. Tuttavia, nel 1952 aveva già creato la sua casa automobilistica e il parallelismo tra pilota e costruttore durò molto poco: Colin aveva capito che il suo destino era da imprenditore… questa storia la aveva avuta anche Ferrari.

 

Colin Chapman, un pioniere dell’automobile

Un altro aggettivo con il quale si può associare Chapman a Ferrari è sicuramente Pioniere. Entrambi lo erano, Ferrari anche nel marketing, Colin solo nelle auto. Da ricordare tra le sue creazioni sicuramente la volontà di portare il motore nella parte posteriore delle auto. Ferrari snobbava questa innovazione dicendo che “i buoi vanno avanti al carro”. Risultato? La Lotus vinse due mondiali e Ferrari portò questa innovazione con notevole ritardo. Lotus fu anche il primo ad insistere sulla riduzione del peso delle macchine vedendo in esso una buona dose di importanza ai fini dei tempi sul giro. Come la fece? installando il motore portante a partire dal 1967. Aveva ragione: oggi gli ingegneri fanno di tutto per alleggerire le auto.

Questo era però solo un antipasto delle grandi idee di Colin Chapman. La macchina che rivoluzionò la F1 infatti è quella dell’effetto suolo. Introdotto nel 1977 e perfezionato nel 1978 ha portato non solo alla vittoria del titolo iridato con Mario Andretti, ma a diventare una vera e propria fonte di ispirazione per il futuro della F1, nonostante qualche auto abbia provato a sfidarla. Un’altra rivoluzione fu quella del 1987 che, seppur non vincente, ha ispirato le auto vincenti di Williams del 1992 e del 1993. La filosofia di queste auto era quella delle sospensioni attive, che si muovevano elettronicamente a seconda delle circostante. Quanto fosse geniale questo sistema lo confermano i mondiali conquistati da Williams qualche anno dopo.

Colin Chapman Lotus

 

Chapman-Ferrari: tante analogie, ma anche alcune differenze

Ad esempio, Enzo Ferrari spingeva molto sul motore a contrario di Chapman che lo faceva sul telaio. Anche umanamente però, troviamo delle grandi differenze tra i due. Ferrari era un uomo molto riservato e distaccato dai piloti, Chapman invece, si lasciava coinvolgere maggiormente. Inoltre Enzo, adottava un approccio più conservativo, non volendo far fare brutte figure al suo marchio, mentre Colin vedeva le corse come un laboratorio, e non si faceva problemi a correre rischi sull’affidabilità se avrebbe avuto le prestazioni in cambio. Una differenza la si può trovare anche sul presente dei due marchi: Ferrari è rimasta di mani della propria nazione come tanto voleva Enzo, Lotus no.

L’essere precursore e l’inizio da Pilota erano solo due caratteristiche con cui si possono comparare Ferrari e Chapman, ma ce ne sarebbero altre come ad esempio il carisma. Tuttavia, mentre la Ferrari è riuscita a rimanere tra le mani italiane, la Lotus non ha saputo fare lo stesso uscendo anche dalla F1. Parlando dei fondatori però, Colin Chapman può di certo esser definito il “Ferrari inglese”.

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