Elfyn Evans fa suo un tiratissimo Rally di Svezia e si lancia prepotentemente come candidato per il titolo mondiale. Ecco il Post-Rally.
Dopo il Monte-Carlo, il WRC ci regala un altro rally tirato combattuto fino all’ultima speciale. Sulla neve della Svezia abbbiamo visto un’altra volta uno spettacolo degno di questo sport, così come abbiamo visto un Elfyn Evans che si è preso tutto quello che poteva prendersi ai danni di un sorprendente Takamoto Katsuta. Ne parliamo nel nostro solito Post-Rally.
WRC

Buongiorno Elfyn Evans. Il gallese vince di prepotenza un rally dove sulla carta partiva sfavorito, tirando fuori una prestazione veramente da incorniciare, forse la migliore della carriera assieme a quella della Finlandia nel 2023. Il buon Elfyn, già dal venerdì, si è messo in testa alla gara nonostante partisse per 1°, e quindi nell’immaginario collettivo relegato al ruolo di spazzaneve del gruppone. Invece le temperature molto basse hanno ibernato il tracciato e regalato a chi partiva prima le condizioni migliori, ribaltando i pronostici che vogliono il rally svedese come uno dei più duri in termini di cleaning delle prove.
Evans ne ha approfittato alla grande e poi ha continuato sia il sabato che la domenica, difendendosi dagli attacchi di Ott Tänak prima e di Takamoto Katsuta poi, riagguantando la leadership alla penultima speciale con un tempo stratosferico e certificando la vittoria prendendosi pure la Power Stage, oltre alla classifica Super Sunday. Significa che Elfyn ha portato a casa ben 35 punti, ed ora è a +28 su Sébastien Ogier e a +30 su Kalle Rovanperä, il suo diretto rivale (a questo punto) per il titolo. Tanta roba dopo soli due round.
È anche vero, però, che tanto al Monte-Carlo che in Svezia Evans negli ultimi anni ha fatto bene, e quindi bisogna aspettarlo al varco, nei rally tra primavera ed estate. Comunque sia, ciò non toglie nulla alla grandissima prova di forza vista sulla neve lo scorso weekend. Chapeau.
Chi invece è andato male è, appunto, uno dei contendenti al titolo. Stiamo parlando di Rovanperä, che tranne il sabato mattina, non è mai stato in condizione di impensierire veramente i piloti davanti nonostante partisse come uno dei favoriti per la vittoria finale. Già prima della gara ha messo le mani avanti sulle gomme Hankook, ree di non adattarsi troppo al suo stile di guida. Vero o falso che sia, sono state dichiarazioni poco in linea col personaggio, forse volte a nascondere qualche altra difficoltà. Un rally senza infamia e senza lode, ma troppo poco per lui e per il pilota che è.

C’è stata però un’altra Toyota che invece ha convinto eccome, ossia quella di Takamoto Katsuta. Quest’anno sulla neve il pilota giapponese è andato veramente forte, rischiando di vincere il primo rally della sua carriera, soffiatogli all’ultimo soltanto da un sontuoso Evans. Taka-san, come forse non l’abbiamo mai visto, ha tirato fuori la cazzimma e ha zittito tutti (redazione Fuori Pista compresa) con una velocità impressionante unita ad un’insolita costanza. Infatti Katsuta questa volta non è stato falloso come suo solito (vedi la Svezia dell’anno scorso), ed ha portato a casa un risultato degno di essere celebrato in queste righe. Ora bisogna continuare su questa strada (al netto del Safari che di solito è il suo pezzo forte) e mantenere quanto di buono è stato fatto in Svezia su tutti gli aspetti (velocità, costanza, gestione della gara ecc.).
3° un solido Thierry Neuville, anche lui in lotta fino all’ultimo per la vittoria ma, almeno a sensazione, non sempre ai livelli di velocità delle due Toyota davanti che l’hanno preceduto. Ha avuto il pregio, con maestria e velocità, di scavalcare il suo compagno di squadra e di riscattare l’inizio così così a Monte-Carlo con un podio che è comunque un buon risultato per iniziare veramente la rincorsa al secondo titolo mondiale. Ott Tänak, invece, è rimasto lì davanti fino al sabato quando un piccolo problemino alla sua i20 lo ha costretto (o meglio, ha costretto i suoi ingegneri) a depotenziare un po’ il motore, facendogli perdere contatto con i leader. Ha comunque fatto meglio dell’anno scorso, e la sensazione è che la velocità c’è, bisogna solo incastrare tutti i pezzi del puzzle.
Fuori dai punti invece Adrien Fourmaux, che nelle prime battute di gara ha fatto benissimo rovinando tutto dimenticandosi di allacciare bene le cinture all’inizio di una prova speciale il sabato mattina, perdendo tanto tempo, e finendo poi in uno snowbank il sabato pomeriggio. Si becca pure una multa di 10.000 dollari per aver detto una parolaccia nell’intervista a fine Power Stage, chiudendo malissimo un weekend che sembrava essere partito come quello del Monte-Carlo. La velocità, come nel caso di Tänak, c’è e a tratti e la miglior Hyundai in griglia. Ma se si vuole lottare per qualcosa di importante servirà fare pulizia di questi piccoli incidenti di percorso.

Continuando con la classifica, a parte Rovanperä di cui abbiamo già parlato, troviamo il rientrante Mārtinš Sesks, alle prime armi sulla neve con una Rally1. Certo, il distacco dai primi 5 è notevole, ma il lettone ha corso una gara pulita e senza troppe sbavature portando a casa dei bei punti e dimostrandosi come la Puma più veloce del lotto. Un risultato che, magari ad alcuni fa storcere il naso per quanto visto da lui l’anno scorso, ma che fa ben sperare per rally in cui può dire la sua di più che in questo. Di contro, la valutazione di Sami Pajari non può essere che peggiore. Il finlandese è campione del WRC-2 e sulla neve della Svezia ci ha corso altre volte. Certo, sempre con una Rally2, ma la sostanza non cambia. Il buon Sami sembra essere più in difficoltà del previsto, alternando delle belle prestazioni (vedi il sabato mattina) a momenti in cui non sembra il campione in rampa di lancio che tutti si aspettavano a inizio stagione. Ok, bisogna dargli tempo ma questo era un rally che per caratteristiche poteva favorirlo ed invece non gli ha dato troppe soddisfazioni.
Restano le Puma di Josh McErlean e Grégoire Munster. Il primo ha convinto, e bene, pur rovinando tutto sul finale. Il secondo ha portato a casa punti ma nonha convinto del tutto. L’irlandese, nonostante fosse un rookie, ha guidato benissimo per tutto il weekend e a tratti ha stupito nonostante la neve non sia probabilmente il suo fondo. In alcune prove è stata la miglior Puma e nel complesso ha fatto un fine settimana molto migliore del suo compagno di squadra, purtroppo rovinato dall’impatto con uno snowbank alla domenica mattina che gli ha tolto il piazzamento a punti. Punti che sono arrivati da Munster che però non è parso così in forma come a Monte-Carlo. Il lussemburghese non è stato al livello degli altri compagni di squadra pur essendo quello con più esperienza sulla vettura del team inglese. Può capitare, basta che non diventi una costante e che la prestazione di inizio anno non sia solamente un fuoco di paglia. Di Jourdan Serderidis inutile parlarne: lui si diverte, noi a vederlo guidare sempre col sorriso anche, e quindi a posto così.
WRC-2

C’è poco da dire: a un Rossel segue sempre un Oliver Solberg. Per il terzo anno di fila, alla vittoria del francese al Monte-Carlo è seguita la vittoria dello svedese in terra natia. Il buon Oliver ha fatto il suo solito rally nel quale dopo aver guadagnato mezzo minuto si è messo ad amministrare e, potendo, ad allungare senza patemi d’animo. Il boost del pubblico di casa e delle condizioni a lui favorevoli in termini di fondo hanno contribuito come negli anni scorsi, ma ciò non toglie che comunque Solberg sia stato nettamente il più veloce di tutti senza fatica.
Bisognerà vederlo in altri contesti, ma come l’anno scorso anche quest’anno sembra essere buono per tentare il colpaccio e vincere il titolo WRC-2. Se il buongiorno si vede dal mattino, direi che siamo sulla buona strada. Dietro di lui un ottimo Roope Korhonen, primo dei “normali” e di un trittico di finlandesi composto da Mikko Heikkilä e Lauri Joona, che da buoni nordici sulla neve non sono andati male. Probabilmente il più talentuoso dei tre è proprio Korhonen, al secondo anno in WRC-2 e che sembra scalpitare per qualcosa in più.
Bene anche Isak Reiersen, 5° davanti ad un insospettabile Fabrizio Zaldivar che precede invece l’ottimo esordio del campione Junior WRC 2024 Romet Jürgenson, alla prima nel WRC-2 subito a punti. L’estone sembra essere partito bene nel suo cammino WRC-2. Solo 8° Pontus Tidemand, dal quale alla vigilia della corsa ci si aspettava probabilmente qualcosa in più, visto che correva in casa e che rimane comunque il pilota più vincente della storia della categoria.
Fuori dai giochi il giovane Tuukka Kauppinen, in zona punti fino a che non è uscito di strada perdendo ben un quarto d’ora e la possibilità di portare a casa un discreto risultato, anche se alla viglia dopo la prestazione nell’Artic Rally qualcosia in più ce lo si sarebbe aspettato. Come lui, anche il ben più esperto Georg Linnamäe ha dovuto pagare lo scotto dell’impatto con uno snowbank che gli ha precluso la possibilità di lottare per il podio. Qualche punticino anche per il giovane giapponese dell’academy Toyota Yuki Yamamoto.
Junior WRC

Mille Johansson perde la vittoria che aveva in pugno e la regala a Gill Taylor, piazzandosi comunque 2° e, per numero di speciali vinte, primeggiando in campionato. Lo svedese dopo la vittoria in Svezia l’anno scorso, sua unica apparizione nella categoria per problemi di budget, è pronto a lottare fino alla fine per il titolo, ma dovrà vedersela appunto contro un veloce Taylor. Johansson, dopo aver perso la posizione, è riuscito a rimontare con grande velocità, mancando però la vittoria e forse tornando a casa con l’amaro in bocca visto il grande inizio di weekend.
3° Eamonn Kelly seguito da un altro papabile contendente al titolo, Ali Türkkan.
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