Carlos Sainz Williams

FIA Avvisata: Sainz difende il linguaggio autentico in gara

Il pilota spagnolo è d’accordo solo in parte con quanto stabilito dalla FIA: secondo lui le restrizioni linguistiche (relative soprattutto alle parolacce) stanno diventando troppe ed ingiuste.

FIA avvisata

Soltanto un mese fa, la FIA rilasciava l’aggiornamento tanto discusso relativo al codice sportivo. La parte più criticata riguardava proprio le linee guida sulle sanzioni per gestire le parolacce: una violazione potrebbe portare ad una multa (fino a 120.000 euro), ma anche a detrazione di punti e addirittura al divieto di partecipare ad un GP.

In occasione del lancio della nuova vettura, Sainz ha esortato la FIA a fare un ragionamento logico, distinguendo il linguaggio che viene utilizzato fuori o dentro l’auto. Il pilota spagnolo concorda sul fatto che lui e i suoi colleghi non dovrebbero usare un linguaggio inappropriato durante le conferenze stampa e le interviste ufficiali, ma il discorso cambia quando si parla di ciò che si dice all’interno della macchina mentre si guida.

Sainz teme che la F1 perderà parte del suo carattere se i piloti vengono imbavagliati alla radio, con il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem che ha recentemente lasciato intendere che non sta escludendo la chiusura della radio di squadra in diretta. Attualmente, i messaggi radio sono già trasmessi con un ritardo sul feed mondiale di F1 proprio per non trasmettere le parolacce.

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Ha così commentato: “I piloti di F1 dovrebbero essere abbastanza controllati quando fanno delle conferenze stampa e apparizioni sui media e sono favorevole a fare uno sforzo come gruppo (quando tutti i bambini ci stanno guardando in conferenza stampa o davanti ai media) per avere almeno un buon comportamento e un vocabolario adeguato”.

Aggiungendo anche che lui cerca sempre di essere educato e di parlare bene davanti ai microfoni e ai media.

La pensa in maniera diversa però se si tratta delle parole che i piloti dicono durante la gara. Ha infatti commentato: “Penso che sia troppo quello che la FIA sta cercando di ottenere con i divieti e tutto il resto, perché per me è una parte fondamentale dello sport, dove voi ragazzi potete vedere la vera emozione e la vera pressione e la vera eccitazione sulla voce e anche a volte, purtroppo, un vocabolario di un pilota da corsa” 

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Ha anche aggiunto: “E finché non sono parole offensive nei confronti di nessuno ed è solo una parolaccia, dove puoi solo vedere che sono emotivo, non penso che dovrebbe essere troppo controllato, perché poi voi ragazzi vi perderete un sacco di cose che viviamo all’interno della macchina”.

Sainz ha terminato dicendo che secondo lui è bello vedere e sentire il pilota all’interno della macchina, perché è il momento in cui si può vedere il vero pilota e in cui loro possono esprimersi senza dover pensare a tutte le cose che possono o che non possono dire.

Lui stesso ammette che ha volte non è tranquillo alla radio e anche a lui può capitare di dire della parolacce, ma ciò avviene perché sono tutti sotto pressione e con molta adrenalina. Nonostante ciò lui ritiene che i team-radio non devono essere tolti, perché è anche grazie a loro se la F1 è così seguita.

Conclusione

La questione delle restrizioni linguistiche imposte dalla FIA solleva un dibattito significativo nel mondo della Formula 1. Carlos Sainz, esprimendo il suo punto di vista, evidenzia l’importanza dell’autenticità e dell’emozione che i piloti portano in pista, elementi essenziali per coinvolgere il pubblico.

Sebbene la professionalità durante le interviste e le conferenze stampa sia fondamentale, è altrettanto cruciale permettere ai piloti di esprimere liberamente le proprie emozioni e frustrazioni durante la gara.

Le parolacce, seppur da considerare con cautela, rappresentano un aspetto naturale della competizione sportiva. La Formula 1, con le sue sfide ad alta intensità, ha bisogno di mantenere quel legame con l’emozione pura che solo i piloti possono trasmettere, e le trasmissioni radio sono un canale vitale per rendere queste esperienze accessibili ai tifosi, contribuendo così al fascino del motorsport.

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