Ha inizio una stagione decisiva per Yuki Tsunoda. Il pilota giapponese dovrà battere Hadjar per non rischiare il sedile.
Anno nuovo, sfide più o meno nuove per Yuki Tsunoda, che si troverà ad affiancare un rookie per l’imminente stagione. Il pilota nipponico, infatti, correrà a fianco di Isack Hadjar.
Quest’anno Tsunoda celebra il suo quinto anno in Formula 1 ed anche il quinto alla guida del team gemello di Red Bull, la Racing Bull.
Proprio per questo è ben noto come i piloti del vivaio Red Bull debbano rispettare degli standard piuttosto elevati… specie se il pilota di punta è un certo Max Verstappen.
Di sicuro quando Liam Lawson, ex compagno di squadra di Tsunoda, è stato promosso al suo posto al fianco di Max, non deve essere stata una bella sorpresa per Yuki. Questo soprattutto pensando che ai vertici di Red Bull hanno ritenuto più all’altezza il novellino americano rispetto a Tsunoda, che corre nella massima categoria da diverso tempo ormai.

Ovviamente quando si tratta di Red Bull e company la persona più temuta è Helmut Marko.
Infatti il consulente austriaco ha già avvisato Tsunoda in tal senso.
Anche se la sua ascesa nelle formule junior è stata meteorica e si è confrontato piuttosto favorevolmente con i suoi ultimi compagni di squadra, che includono Nyck de Vries e Daniel Ricciardo, il 24enne giapponese ora deve prevalere su Hadjar per consolidare la sua posizione nella famiglia Red Bull.
Le parole di Helmut Marko
“Deve dimostrarlo da solo“, ha detto Marko a Motorsport.com. “Ha un compagno di squadra giovane e veloce accanto a lui ed è il suo futuro, sai, quindi deve motivarsi“.
“Se sta andando bene, allora c’è un futuro. Se no, allora forse non ci sono più possibilità in F1 per lui.”
La decisione di promuovere il neozelandese Lawson, che ha molta meno esperienza rispetto a Tsunoda, di sicuro ha lasciato i più sorpresi. È anche vero che il giovane pilota ha dato comunque un’ottima impressione al suo debutto l’anno scorso.
I vertici del team sono consapevoli della pressione aggiuntiva che deriva dalla collaborazione con il quattro volte campione del mondo Verstappen, che Pierre Gasly, Alex Albon e Sergio Perez hanno tutti faticato a far fronte.
A questo proposito, Tsunoda è apparso più “fragile” e, questo lo si può evincere dalle sue numerose esplosioni radiofoniche. Indubbiamente ciò era considerata una grande debolezza rispetto a Lawson. Quest’ultimo è anche visto come avente una curva di apprendimento più rapida, e quindi un potenziale maggiore.
“La decisione era principalmente una questione di forza mentale“, ha detto Marko.

“In tutto il Messico Yuki purtroppo ha avuto i suoi due incidenti e all’epoca Liam ha fatto molto bene. Quindi era più o meno guardare a tutti i fatti per noi e poi alle ragioni per cui abbiamo scelto Liam”.
Possibili scenari alternativi per Tsunoda
Qualora Tsunoda dovesse essere scaricato dalla Red Bull, potrebbe essere in grado di trovare un’altra chance all’Aston Martin, che sarà alimentata da Honda dalla stagione di F1 del 2026 in poi.
In merito Il presidente della Honda Racing Corporation Koji Watanabe ha chiarito che Tsunoda non è più un pilota Honda, ma rimane sostenuto dal marchio giapponese.
“Tsunoda ha un accordo di sponsorizzazione con noi“, ha detto. “È fondamentalmente un pilota indipendente, ma lo sosteniamo come sponsor“.
Chiaramente non c’è nulla di certo, considerato anche il fatto che Fernando Alonso sembra più che intenzionato a proseguire la sua lunga carriera ed è difficile che Lance Stroll lasci il team di famiglia.
Inoltre l’appoggio di Honda per la continuazione della carriera di Tsunoda potrebbe rivelarsi limitata.
“Deve agire da solo“, ha detto Watanabe a Motorsport.com. “Ora è al suo quinto anno, ha l’abilità e capisce bene il mondo della F1. Non c’è molto altro che possiamo fare per lui“.
“I piloti non possono fare affidamento su Honda per sempre. Qualcuno del livello di carriera di Tsunoda deve pensare da solo.”
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