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Qualifiche Sprint in Cina: Hamilton e Verstappen brillano, McLaren più carica rispetto all’Australia [ANALISI TELEMETRIA]

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Analizziamo insieme le telemetrie di Lewis Hamilton, Max Verstappen ed Oscar Piastri nel corso delle Qualifiche Sprint del GP di Cina.

La prima sessione di Qualifiche Sprint della stagione ha regalato spettacolo e dati estremamente interessanti. I margini sono stati incredibilmente ridotti, con condizioni della pista che hanno reso il tutto ancora più imprevedibile: asfalto nuovo, una pista ancora “green” e temperature più alte del previsto, accompagnate da venti abbastanza sostenuti.

Analizziamo insieme le telemetrie di Lewis Hamilton, Max Verstappen ed Oscar Piastri nel corso delle Qualifiche Sprint del GP di Cina.

Tra i protagonisti di giornata, Lewis Hamilton e Max Verstappen si sono messi in mostra fin dai primi giri. L’olandese, nonostante una lotta costante con il volante della sua RB21, ha mostrato un buon passo, anche se curva 8 si è rivelata una vera insidia. Nonostante le difficoltà, il campione del mondo in carica ha contenuto le perdite di tempo, ma la RB21 si conferma una monoposto difficile da interpretare.

Un settore in cui tutte le vetture di punta hanno brillato è stato il complesso T11-12-13, la seconda sezione “a chiocciola” prima del lungo rettilineo opposto. Qui la McLaren aveva già mostrato ottimi riscontri nelle FP1 e ha confermato la bontà del suo pacchetto. Tuttavia, Oscar Piastri ha continuato a perdere terreno nel rettilineo posteriore, segno che la McLaren ha adottato una configurazione aerodinamica più carica rispetto all’Australia. Un indizio? Una beam wing leggermente più grande avvistata sulla vettura.

Analizziamo insieme le telemetrie di Lewis Hamilton, Max Verstappen ed Oscar Piastri nel corso delle Qualifiche Sprint del GP di Cina.

L’ultimo settore ha invece lasciato qualche dubbio. I dati raccolti su T14-15-16 sembrano leggermente corrotti in termini di posizionamento, con un’anomalia evidente nella velocità di punta all’apice di curva 16. Qui la Ferrari ha mostrato un comportamento altalenante, sia nelle FP1 che in qualifica Sprint, probabilmente a causa dell’influenza del vento, che sembra aver penalizzato più il Cavallino rispetto a Red Bull e McLaren.

Il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton ha dimostrato ancora una volta quanto l’esperienza conti in condizioni così particolari. Con ben 14 partecipazioni al GP di Cina in cinque-sei diverse generazioni di vetture, il britannico ha saputo interpretare al meglio il tracciato, cogliendo ogni opportunità per massimizzare la prestazione.

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