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Hadjar controcorrente: “È chiaro cosa serve per essere un pilota Red Bull”

A seguito della promozione di Tsunoda a discapito di Lawson, Isack Hadjar ha voluto sottolineare l’ovvietà dei requisiti per il secondo sedile Red Bull.

Dopo una sorta di sconforto generale da parte di fan e media per il trattamento riservato a Liam Lawson da Red Bull, Isack Hadjar, il nuovo compagno di squadra del neozelandese, ha invece voluto sottolineare come sia “chiaro ed ovvio” ciò che debba fare un pilota della squadra austriaca. Nonostante la breve esperienza in Formula 1, il francese è sicuro di ciò che sostiene.

Le due VCARB durante il secondo dei due weekend trascorsi insieme tra Tsunoda e Hadjar
Le due VCARB a Shanghai

“Credo che nella famiglia Red Bull l’unica cosa che conti sia la performance. Chi performa meglio ha più probabilità di correre al fianco di Max. È così chiaro ed ovvio– ha iniziato Hadjar stando a quanto riporta Racing News 365Quando non si performa o si fa fatica aumenta anche la pressione.

Sul nuovo compagno di squadra, invece, il francese ha voluto commentare così: Credo che lavoreremo bene insieme. Io sono concentrato su ciò che faccio io e non ho bisogno di nessuno di speciale al mio fianco per spingermi a guidare al meglio di me. So che con Liam si lavora bene quindi non ci sarà problema.

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Il #6 di Racing Bulls ha voluto inoltre anche commentare il cambio del compagno di squadra dopo sole due gare. Il rapporto tra i piloti coinvolti, inoltre, sempre stando ai media, potrebbe aver anche risentito dell’evento mediatico a Tokyo. Il francese, infatti, prima della foto di rito si è posizionato istintivamente verso al giapponese, salvo poi essere indirizzato verso il suo nuovo compagno di squadra, sull’altro lato. A riguardo, Hadjar ha commentato: “Credo che se proprio sia strano per qualcuno lo sia per tutti meno che per i piloti; noi sappiamo che succede e quanto lo sport sia duro. Tra noi, quindi, non c’è nessun malumore”.

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