Carlos Sainz non si è detto sorpreso dalla decisione di Red Bull di escludere Liam Lawson dopo appena due gare. L’attuale pilota della Williams, che in passato ha fatto parte del programma giovani della scuderia austriaca, ha sottolineato come questa scelta rientri perfettamente nella filosofia di gestione dei piloti del team.
“Non c’è nulla di nuovo”, ha dichiarato Carlos Sainz al canale ufficiale della Formula 1. “È semplicemente il modo in cui Red Bull gestisce i suoi piloti. Lo abbiamo visto negli ultimi dieci anni, da quando sono in Formula 1. Un giorno hai un’opportunità, il giorno dopo, se non soddisfi esattamente le aspettative, puoi essere promosso o retrocesso.”
Il passato di Sainz con Verstappen
Sainz ha trascorso quasi tre stagioni con la seconda squadra di Red Bull (la Toro Rosso) in Formula 1, ma a differenza di Max Verstappen – suo primo compagno di squadra nella massima serie – non ha mai ricevuto la promozione al team principale. Lo spagnolo ha evitato di commentare se Red Bull stia ora pagando la mancanza di alternative credibili per affiancare Verstappen, ma ha riconosciuto la difficoltà del ruolo di secondo pilota accanto all’olandese.
“Tutti dicono che essere compagno di squadra di Max sia il lavoro più difficile in Formula 1, con un’auto che lui conosce alla perfezione. Se questo è quello che si dice, allora è positivo per me, ma non mi interessa più di tanto. Sono nel posto in cui voglio essere e in una buona posizione per il mio futuro.”

Le scelte di Red Bull e il caso Lawson
La decisione di Red Bull di escludere Lawson rientra in una lunga tradizione di mosse aggressive nella gestione dei piloti. Nel 2016, dopo appena quattro gare, Daniil Kvyat venne retrocesso in Toro Rosso per fare spazio a Verstappen. Tre anni più tardi, Pierre Gasly fu sostituito da Alexander Albon dopo appena 12 Gran Premi.
Gasly stesso ha ammesso di poter comprendere la situazione di Lawson, ma ha preferito non esprimere giudizi affrettati. “Solo Liam conosce veramente la sua situazione e tutti i dettagli. Bisogna rispettare il fatto che ognuno cerca di fare del proprio meglio con gli strumenti che ha a disposizione.”
L’adattamento di Sainz in Williams
Nel frattempo, Sainz si sta concentrando sull’adattamento alla sua nuova vettura in Williams. Il pilota spagnolo ha sottolineato quanto sia cruciale comprendere le caratteristiche della monoposto e come questo processo richieda tempo ed esperienza su diverse piste e condizioni.
“Prima di tutto, voglio capire quanto la FW47 si adatti al mio stile di guida naturale. Poi si tratta di trovare un compromesso: quanto posso migliorare con il set-up della macchina e quanto devo adattare il mio stile di guida.”

Dopo undici anni in Formula 1, Sainz ha imparato che le prestazioni possono essere volatili e che ogni cambiamento richiede pazienza. “Sei bravo solo quanto il tuo ultimo risultato. Bisogna convivere con questa realtà.”
Il pilota Williams apprezza comunque la sfida di adattarsi a una nuova vettura, considerando che può insegnargli molto su se stesso e sulle dinamiche di sviluppo. “In sei mesi si può imparare di più su se stessi e sulla macchina rispetto a tre anni senza problemi.”
L’esperienza con diverse squadre ha reso Sainz più consapevole delle difficoltà di adattamento. “Nel 2022 non mi trovavo per nulla con la Ferrari, poi nel 2023 e nel 2024 sono riuscito a sfruttarla al massimo. Ogni macchina ha le sue peculiarità, lo stesso mi era capitato con Renault e McLaren.”

Sainz è fiducioso che il tempo gli permetterà di ottenere il massimo dalla sua vettura. “Per arrivare a guidare un’auto in modo naturale e veloce, quasi ad occhi chiusi, ci vuole circa un anno. Per essere al livello che mi aspetto da me stesso, servono almeno cinque-dieci gare, forse sei mesi.”
L’adattamento è quindi una questione di tempo, chilometri e situazioni di gara diverse. “Bisogna passare attraverso diversi layout di pista, superfici, livelli di grip e carico aerodinamico. Mi aspetto di riuscire a fare questo processo nel tempo previsto.”

