Le prime due sessioni di prove libere ci parlano di una McLaren che sembra poter fare la voce grossa a Suzuka senza particolari problemi. Ma alle sue spalle, il ruolo di seconda forza si giocherà – come al solito – sui dettagli.
Le FP2 del Gran Premio del Giappone sono state segnate da ben quattro bandiere rosse, che hanno ridotto l’azione in pista e limitato le opportunità di lavoro per i team. Nonostante ciò, le performance sul giro secco hanno fornito indicazioni significative per il prosieguo del weekend.
McLaren ha pole tra le mani
Le FP2 hanno confermato che McLaren è la squadra da battere sul giro secco, la lotta per la pole sembra essere già nelle mani della squadra di Woking, grazie alla sua aerodinamica superiore. Con il miglior tempo di Lando Norris nel settore 3 e una gestione ottimale del settore 2, McLaren ha dato l’impressione di avere il margine più grande su tutti. L’ideal lap di Norris, con il tempo di 1:27.726, è già oltre quattro decimi più veloce rispetto alla pole dello scorso anno.
McLaren ha mostrato il suo punto di forza, con una monoposto che spicca per il carico aerodinamico, capace di compensare una leggera carenza di top speed con una prestazione incredibile in trazione. La MCL39 si conferma quindi grande favorita su una pista come Suzuka, che premia proprio l’aerodinamica, con i tratti in uscita curva che vedono chiaramente il dominio papaya.
Le FP2 hanno confermato che McLaren è la squadra da battere sul giro secco, la lotta per la pole sembra essere già nelle mani della squadra di Woking, grazie alla sua aerodinamica superiore. Con il miglior tempo di Lando Norris nel settore 3 e una gestione ottimale del settore 2, McLaren ha dato l’impressione di avere il margine più grande su tutti. L’ideal lap di Norris, con il tempo di 1:27.726, è già oltre quattro decimi più veloce rispetto alla pole dello scorso anno. Non si capisce perché il pilota britannico non abbia chiuso il giro ma abbia alzato il piede nel finale.

Ferrari in lotta con Mercedes e McLaren
Per quanto riguarda Ferrari, la situazione è meno chiara. Leclerc e Hamilton sono stati vicini a Mercedes, con un George Russell che ha confermato la sua buona forma, ma con la Rossa che sembra avere più margine di crescita nel lavoro di messa a punto.
La SF25 continua ad essere enigmatica e difficile per i piloti: se si combinano i punti forti di Leclerc e Hamilton, la Ferrari potrebbe essere la seconda forza in pista, nemmeno troppo lontana rispetto a McLaren. Tuttavia, mettere tutto insieme non è facile per i due piloti. In particolare, il primo settore ha visto Leclerc realizzare il miglior tempo assoluto, ma non nel suo miglior giro, con performance variabili nelle curve cruciali.

Un ottimo primo settore, poi la difficoltà nelle curve lente
Primo settore in cui Ferrari si è comportata bene fin dalle FP1, a dimostrazione della bontà della vettura di Maranello per quanto riguarda le curve ad alta velocità. Ad eccezione di curva 1, in cui Leclerc storicamente soffre, la performance nel resto del primo settore non sorprende e va in controtendenza rispetto alla vettura dello scorso anno e della SF-23. Questa SF-25 continua a confermarsi come una vettura che nelle curve veloci può fare bene, ma che soffre – e non poco – nelle curve lente. L’impressione é che Ferrari dovrà trovare un compromesso migliore: McLaren, come detto in precedenza, fa il tempo nel settore 2 e nel settore 3 rispetto a Ferrari. Pur sacrificando leggermente i primi due settori.

Se Leclerc ha mostrato il suo miglior tempo nel primo settore, la situazione peggiora andando avanti. In particolare, alla Spoon e alla chicane del triangolo, entrambi i piloti Ferrari hanno perso tempo, segnando una costante nelle loro performance. Peculiare la difficoltà nel passaggio sui cordoli alla chicane, che potrebbe essere legata alla rigidità sospensiva della SF25, una caratteristica che sembra penalizzare Ferrari nei tratti più tecnici del circuito. E pensare che la vettura dello scorso, proprio sui cordoli, era fenomenale. Insomma, questa SF-25 sembra essere esattamente l’opposto rispetto alla SF-24.

Red Bull si nasconde come ogni venerdì
Per quanto riguarda la Red Bull, sia Max Verstappen che Yuki Tsunoda hanno girato con una mappatura molto conservativa, senza spingere al massimo. Il giapponese, tra l’altro, non è nemmeno riuscito a chiudere un giro veloce con gomma morbida nelle FP2 proprio a causa delle numerose bandiere rosse. Nonostante ciò, entrambi i piloti non erano troppo distanti dalle Mercedes e dalle Ferrari. La sensazione è che come ogni venerdì non si siano concentrati sulla performance pura.
Almeno sul giro secco, McLaren dovrebbe essere in testa, ma dietro ci sarà una serrata lotta tra Ferrari, Mercedes e Red Bull per la seconda posizione, con tutti i top team pronti a dar battaglia. Un buon venerdì per Tsunoda, che in particolar modo nelle FP1 non è sembrato troppo lontano dal suo compagno di squadra.
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