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Tsunoda, l’analisi della qualifica: cosa è andato storto?

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La Red Bull sembrava aver finalmente trovato un secondo pilota che performasse, ma alla fine si è raggiunto ugualmente a un triste epilogo. La performance di Tsunoda , però, non è totalmente da buttare.

Delle montagne russe, questa è la definizione che meglio descrive come sono state le qualifiche di Tsunoda questa mattina. Il pilota di casa si approcciava per la prima volta a una rb21 dalla cattiva reputazione e , per certi versi, nella sua p15 non tutto è totalmente negativo.

Il racconto delle qualifiche

La Red Bull sembrava aver finalmente trovato un secondo pilota che performasse, ma alla fine si è raggiunto ugualmente un triste epilogo. La performance di Tsunoda , però, non è totalmente da buttare.

La Q1 per il giapponese è positiva. Sebbene l’assetto sia più carico al posteriore rispetto al compagno di squadra Verstappen, Yuki riesce a mantenersi a un distacco molto contenuto dall’olandese.

Il primo run, infatti, lo conclude a 3 decimi da Verstappen, e il secondo persino a soli 24 millesimi.

La situazione inizia a precipitare in Q2, quando Tsunoda è obbligato a effettuare il primo tentativo su gomme usate, cosa che lo relega a più di mezzo secondo da Max.

SUZUKA, JAPAN - APRIL 04: Yuki Tsunoda of Japan driving the (22) Oracle Red Bull Racing RB21 on track during practice ahead of the F1 Grand Prix of Japan at Suzuka Circuit on April 04, 2025 in Suzuka, Japan. (Photo by Mark Sutton - Formula 1/Formula 1 via Getty Images)

A sancire la sua uscita, poi, è stata l’erronea esecuzione del giro di preparazione per il secondo tentativo: Tsunoda è stato rispettivamente vittima prima di un forte snap fuori dall’ultima chicane prima di iniziare il giro, poi di numerose difficoltà in curva 2.

Il risultato alla fine è un miglioramento di solo un decimo e mezzo nonostante la gomma nuova, con conseguente esclusione dal Q3.

In fin dei conti, la “salvezza” era lontana solo 2 decimi, cosa che ci fa ipotizzare che con un giro pulito Tsunoda avrebbe tranquillamente superato il taglio, andandosi a giocare le posizioni che contano.

“Avevamo il passo per entrare in Q3, ma non sono riuscito a mettere insieme il giro” ha esordito il giapponese.

“Non sento molto la pressione, nonostante tutto. Sono arrivato qua con il volermi divertire prima di tutto”

La Red Bull sembrava aver finalmente trovato un secondo pilota che performasse, ma alla fine si è raggiunto ugualmente un triste epilogo. La performance di Tsunoda , però, non è totalmente da buttare.

“La cosa positiva è che ho iniziato a comprendere la macchina anche se purtroppo la sua finestra di funzionamento è molto stretta, ma sono fiducioso di riuscire a sfruttarla al massimo col passare del tempo” ha poi concluso.

Differentemente da Lawson, non sarebbe sorprendente se Tsunoda domani riuscisse a risalire la china fino a mettere a segno qualche punto, anche se questa volta capitalizzare è imprescindibile.

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