Leo Turrini non ha bisogno di giri di parole.
All’indomani del Gran Premio del Giappone, lo storico opinionista e voce appassionata del motorsport italiano Leo Turrini ha tracciato un bilancio crudo ma realistico dello stato attuale della Ferrari. Nessun dramma teatrale, nessun entusiasmo di facciata. Solo una constatazione: “La Ferrari questa è. Mediocre. Non aurea. Mediocre e basta.”

La sentenza: la SF-25 è nata male
Nel suo intervento post-Suzuka, Turrini ha sottolineato come la situazione sia chiara: la SF-25 non è una vettura all’altezza delle aspettative. “Si può immaginare un recupero dagli sviluppi,” scrive nella sua rubrica Profondo Rosso su Quotidiano Nazionale, “ma nel presente la situazione non si presta ad equivoci. La SF-25 è nata male. E si vede.”
Nonostante ciò, Turrini riconosce il valore degli sforzi individuali. “Leclerc ha dato il massimo, sia in qualifica che in gara. È rimasto lontano dai tre davanti, in una gara normale, cioè senza pioggia o safety car”. Quanto a Lewis Hamilton, preferisce non giudicare la sua prestazione: “Ho troppo rispetto per lui. E sempre alla macchina dobbiamo tornare, purtroppo.”
Non solo Ferrari
Ma non tutto è grigio nel mondo dei motori. C’è anche spazio per un po’ di orgoglio italiano, rappresentato dalla nuova generazione. Turrini si lascia andare a un elogio sentito per Andrea Kimi Antonelli, al debutto a Suzuka in Formula 1: “È stato grandissimo. Ha firmato pure il giro veloce. Sulla pista che da sempre è considerata l’esame di laurea per chi guida. Complimenti all’Harry Potter della Terra dei Motori.”

Non manca poi un pensiero per altri giovani in ascesa: “Molto molto bravi anche Bearman e Hadjar.”
Su Carlos Sainz, invece, il giudizio è più amaro: “Sospetto sia andato in depressione: non può prendere paga da Albon, che pure non è uno fermo“. Una frase che suona come un campanello d’allarme per lo spagnolo, in una fase della stagione in cui ogni punto pesa.
L’elogio per Verstappen
Infine, inevitabile una riflessione su Max Verstappen, dominatore incontrastato del weekend giapponese: “Di Verstappen non so più cosa scrivere. È uno dei più grandi manici di tutti i tempi. Mi dispiace per chi si rifiuta di riconoscerne la grandezza“. E un’ultima stoccata alla concorrenza: “I Papaya hanno la macchina migliore. Ma ne hanno già persa una…” riferendosi probabilmente all’occasione mancata dalla McLaren nonostante il potenziale tecnico.
Turrini, come sempre, va dritto al punto. E questa volta il verdetto sulla Ferrari non ammette appelli.
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