Ricordando quando i Ferraristi, in Bahrain, si illusero che la volta buona fosse arrivata e che il titolo fosse alla portata.
Anche nel 2022, quando la Ferrari faceva illudere i suoi tifosi che l’anno giusto fosse arrivato con una doppietta in Bahrain, il titolo non arrivò. Oggi tra ambizioni dichiarate e la dura realtà dei fatti, il cammino appare per l’ennesima volta troppo lungo. Se nel 2022, almeno l’illusione di poter dominare finalmente fosse arrivata, quest’anno la rossa sembra totalmente persa e di una lotta al titolo la speranza la hanno in pochi.

Le premesse
Le premesse erano le stesse di questa stagione: lottare per il titolo. A contrario di quest’anno però, in Bahrain si arrivava al buio, o quasi, visto che a parte i test pre-stagionali le vetture non avevano ancora mai girato. Domenica, la Ferrari arriverà consapevole che la vittoria, salvo imprevisti, è molto difficile visto che il Bahrain è la quarta tappa di questo 2025. L’illusione che questo sia l’anno buono, anche se è passato poco tempo, la hanno in pochi visto il progetto per il momento inspiegabile della scuderia di Maranello. Ai tempi la Ferrari arrivava senza l’aspettativa di dominare in tale maniera ma comunque con l’aspettativa che la gara potesse vederla tra le protagoniste dopo due anni di inspiegabile buio.
Le qualifiche
L’1:30.558 del predestinato nelle qualifiche in Bahrain, valse la partenza al palo per la gara della giornata successiva ma tra lo stupore e la speranza di un giro sensazionale, i piedi erano rimasti incollati per terra conoscendo le problematiche della Rossa nella gestione della gara. Il compagno di Charles, Carlos Sainz conquistò una terza posizione che sottolineava come non era stato un miracolo di Leclerc ma la solidità della vettura a valere la pole. Tra i due Ferraristi, si posizionò la RedBull di Max mentre le Mercedes erano solo in P5 e P9, un disastro pensando alla velocità della scuderia tedesca l’anno precedente.
La gara
Allo spegnimento dei semafori lo spunto di Leclerc è buono e il monegasco riesce a tenere la posizione su Max e, giro dopo giro, inizia ad allungare il gap. Poco prima del pit-stop, Max riaccorcia le distanze e inizia a sfidare Charles dando vita a uno show di sorpassi e controsorpassi. Qualche giro dopo la sosta, Charles ricomincia ad allungare e per Max non ce ne è più: il monegasco domina talmente tanto che fa ironia con il box fingendo di avere problemi al motore. A cinque giri dal termine, Verstappen riscontra problemi al motore. Sainz diventa così secondo e la Ferrari chiude il GP con una doppietta che rimarrà impresse nella storia della squadra.

E dopo?
Sembrava finalmente giunto l’inizio del tanto atteso ritorno al vertice, ma invece era soltanto l’ennesima illusione che la Ferrari aveva dato ai suoi tifosi. L’illusione però coinvolse tutto l’inizio di stagione, non solo la gara di apertura: in Australia infatti, Charles vince ancora e non sarà neppure l’ultimo successo stagionale. In quelle gare Leclerc dimostrò quanto una macchina buona gli dia la possibilità di combattere con tutti, anche i più forti. Peccato che la macchina il monegasco la ebbe buona soltanto per l’inzio di stagione; gli aggiornamenti resero sempre più forte RedBull che nella seconda metà di stagione iniziò a dominare, e noi la macchina da mondiale la attendiamo ancora.
Oggi
Anche quest’anno il sapore è quello dell’ennesima promessa di macchina vincente non mantenuta, in Bahrain però si arriva ad occhi aperti stavolta e si ha sin da subito la consapevolezza che per vincere serve un miracolo con gli aggiornamenti in arrivo mentre nel 2022, quando non si avevano grandi informazioni sulle auto ma solo grandi speranze di una macchina competitiva, che in Bahrain arrivò anche, non durando però a sufficienza.


