L’ultima gara ha offerto parecchi spunti per analizzare la gestione Mercedes e, più in particolare, il comportamento della W16 in gara.
Osservando i dati completi degli stint e i grafici dei tempi sul giro, emergono con chiarezza alcuni aspetti che hanno condizionato la prestazione, soprattutto quella di George Russell.
Russell, Piastri e Verstappen: tre approcci, tre risultati
George Russell ha cominciato a soffrire di degrado sulle gomme medie dopo meno di sette giri reali. Una durata decisamente inferiore a quella registrata da Oscar Piastri, che — pur restando molto più vicino a Verstappen e dunque in aria sporca — ha mostrato un’usura contenuta. Dall’altro lato, Verstappen, in aria pulita, ha beneficiato del contesto ideale, mantenendo costante il passo fino al diciottesimo-diciannovesimo giro senza particolari segni di cedimento.

Antonelli sorprende: gestione gomme da veterano
Per avere un quadro completo è interessante confrontare la performance di Russell con quella di Kimi Antonelli, il cui approccio alla gestione gomme si è rivelato molto più efficace. Antonelli ha cominciato a sentire il degrado delle medie attorno al tredicesimo giro — quindi dopo oltre dieci giri pieni — e, nella fase su gomme hard, ha saputo introdurre il calore in maniera graduale, trovando un equilibrio ideale che gli ha permesso di girare con costanza e con un ritmo complessivamente migliore rispetto a Russell nella parte finale della gara.

Come fatto notare dal buon Vanja H su X, proprio osservando alcuni giri specifici si notano differenze significative. Al giro 36, Russell era più rapido nei tratti ad alta velocità grazie a una modalità motore più spinta, ma Antonelli cominciava già a primeggiare nei tratti a media velocità. Poi, al giro 50, lo scenario si è completamente ribaltato: Antonelli era più veloce in ogni singolo settore, mentre Russell mostrava difficoltà crescenti.
Il momento decisivo per Russell è stato attorno al giro 37, l’ultimo in cui riusciva ancora a tenere dietro Leclerc. I cinque giri successivi sono stati particolarmente intensi e dispendiosi. E proprio in quella fase, tra il giro 22 e il 31, pur mantenendo un ritmo competitivo, Russell ha cominciato a stressare le gomme in modo eccessivo, soprattutto nelle curve ad alta velocità.


Strategia da rivedere: dati insufficienti e aspettative errate
Alla fine, l’impressione è che Mercedes abbia commesso un errore di valutazione sulla sostenibilità del passo gara della W16. Probabilmente, i dati raccolti il venerdì non erano sufficienti per avere un quadro completo, e questo ha portato a scelte strategiche azzardate. Non sarebbe sorprendente se il team si aspettasse un pit stop anticipato da parte di Leclerc: un dettaglio che, se si fosse verificato, avrebbe permesso una gestione del passo più lineare.
Questione di setup: il rischio delle modifiche contro il bouncing
Infine, se c’è una sensibilità della W16 alle alte temperature, quanto visto in Bahrain e Jeddah non sembra indicare un problema strutturale. Anzi, con ulteriori affinamenti al setup, il margine per migliorare c’è. Va però considerato anche l’effetto delle modifiche apportate tra venerdì e sabato per contrastare il bouncing: se davvero è stata irrigidita la sospensione, questo potrebbe aver aumentato lo stress sulle gomme, accelerandone l’usura. Un dettaglio tecnico, ma potenzialmente determinante.
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