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Ferrari, piove sul bagnato: a Miami due motori k.o. Allarme affidabilità?

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Il weekend di Miami si è rivelato un incubo per la Ferrari, che lascia la Florida con più dubbi che certezze. Dopo il podio conquistato da Charles Leclerc a Jeddah, la Rossa non riesce a trovare continuità e si ritrova invischiata a centro gruppo, lontana anni luce dai vertici occupati da McLaren, Red Bull e Mercedes. Ma oltre alla preoccupante mancanza di performance, a tenere svegli gli ingegneri di Maranello è un campanello d’allarme ben più grave: la power unit ha mostrato crepe preoccupanti, con due guasti tecnici avvenuti nello stesso GP.

Durante il secondo weekend Sprint della stagione 2025, la SF-25 ha faticato sin dal venerdì. Le qualifiche hanno mostrato una monoposto instabile e difficile da interpretare, con un Leclerc frustrato e un Hamilton eliminato già in Q2. “Siamo dietro anche alle Williams”, ha commentato amaro il monegasco, evidenziando un gap prestazionale difficile da spiegare.

Ma se le difficoltà in pista possono essere affrontate con sviluppo e lavoro, a spaventare di più è quanto accaduto domenica nel cuore della gara. A fermarsi per problemi tecnici non sono state le due Ferrari ufficiali, bensì le monoposto clienti spinte da power unit di Maranello: la Haas di Oliver Bearman e la Sauber di Gabriel Bortoleto hanno infatti alzato bandiera bianca per guasti legati al motore. Un doppio KO tecnico che rischia di trasformare un’anomalia isolata in un segnale d’allarme per tutto il reparto motoristico della Scuderia.

Il weekend di Miami si è rivelato un incubo per la Ferrari, che lascia la Florida con più dubbi che certezze.

Bearman, giovane talento cresciuto nell’Academy Ferrari, ha lasciato trasparire tutta la frustrazione nel team radio dopo il ritiro: “Oh mio Dio, ho perso… tutto!”. Un guasto improvviso e totale, che preoccupa non solo per l’effetto immediato, ma soprattutto per le implicazioni future. In un calendario serrato come quello della F1 moderna, eventuali difetti strutturali delle power unit potrebbero costare caro anche in termini di penalità in griglia.

Il weekend di Miami si è rivelato un incubo per la Ferrari, che lascia la Florida con più dubbi che certezze.

Mentre Imola si avvicina, a Maranello regna l’incertezza. Prestazioni discontinue, una vettura difficile da leggere e ora anche problemi di affidabilità: la Ferrari dovrà trovare risposte in fretta, perché il rischio è quello di perdere terreno non solo dai top team, ma anche dalle outsider più in forma.


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