90 giri di puro divertimento oggi vediamo chi sono stati i protagonisti di questa tappa in Alabama prima del grande balzo verso i due appuntamenti di Indianapolis.
Giunta al termine la prima tappa della IndyCar nel mese di maggio, che sarà il mese più intenso del calendario, oggi vediamo chi sono stati i protagonisti di questo weekend, chi nella lista dei buoni e chi invece è finito in quella dei cattivi. Durante questa emozionante competizione, abbiamo assistito a sorpassi mozzafiato e strategie audaci da parte dei piloti, mentre le scuderie hanno mostrato il loro massimo impegno per ottenere degli ottimi risultati.
TOP 3
1) ALEX PALOU
Il Chirurgo ha colpito ancora! Non ha bisogno di descrizioni su ciò che ha fatto il catalano qui a Birmingham, ha semplicemente dominato dal primo fino all’ultimo giro lasciando il comando della gara solamente durante le soste ai box, ritmo scatenato e preciso allo stesso tempo, con un passo di gara mostruoso tanto da dare 16 secondi a Lundgaard negli ultimi giri della corsa (complice anche i doppiati che hanno reso la vita difficile al danese). Lui è il vero “Matador” altro che piloti spagnoli molto più conosciuti di lui. Complimenti a lui e al muretto Ganassi.
Invincibile Armada.

2) CHRISTIAN LUNDGAARD
Che dire del pilota danese; qui in Alabama ha fatto il suo terzo podio in quattro gare! Un portento di pilota che Arrow McLaren ha scelto molto bene. Lui è stato l’unico ad avere quasi lo stesso ritmo di Palou seppur con strategie diverse e stili di guida differenti. Ad un certo punto della gara si stava avvicinando al leader della corsa ma non ha avuto la possibilità concreta di impensierirlo o di sorpassarlo poiché era semplicemente imprendibile ed ingiocabile.
Il numero 7 papaya ha avuto difficoltà nel superare i doppiati nella parte finale della gara, cosa che stava favorendo McLaughlin ma alla fine Lundgaard non ha desistito, al contrario si è letteralmente aggrappato alla seconda posizione con tutte le forze e con tutta la sua volontà.
Forza e perseveranza.
3) SCOTT MCLAUGHLIN
Grande weekend per il neozelandese, che da poco ha anche ottenuto la cittadinanza americana, il numero 3 di Penske è riuscito a portare a casa un ottimo risultato qui in Alabama meglio degli altri due compagni di squadra. McLaughlin ha sempre corso bene qui in questa pista, conoscendola nei minimi dettagli e grazie all’esperienza e alla capacità di adattarsi anche contro un Alex Palou di un’alta categoria, egli non si è dato per vinto e ha cercato di portare a casa un podio, anche se lui ambiva fortemente alla vittoria, per replicare la gara dello scorso anno.
Grande determinazione.

MENZIONE D’ONORE: RINUS VEEKAY
L’olandese di Dale Coyne Racing è stato fenomenale qui in Alabama, con una vettura non da top 10, ha saputo conquistarsi e tenersi salda la quarta posizione dal primo fino al novantesimo giro. Anche il muretto box è stato molto bravo nelle strategie box, non lo stesso per i meccanici dove, all’ultima sosta prevista per la gara vi è stato un errore dei meccanici nell’avvitamento della ruota posteriore destra, ma questo non gli ha permesso di mollare tutto, anzi con pazienza e tanta, tantissima determinazione è riuscito a portarsi a casa un bellissimo quarto posto per Dale Coyne Racing, dove nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo.
Grande outsider.

FLOP 3
1) CALLUM ILOTT
Deludente calo di prestazioni per il pilota Prema del quale si aspettava molto di più in questo weekend a Birmingham, partito 16° (ottimo risultato per il team veneto fino adesso in IndyCar) alla fine della corsa è giunto in 23° posizione, un grosso calo di posizioni che di certo non ha fatto piacere a Prema dato che aveva riposto le speranze in lui per un discreto risultato ma che alla fine non è arrivato.
Aspettative troppo alte.

2) LOUIS FOSTER
Per il campione in carica Indy NXT il weekend in Alabama sembrava essere il punto di svolta per il rookie di Rahal Letterman Racing, ma invece dall’inizio della gara fino alla sua fine il pilota inglese ha avuto non poche difficoltà a replicare ciò che aveva fatto in qualifica, complice il traffico, la poca esperienza con la vettura ma anche delle pessime strategie che di certo non lo hanno per nulla aiutato a consolidare la 12° posizione guadagnata in qualifica, pista che a detta di Foster sembrava essere alla sua portata per dimostrare il suo talento ma che invece si è rivelata il suo incubo peggiore.
Dalle stelle alle stalle.
3) KYFFIN SIMPSON
Un grandissimo tonfo in basso per il pilota Ganassi e compagno di squadra di Alex Palou, il quale non è riuscito a mantenere la nona posizione conquistata in qualifica, vanificando ogni sforzo di rimonta o di acciuffare il risultato. Dopo una partenza promettente, il pilota ha affrontato una serie di difficoltà che lo hanno costretto a retrocedere, perdendo terreno e facendo svanire le speranze di una rimonta emozionante. Mentre i suoi avversari si lanciavano in manovre aggressive e strategiche, il suo ritmo di gara è risultato compromesso, rendendo impossibile il recupero delle posizioni perse. Questa situazione ha generato frustrazione non solo nel pilota, ma anche nel team, che sperava di ottenere punti preziosi in un campionato così competitivo.
Enorme delusione.

MENZIONE DISONOREVOLE: NOLAN SIEGEL
Premessa: il numero 6 di Arrow McLaren è colui che ha fatto meno peggio dei flop 3, ma nonostante tutto, va considerato anche la poca abilità nel saper resistere agli attacchi avversari o addirittura nel sorpassare. Va detto, il suo weekend di gara non è stato completamente pessimo, anzi quello in Alabama è forse, il miglior weekend della sua carriera in IndyCar, però ha ancora margini di miglioramento come pilota, soprattutto nelle fasi offensive, del quale nella parte finale della gara è rimasto dietro ad Alexander Rossi facendo una fatica immensa a stargli dietro, e anche lottando contro una vettura che di gomme non ne aveva più. Nonostante il 6° posto preso in qualifica Siegel è riuscito a salvare la faccia perdendo solamente tre posizioni ma con molta, moltissima difficoltà. Questa gara potrebbe essere la chiave di svolta per il pilota Arrow McLaren, magari con prestazioni migliori, ce lo auguriamo.
Non tutti i mali vengono per nuocere.

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