Il Gran Premio di Miami ha lasciato in eredità diverse battaglie tra compagni di squadra, con gestioni molto differenti a seconda delle scuderie. Se in Ferrari o Mercedes le dinamiche interne sono state tutto sommato sotto controllo, nel caso della Williams le cose sono andate diversamente. Alexander Albon ha deciso di agire di testa propria superando Carlos Sainz.
Il contesto rende la vicenda ancora più interessante. Solo poche settimane fa, durante il Gran Premio dell’Arabia Saudita, era stato proprio Carlos Sainz ad agevolare Albon: lo spagnolo aveva infatti rallentato il proprio ritmo per concedere al compagno di squadra il DRS permettendogli così di difendersi dall’attacco di un Isack Hadjar decisamente più veloce. Un gran lavoro di squadra, di quelli che non si vedono tutti i giorni e che aveva mostrato un’ottima intesa tra i due piloti. Tuttavia, a Miami non c’è stato alcun segnale di riconoscenza da parte del pilota thailandese.
La gara di Miami è iniziata subito con un brivido per la Williams. Nella concitazione del primo giro, Carlos Sainz si è trovato costretto a schivare Lando Norris, che a sua volta era stato stretto da Max Verstappen, e ha finito per toccarsi lievemente proprio con Alexander Albon. Il contatto avrebbe potuto avere conseguenze gravi, ma Sainz è riuscito a evitare il muro perdendo tuttavia la posizione sul compagno di scuderia.
Poco dopo la fine della Virtual Safety Car, al quinto giro, Sainz si è ripreso la posizione. Ma la tranquillità è durata poco.

Le comunicazioni radio di Albon e Sainz
Il momento cruciale è arrivato al giro numero 13. Carlos riceve un messaggio via radio con alcune istruzioni, ma ha Albon molto vicino e risponde dicendo: “Posso farlo, ma mi serve un po’ d’aiuto da parte di Alex”, riferendosi al fatto che non servivano battaglie inutili. Il suo ingegnere di pista lo rassicura dicendo che Albon era stato informato.
Peccato che Albon, in realtà, non fosse stato ancora avvisato. Anzi, da un paio di giri continuava a segnalare al suo ingegnere che stava perdendo tempo restando dietro a Carlos. E proprio mentre si trovava già praticamente affiancato a Sainz sul rettilineo posteriore, arriva il messaggio: “Abbiamo bisogno di mantenere almeno un secondo di margine dal pilota davanti”. Albon risponde però dicendo che è già sul punto di sorpassarlo e completa la manovra.
Da quel momento in poi, la gara ha preso una piega ben definita: Alexander Albon ha chiuso in quinta posizione, mentre Carlos Sainz è arrivato nono, penalizzato anche da una Virtual Safety Car che ha favorito le due Ferrari.
Mancanza di rispetto o semplice errore di comunicazione? Con l’analisi delle radio, tutto fa pensare più alla seconda ipotesi. Williams ha informato Albon troppo tardi, quando ormai il sorpasso era praticamente fatto. Carlos, però, non poteva saperlo in tempo reale, ed è comprensibile la sua frustrazione a fine gara. Il suo messaggio via radio è stato molto chiaro: “Non è questo il modo di correre, ragazzi. Non mi importa. Ho perso molta fiducia… in tutto”.
Anche nelle dichiarazioni post-gara, prima ancora di confrontarsi con il team, il tono era simile. “Se mi dicono via radio che non verrò attaccato e che dobbiamo spingere insieme, e poi vengo superato, ti senti stupido. Perché fai il bravo ragazzo, come a Jeddah, e poi ti fregano. Sembri un idiota”, ha detto Carlos.

Williams sotto accusa
Ascoltando le radio, la responsabilità principale sembra ricadere proprio su Williams, che ha gestito malissimo la comunicazione tra i due piloti. E non è stato l’unico errore del weekend.
Sainz ha parlato apertamente di problemi operativi nel team. Uno su tutti: Williams ha usato l’unico set di gomme medie disponibili nella Sprint del sabato, sacrificando così la strategia di gara. Di conseguenza, Sainz è stato costretto a partire con un set di pneumatici usati, trovandosi subito in svantaggio.
Se Williams vuole davvero massimizzare il proprio potenziale, deve imparare da questi errori. Non serve drammatizzare per un episodio che, alla fine, non ha portato a incidenti tra i due piloti e che ha comunque fruttato un buon bottino di punti. Ma è evidente che una migliore comunicazione può solo che portare a risultati migliori. E questo, in vista del 2026, sarà fondamentale.
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