Dopo il Gran Premio di Miami, Leo Turrini ha espresso tutto il suo disincanto nei confronti della prestazione Ferrari, in un commento che sa più di sfogo che di analisi tecnica.
Le parole sono dure, sentite, figlie di una passione ferita. “Sarei tentato di non scrivere. Per carità di patria”. Apre così il suo editoriale Leo Turrini su Quotidiano Nazionale, lasciando intendere subito il tono di ciò che seguirà.
Team radio e performance: che disastro
Il confronto con gli avversari è impietoso: “A Miami la Ferrari ha offerto una prestazione scoraggiante, al limite dell’imbarazzo, se non addirittura oltre”. Turrini parla di una SF-25 lontanissima dalla McLaren, dietro persino alla Red Bull di Verstappen, alla Mercedes e – dettaglio ancor più umiliante – alla Williams di Albon (come detto anche da Leclerc). Una fotografia che racconta di una rossa in affanno, incapace di reagire e ormai preda della mediocrità.

A peggiorare il quadro, il caos via radio tra Leclerc, Hamilton e il muretto: “Per un settimo posto. A un minuto da Piastri e a 20 secondi da Russell”, sottolinea con amarezza. E aggiunge: “È impossibile resistere ad una sensazione di disagio che va al di là della delusione sportiva”.
I piloti
Turrini non risparmia critiche a nessuno. Su Vasseur, il commento è tagliente: “Le sue due Ferrari si battono con la Williams e con la Haas. È davvero un mistero poco gaudioso cosa abbiano combinato a Maranello durante l’inverno”. Il Team Principal, secondo Leo, deve difendersi da solo. E può farlo solo con i risultati. “Punto”.
E poi ci sono i piloti. Hamilton, deluso e frustrato, litiga con il box per l’ordine di scambio con Leclerc, poi lo riceve e deve restituire la posizione. “È un altro tassello nel mosaico della frustrazione del Baronetto. La luna di miele con il Cavallino è già finita da un pezzo. Meglio: in pista si ha proprio l’impressione non sia mai iniziata”.

Quanto a Leclerc, il weekend è definito “mediocre”: “Prende male l’invito a far passare Hamilton e dal suo punto di vista c’è pure da capirlo. Alla fine chiude comunque davanti. Ma mettono tristezza queste discussioni per un mediocre piazzamento”.
Perdere nel modo peggiore
La chiusura, infine, è forse la parte più amara: “La Ferrari sta perdendo nel modo peggiore”. Una frase che pesa più di un’analisi tecnica. Perché racconta una sconfitta non solo sportiva, ma anche d’identità, di spirito, di orgoglio.

Il post scriptum finale rende tutto più umano, più vero: “Ma credete faccia piacere, a uno con la mia storia e la mia passione, dover mettere nero su bianco righe del genere?”. No, non fa piacere. Ed è proprio per questo che queste parole colpiscono così tanto.
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