La sesta tappa del Mondiale ha acceso un campanello d’allarme in casa Ferrari: la SF-25 non funziona. I numeri parlano chiaro, ma è il feeling generale con la monoposto a preoccupare ancora di più.
Nonostante l’apparente salto di qualità rispetto alla SF-24 — gomme più performanti, buona efficienza aerodinamica, assenza di porpoising e velocità interessanti sul dritto — la vettura sembra incapace di esprimere il potenziale (parola tanto cara a Vasseur) mostrato in simulazione.
I problemi al retrotreno
Ed è proprio lì il nodo: ciò che il simulatore promette, la pista smentisce. Il risultato? Prestazioni altalenanti, difficoltà a gestire le gomme e un bilanciamento che appare fuori asse, soprattutto nella seconda metà di gara. Secondo quanto riportato da AutoRacer.it, il cuore del problema sarebbe nella sospensione posteriore, che attualmente non lavora come dovrebbe. Si ipotizzano criticità legate agli ancoraggi o all’escursione, che rendono difficile trovare una configurazione efficace per il passo gara.


Una nuova sospensione
La notizia, però, sempre secondo quanto riportato da AutoRacer, è che a Maranello si starebbe lavorando a una nuova sospensione posteriore, già in fase avanzata di sviluppo. Un intervento tutt’altro che banale, soprattutto a stagione in corso, che richiederà tempo e precisione. Ma che almeno indica una direzione chiara: il problema non è solo aerodinamico, ma anche — e soprattutto — meccanico.
Doppio lavoro: presente e futuro
In parallelo, Ferrari ha già attivato un secondo team tecnico per concentrarsi sul progetto 2026, mentre l’attuale DT ad interim, Frederic Vasseur, si trova a gestire contemporaneamente la crisi della SF-25 e la costruzione del futuro. Una doppia sfida che rischia di lasciare scoperto il presente, mentre rivali come McLaren e Mercedes sembrano trovare sempre più stabilità.


Guardando al disegno complessivo della vettura, è evidente che l’ambiziosa scelta di rivoluzionare la filosofia progettuale, puntando su un avantreno più incisivo e un posteriore più compatto, non ha dato i risultati sperati. Almeno per ora. Le previsioni digitali, ancora una volta, non hanno saputo anticipare i veri limiti di un’auto che oggi fatica anche a confermarsi terza forza.
L’intervento sulla sospensione potrebbe essere il primo passo per invertire la rotta. Ma il tempo stringe e la stagione rischia di scivolare via prima che le soluzioni diventino concrete.
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