Sconfitta a Imola per Ferrari: il secondo posto non cancella la competitività mostrata nella gara inaugurale del WEC.
La Ferrari esce dalla gara di casa del WEC a Imola (QUI il racconto) con un secondo posto che lascia sensazioni contrastanti, ma senza rimpianti. A sottolinearlo è Alessandro Pier Guidi, protagonista al volante della 499P numero 51 insieme a James Calado e Antonio Giovinazzi, battuti soltanto dalla Toyota numero 8 al termine di una corsa combattuta.
Il pilota italiano ha analizzato con lucidità i fattori che hanno determinato l’esito finale, evidenziando come episodi esterni abbiano inciso in maniera decisiva sulla lotta per la vittoria.
Strategia e virtual safety car: l’episodio chiave
Secondo Pier Guidi, il momento cruciale della gara è coinciso con la seconda virtual safety car, che ha finito per favorire la strategia della Toyota. Il team giapponese, dopo aver optato per un triplo stint sugli pneumatici, ha potuto effettuare un pit stop completo a costo ridotto proprio durante la neutralizzazione.

Una situazione che ha annullato il vantaggio costruito dalla Ferrari numero 51, costretta invece a una gestione differente delle gomme tra regime di gara e neutralizzazione.
“Hanno deciso di fare un triplo stint e magari hanno pagato qualcosa in termini di prestazione nello stint successivo, ma poi con la virtual safety car subito dopo il nostro vantaggio è svanito”, ha spiegato Pier Guidi.
Il pilota ha poi evidenziato le difficoltà di sorpasso sul tracciato di Imola, aggravate dalle caratteristiche della vettura: “Dopo è stato impossibile sorpassare. Io ho fatto due stint dietro la Toyota, ‘Giovi’ un altro, e con l’accelerazione che abbiamo su questo tipo di pista era impossibile superare”.
Il peso dei dettagli in un campionato equilibrato
Pier Guidi ha rimarcato come, in un campionato estremamente competitivo come il WEC, anche un episodio apparentemente marginale possa cambiare completamente l’andamento della gara.
“In questo tipo di gare, un piccolo episodio fortunato può cambiare molto quando le prestazioni sono così vicine. Anche se avevamo più passo, era impossibile sorpassare per via del layout della pista, perché ogni volta la nostra accelerazione non era abbastanza forte”.
Il pilota Ferrari ha inoltre sottolineato le difficoltà in uscita di curva: “Perdevo qualche metro in frenata, quindi era quasi impossibile tentare un sorpasso”.
Nessun rimpianto: “Non è stato un nostro errore”
Nonostante la sconfitta davanti al pubblico di casa, Pier Guidi invita a non vedere il risultato in chiave negativa.
“È comunque un secondo posto. Non è così male”, ha dichiarato. “Certo, vogliamo vincere davanti ai nostri tifosi, ma questo è il motorsport. Il livello del campionato è altissimo, quindi è normale a volte vincere e a volte perdere”.

Il fattore fortuna ha giocato un ruolo determinante, ma senza responsabilità dirette del team: “C’è stata un po’ di fortuna dalla loro parte. Ma è qualcosa che non puoi controllare e per cui non devi avere rimpianti. Non è stato un nostro errore”.
Infine, uno sguardo a ciò che sarebbe potuto essere: “Se avessimo una sfera di cristallo sarebbe facile fare la strategia perfetta. Ma non ce l’abbiamo. Senza la virtual safety car, non so, forse non sarebbero rimasti davanti. Non lo sapremo mai”.

