I piloti sono pronti a cercare un dialogo con la FIA in una situazione in cui i rapporti vedono “tempi senza precedenti”. Le parole di George Russell.
Non è un segreto che ormai da tempo la FIA abbia qualche problemino sia di credibilità che in termini di rapporti con i piloti. A confermarlo è anche George Russell, presidente della GPDA.
La tensione persistente sul rapporto è stata particolarmente evidente dalla fine della scorsa stagione, quando il presidente dell’organo di governo degli sport motoristici, Mohammed Ben Sulayem, ha espresso il suo dissenso per le parolacce in F1 alla stampa.
Inoltre sempre il relazione a quell’episodio, Max Verstappen era stato poi multato per aver detto appunto una parolaccia in conferenza stampa a Singapore e, questo non era stato gradito da molti piloti, che si sono schierati con il collega olandese. Lo scontento dei piloti si riferiva anche all’uso dei media di Sulayem come portavoce.
Ciò ha portato la Grand Prix Drivers’ Association (GPDA) a scrivere una lettera aperta nelle settimane che sono seguite, esprimendo la sua insoddisfazione per il modo in cui la FIA stava regolando il campionato. Condiviso sui social media, ha affrontato direttamente alcune delle preoccupazioni dei piloti di F1 con Ben Sulayem.
Anche se le ostilità si sono dissipate durante l’inverno, l’introduzione della controversa Appendice B al Codice Sportivo Internazionale (ISC), comunemente nota come le linee guida per le penalità degli steward, all’inizio di quest’anno ha riacceso l’animosità.
Ciò ha attribuito ai funzionari il potere di multare, e persino vietare o ancorare i punti del campionato dai conducenti che usano un linguaggio volgare o criticano l’organo di governo… non c’è dunque da stupirsi se il clima non si sia rasserenato.
“È senza precedenti la situazione in cui ci siamo trovati negli ultimi diciotto mesi, considerando quanto accaduto e ciò che è stato cambiato“. Ha dichiarato George Russell.

“Penso che quando la GPDA è stata fondata anni fa, non si trattava davvero di parlare di politica, ma di parlare di sicurezza, miglioramenti dello sport, miglioramenti delle corse“.
“Soprattutto me stesso, mi ritrovo a parlare di argomenti di cui non avevo davvero alcuna intenzione di parlare. Ma ci troviamo in un momento in cui non siamo concentrati sulle cose per cui siamo tutti qui“. Ha proseguito George Russell.
“Siamo qui per andare a correre, siamo qui per creare il miglior spettacolo per i fan, per avere le auto più veloci, le auto più sicure, la migliore tecnologia, la migliore ingegneria… eppure parliamo di multe, punizioni e parolacce“.
“Quindi sì, forse qualcosa dovrebbe cambiare. Siamo aperti a questo, ma alla fine vogliamo solo il meglio per lo sport“.
Il pilota Mercedes non le manda certo a dire alla FIA, in un contesto in cui da anni serpeggia il malcontento ed anche l’uscente presidente non ha di certo migliorato le cose, anzi le ha peggiorate ai minimi storici, introducendo regole assurde. Regole che, al di là del buon senso e del decoro perché in fin dei conti mai nessun pilota ha fatto scandalo per una misera parolaccia detta sotto l’effetto dell’adrenalina per di più, lasciano attorno a sé un velo poco rassicurante in termini di libertà.
Vedremo come proseguiranno i rapporti tra piloti e FIA, con una certa curiosità su chi prenderà il posto del presidente uscente e, sulla sua non riconferma possiamo dirci sicuri. Chissà se alla fine Carlos Sainz Sr si candiderà come dicono e, se gli sarà possibile, considerato che il figlio corre in F1.
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