Christian Horner, team principal della Red Bull, ha acceso i riflettori sulla possibile dinamica interna alla McLaren, suggerendo che il duello tra Lando Norris e Oscar Piastri per la conquista del loro primo titolo mondiale potrebbe trasformarsi in una guerra di interessi personali, a discapito della squadra.
Il commento arriva all’indomani del Gran Premio dell’Emilia-Romagna a Imola, dove i due piloti della scuderia di Woking si sono ritrovati a battagliare ruota a ruota per la seconda posizione nelle fasi finali della gara. Un confronto acceso, nato dopo una serie di scelte strategiche che hanno messo i due compagni in diretta competizione.
Durante una delle neutralizzazioni finali della corsa, Norris ha effettuato un pit stop che lo ha riportato in pista proprio alle spalle di Piastri. McLaren ha deciso di non imporre ordini di scuderia, permettendo ai due di lottare liberamente. La battaglia, particolarmente serrata alla Variante del Tamburello, ha visto Norris riuscire a superare Piastri senza contatti, ma secondo Horner la tensione è destinata a salire.

“È inevitabile – ha spiegato il boss della Red Bull – quando hai due piloti che stanno lottando per un titolo, prima o poi l’interesse personale supererà quello del team. È un conflitto naturale. Oggi sono stati bravi a evitare incidenti, ma si è visto chiaramente quanto fosse tirato il duello”.
Horner ha poi analizzato in dettaglio la strategia di McLaren, sottolineando come Piastri abbia sofferto di graining nelle prime fasi e sia stato penalizzato dalla lunghezza della pit lane di Imola, che ha reso la strategia a due soste particolarmente complicata. “Oscar ha usato entrambe le sue mescole dure, e quando è arrivata la safety car finale, Max e Lando hanno potuto fermarsi, ma Norris è finito alle spalle del compagno. A quel punto, era inevitabile che si accendesse la lotta”.

Dal canto suo, la Red Bull ha ritrovato una forma solida, gestendo con freddezza il passo gara e il degrado delle gomme. Verstappen, ancora una volta, ha fatto la differenza grazie alla sua capacità di controllare il ritmo pur mantenendo margine sui rivali.
“Abbiamo avuto la velocità per rispondere a qualsiasi mossa – ha concluso Horner – Max ha gestito perfettamente il primo stint, controllando il gap e tenendo in vita le gomme. È la prima volta da un po’ che ci troviamo in una posizione così solida”.

Se la Red Bull sorride, in casa McLaren le ambizioni potrebbero trasformarsi in un’arma a doppio taglio: con due piloti giovani, affamati e in lotta per il titolo, il vero avversario potrebbe nascondersi… nello specchietto retrovisore.
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