Oggi parleremo della carriera di Robert Shwartzman in IndyCar assieme al team Prema Racing, dall’inizio di stagione, fino alla conquista della pole a Indianapolis.
La notizia della conquista della pole per Prema Racing da parte del loro pilota Robert Shwartzman ha scosso fortemente il mondo mediatico del Motorsport: un rookie al suo primo anno di debutto nella IndyCar riesce a mettere a segno la pole per la prestigiosa corsa del mondo ovvero la 500 Miglia di Indianapolis.
Un’impresa dettata anche da una curiosità: infatti è dal 1983 che un rookie al primo anno di IndyCar sigla la pole alla Indy 500, record che era appartenuto a Teo Fabi, italiano. Tra l’altro, il numero di Shwartzman è l’83 e, ovviamente, il team Prema è italiano; un gioco di coincidenze.
Ma prima partiamo dal principio: chi è Robert Shwartzman? Lui è un pilota russo con passaporto israeliano, con una fortissima esperienza nei campionati europei minori a ruote scoperte; oltre a ciò, ha trascorso la maggior parte della sua vita e della sua carriera da pilota in Italia, alla corte di Prema Racing.
Quando il team veneto decise di intraprendere il debutto in IndyCar, scelse lui come secondo pilota da affiancare a Callum Ilott, nonostante ci fossero altri piloti con più esperienza o magari che avessero frequentato il team Prema come lui, ma i dirigenti vollero lui per la nuova avventura americana che vi era all’orizzonte.

L’INIZIO DI STAGIONE E LA POLE A INDIANAPOLIS
L’inizio di stagione di Robert Shwartzman e Prema Racing è stato difficile. A St. Pete un problema al motore gli ha impedito di qualificarsi, al Thermal Club ha ricevuto una penalità per violazione di sicurezza delle norme antincendio, e a Long Beach ha faticato. A Barber ha ottenuto il miglior risultato in qualifica, ma non è riuscito a sfruttarlo, concludendo 18° al Sonsio Indy GP, spesso dietro al compagno Ilott. Alle prove libere della Indy 500 ha ottenuto buoni risultati e sorprendentemente ha conquistato la pole position alle qualifiche con una media di 232 mph.
ROBERT SHWARTZMAN: UN FUOCO DI PAGLIA O UN PILOTA IN ASCESA?
Quello che tutti si domandano è se la prestazione nella Fast 6 a Indianapolis possa essere un trampolino di lancio per Shwartzman e Prema Racing o, nel peggiore dei casi, un fuoco di paglia. Una domanda non facile da rispondere nell’immediato; solo il tempo e la gara della Indy 500 decideranno se tutto ciò si concretizzerà. Il mio augurio è, spero anche quello di tutti, che Robert possa avere il suo momento di riscatto in un periodo al di sotto delle aspettative e che tutto ciò possa anche essere per Prema l’occasione buona per dimostrare il suo potenziale e di mettere una firma sulla storia del Motorsport americano, ma anche quello mondiale.
Egli sa che nella IndyCar a differenza della F1 o di altri campionati lì le persone si aiutano e si sostengono l’uno con l’altro, special modo nei momenti di difficoltà (vedi Will Power avvistato proprio nel box Prema); oltre a ciò i team si scambiano i consigli e gli approcci alle gare e, quindi l’unica cosa che il pilota dovrebbe sperare è quella di ripetere ciò che ha fatto nelle qualifiche e che il team gli dia un forte supporto e delle precise strategie in modo da capitalizzare la grande occasione che ha davanti a sé.
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