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Tsunoda dopo l’incidente di Imola: “Devo ancora capire il limite della Red Bull”

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Dopo il pesante incidente avvenuto durante le qualifiche del Gran Premio dell’Emilia-Romagna, Yuki Tsunoda ha fatto un bilancio sincero delle sue difficoltà nel portare al limite la Red Bull in un giro secco.

Il giapponese, al suo sesto weekend con il team ufficiale di Milton Keynes, ha ammesso di dover ancora imparare a conoscere a fondo la vettura campione del mondo, soprattutto in qualifica.

Il botto ad alta velocità al Tamburello, nel Q1, è arrivato al termine del suo primo giro lanciato, lasciando la RB21 irrimediabilmente danneggiata. I meccanici sono stati costretti a sostituire la cellula di sopravvivenza, costringendo Tsunoda a partire dalla pit lane la domenica.

Dopo il pesante incidente avvenuto durante le qualifiche del Gran Premio dell’Emilia-Romagna, Yuki Tsunoda ha fatto un bilancio sincero delle sue difficoltà nel portare al limite la Red Bull in un giro secco.

“Ad essere onesti, l’approccio che ho avuto in qualifica non è qualcosa di nuovo”, ha spiegato ai microfoni del canale ufficiale F1. “È lo stesso metodo che usavo anche con la Racing Bulls e negli ultimi anni non ho mai avuto incidenti in qualifica. Ma questo episodio mi ha fatto capire quanto ancora non conosco il limite di questa macchina”.

Il giapponese ha sottolineato come le reazioni della Red Bull siano molto più sensibili rispetto a quelle della sua ex vettura, soprattutto quando si interviene sul setup. Per questo motivo, sarà necessario adottare un atteggiamento più cauto nelle fasi iniziali del weekend.

Dopo il pesante incidente avvenuto durante le qualifiche del Gran Premio dell’Emilia-Romagna, Yuki Tsunoda ha fatto un bilancio sincero delle sue difficoltà nel portare al limite la Red Bull in un giro secco.

“In futuro dovrò prendere le cose con un po’ più di calma, soprattutto quando cambiamo qualcosa nel setup. Questa macchina reagisce molto più bruscamente di quanto accadeva alla RB”.

L’occasione per ripartire arriva subito: il Gran Premio di Monaco. Un tracciato in cui la gradualità nella costruzione del ritmo è fondamentale, come lo stesso Tsunoda ha ricordato: “Monaco è una pista in cui bisogna costruire il passo poco a poco. Fortunatamente, qui posso farlo e cercare di mettere tutto insieme in qualifica”.

Il giapponese ha buoni ricordi nel Principato, dove lo scorso anno con la Racing Bulls ottenne un ottimo ottavo posto. “Amo questo tracciato. Negli ultimi due anni ho avuto belle sensazioni qui, soprattutto lo scorso anno con quel bel risultato”, ha raccontato. “Mi sento fiducioso, anche se ora guido per un team diverso e la macchina si comporta in modo differente. Dovrò forse essere più prudente del solito”.

Dopo il pesante incidente avvenuto durante le qualifiche del Gran Premio dell’Emilia-Romagna, Yuki Tsunoda ha fatto un bilancio sincero delle sue difficoltà nel portare al limite la Red Bull in un giro secco.

Ma nel labirinto di guardrail di Montecarlo, nessuno osa davvero il 100% fin dal primo giro. “Nessun pilota spinge davvero al massimo dal venerdì. Io penserò solo a me stesso, a costruire passo dopo passo il weekend, e cercare di dare il meglio in qualifica”.

Tsunoda sa di avere tra le mani un mezzo potenzialmente devastante sul giro secco. Il vero nodo sarà imparare a domarlo. E Monaco, con le sue insidie millimetriche, rischia di essere la lezione perfetta.


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