Red Bull ha ritrovato competitività a Imola, ma non perché McLaren abbia fatto un passo indietro. A chiarirlo è Christian Horner, team principal della scuderia di Milton Keynes, che sottolinea come i recenti sviluppi tecnici abbiano finalmente dato i loro frutti.
“Abbiamo trovato performance, non è McLaren ad averle perse”, ha dichiarato Horner in un’intervista al canale ufficiale della Formula 1. Un’affermazione che mette a tacere le voci che collegavano il calo della concorrenza alle recenti direttive tecniche emesse dalla FIA, alcune delle quali – secondo indiscrezioni – avrebbero riguardato proprio il progetto aerodinamico del team di Woking.

Evoluzioni sulla RB21: piccoli dettagli, grande impatto
Red Bull ha introdotto progressivamente aggiornamenti sulla RB21 sin dall’inizio della stagione. A Imola sono arrivate modifiche all’engine cover e al retrotreno, in particolare alla sospensione posteriore. Un pacchetto che, secondo Horner, ha prodotto “un chiaro passo avanti” e ha permesso al team di avvicinarsi al riferimento tecnico rappresentato da McLaren negli ultimi GP.

“È stato incoraggiante, non solo per Imola ma soprattutto in vista delle piste che ci aspettano nelle prossime settimane”, ha affermato Horner, lasciando intendere che i circuiti più convenzionali potrebbero ora sorridere alla Red Bull.
Monaco: il grande punto interrogativo
Tuttavia, il prossimo appuntamento iridato è tutt’altro che ordinario. Si corre a Monaco, su un tracciato dove il grip meccanico, la capacità di assorbire i cordoli e la confidenza del pilota contano più di tutto. Ed è qui che Horner lancia un avvertimento: occhio agli outsider.
“Quest’anno la competitività è altissima: in qualifica la prima fila è spesso decisa in meno di un decimo. A Monaco potrebbe esserci qualche sorpresa”, ha detto. “Mercedes potrebbe essere veloce. Ferrari ha una macchina che si comporta molto bene sui cordoli e sugli avvallamenti, e sappiamo quanto Leclerc e Hamilton siano forti qui. Possono davvero entrare in gioco.”

La sensazione è che il Mondiale 2025 stia entrando nella sua fase più infuocata. E Monaco, con i suoi muretti impietosi e le sue qualifiche decisive, rischia di rimescolare ancora una volta le carte. Una cosa è certa: la lotta al vertice è tutt’altro che decisa. E la sfida ora è a tutto campo.

