Max Verstappen commenta il quinto posto nelle Qualifiche del GP di Monaco, evidenziando le difficoltà della Red Bull nel settore centrale. E sull’episodio con Hamilton…
Non una sessione particolarmente esaltante per Max Verstappen, che ha concluso le Qualifiche del GP di Monaco con il quinto miglior tempo . Tra le insidiose curve del tracciato monegasco, il pilota olandese non è riuscito a compensare le carenze prestazionali della sua monoposto, contrariamente a quanto visto in precedenza durante la stagione, e ha dovuto accomodarsi in terza fila, dietro entrambe le Ferrari ed entrambe le McLaren, al netto della penalità di Hamilton che in realtà gli ha consentito di avanzare di una posizione in griglia di partenza.
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Intervistato al termine della sessione dai microfoni di F1 TV, Max Verstappen ha espresso l’amarezza per il risultato, evidenziando le criticità della propria monoposto e ammettendo di aver capito fin dai primi giri che, oggi, non sarebbe stato in grado di lottare per la Pole Position.
“Il problema principale è che nel settore centrale e in tutte le curve a bassa velocità (dove serve grip meccanico) non eravamo competitivi. Non siamo riusciti a migliorarci rispetto alle Prove Libere e, ogni volta che passavo su un cordolo, la macchina semplicemente non teneva. Appena ho visto l’andamento dei tempi, ho subito capito che non saremmo stati in lotta per la Pole“.
Non una sorpresa, dunque, il quinto tempo, quantomeno per l’olandese, che era perfettamente consapevole delle criticità della propria monoposto e delle limitate possibilità di fare bene tra le stradine del Principato.
“Non è stata una sorpresa. So già che la nostra macchina non è molto competitiva nelle curve lente. E quest’anno, in qualifica, c’è sempre stata molta competitività tra le vetture. Se ti manca un po’ di feeling e bilanciamento in quelle curve, non vai da nessuna parte“.
L’episodio con Hamilton
In merito all’impeding di Hamilton, Verstappen ha poi ridimensionato l’episodio, riconoscendo che non si è trattato di un errore del pilota britannico, ma piuttosto di un’incomprensione a livello di comunicazioni radio da parte del muretto Ferrari.
“Quando ti trovi una macchina davanti che ti blocca mentre stai spingendo è sempre fastidioso. Ma poi ho visto che il team gli aveva detto che stavo andando piano, mentre chiaramente non era così. Non è colpa di Lewis, ne abbiamo già parlato e chiarito. È stato un errore del muretto, ma situazioni del genere non dovrebbero verificarsi. Se guardiamo ai precedenti, è probabile che venga data una penalità. Ma la responsabilità è chiaramente del team, in queste situazioni i commissari sono spesso piuttosto severi“.

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